Irama: ai concerti mi annoio dopo due ore, san siro è stata una festa e a factor mi faccio due risate con jake la furia

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Irama: ai concerti mi annoio dopo due ore, san siro è stata una festa e a  factor mi faccio due risate con jake la furia

Irama celebra dieci anni di carriera con un traguardo simbolico: l’11 giugno porta sul palco del San Siro di Milano il primo stadio della sua storia. Un appuntamento costruito come un vero attraversamento del suo repertorio, arricchito dalla presenza di diversi ospiti e da un impianto scenico pensato per rendere visibili stage e contenuti direttamente dalla stessa area di performance. Parallelamente, l’artista è impegnato anche nel ruolo di giudice per “X Factor”, atteso a settembre su Sky e Now. A pochi giorni dai festeggiamenti, il cantautore traccia un bilancio ragionato sul nuovo percorso artistico e sul lavoro dietro le quinte.

irama al primo stadio san siro: repertorio e ospiti

Il concerto di Irama al San Siro si configura come un viaggio dentro le tappe principali della carriera, con un’attenzione particolare alla messa in scena e alla capacità di coinvolgimento del pubblico. Per festeggiare i dieci anni, l’artista porta con sé alcuni nomi di rilievo: Giorgia, Annalisa, Arisa e Rkomi. Le collaborazioni si inseriscono dentro la scaletta con brani specifici, contribuendo a dare al percorso un ritmo composito, alternando momenti pensati per la dimensione collettiva a passaggi più intimi.

la scelta di partire con “tu no” in versione acustica

Uno degli aspetti più emozionanti per Irama riguarda l’avvio dello show: la nuova terrazza di San Siro viene “battezzata” a inizio concerto con “Tu No” in versione acustica. La terrazza panoramica, affacciata su San Siro, rappresenta per l’artista un elemento di forte impatto scenico e emotivo, soprattutto per la necessità di cantare in alto fin dal primo momento. La decisione di iniziare con “Tu No” nasce con l’obiettivo di far cantare il pubblico il più possibile, creando connessione immediata con le persone presenti in sala. L’idea viene descritta come un riscaldamento e, insieme, un “grazie” a chi ha seguito il percorso nel tempo, con un avvio basato sull’intimità invece che su un impatto esclusivamente spettacolare.

i brani in duetto: come si inseriscono nella scaletta

La scaletta dei dieci anni prevede interventi collegati a specifiche canzoni. Irama indica i momenti musicali con i diversi ospiti: Giorgia è coinvolta per il duetto su “Buio”. Annalisa compare in “Tu No” nella versione normale, dopo l’introduzione acustica. Arisa interviene per “Senz’anima”, ritenuta da Irama particolarmente adatta a questo brano. Con Rkomi, infine, è prevista l’esecuzione di “Luna piena”, anche come ringraziamento per il percorso condiviso nel tempo.

Ospiti presenti nel concerto:

  • Giorgia
  • Annalisa
  • Arisa
  • Rkomi

il palco in led e la regia dello spazio: “cerchio” e visual

Irama definisce come un punto di orgoglio il proprio palco, specificando che, nel contesto del mercato italiano, non ritiene fosse stato ancora realizzato in modo analogo da altri artisti. Il progetto prevede un impianto in led che rende visibili stage e visual direttamente sul palco. In questo modo, i contenuti non si collocano solo alle spalle dell’artista, ma diventano parte integrante dell’area scenica. L’artista chiarisce anche un aspetto di preferenza creativa: non ama l’idea di avere i visual impostati secondo una logica tradizionale e per questo ha cercato una soluzione diversa, incentrata su una struttura pensata in relazione al pubblico.

visual “per terra” e presenza di un cerchio nel pubblico

La gestione dei contenuti punta a collocarli in una chiave differente, con l’indicazione dei visual “per terra” e la presenza di un cerchio in mezzo al pubblico. Irama spiega di aver desiderato un’altra configurazione, immaginando un cerchio capace di abbracciare la platea, ma vincoli organizzativi legati alla vendita del parterre avrebbero impedito quella particolare soluzione. Il risultato finale mantiene comunque l’idea di rendere l’esperienza più immersiva e diversa rispetto a una scena impostata in modo classico.

scaletta, durata del concerto e limiti di orario

La costruzione della scaletta affronta anche vincoli pratici. Irama dichiara di poter suonare solo fino alle 23:30, perché dopo tale orario viene spostato fuori da San Siro. Questo vincolo influisce sulla possibilità di includere tutto ciò che vorrebbe inserire, soprattutto considerando che con il passare degli album diventa più complesso mantenere una selezione equilibrata. Il cantautore sottolinea che, crescendo nella discografia, aumentano le difficoltà nel decidere cosa togliere, arrivando a un punto in cui i brani “insostituibili” diventano molteplici. L’artista descrive anche le pressioni del pubblico: con l’aumentare degli anni di carriera, emergono richieste di canzoni legate ai primi dischi e si rende più evidente l’impatto emotivo di dover rinunciare a certe esecuzioni.

quando i brani diventano “insostituibili”

Secondo Irama, la difficoltà nasce dal fatto che nel processo di selezione si finisce per dire no a sempre più brani. A mano a mano che la discografia cresce, la scaletta entra in una fase di blocco: alcuni pezzi non possono essere eliminati, fino a giungere a un numero che l’artista stima intorno a una decina di titoli che restano “fissi”. Il ragionamento porta anche a riflettere sul lavoro richiesto a chi ha 40 anni di carriera, perché la gestione di un repertorio molto ampio diventa un esercizio complesso.

durata dello show e attenzione del pubblico

Irama lega la scelta della durata a un obiettivo preciso: evitare che lo spettatore arrivi a chiedersi “quando finisce?”. Il desiderio è che, al termine, resti anche la voglia di tornare a vedere lo spettacolo. L’artista si dice contrario a concerti molto lunghi, ricordando che una durata di tre ore e mezza sarebbe troppo per lui. La motivazione viene collegata alla necessità di mantenere divertimento e dinamica: la paura più grande nei concerti è annoiare. Irama collega tutto anche a una propria sensibilità sull’attenzione, dichiarando di avere una soglia dell’attenzione bassa e di avere bisogno di tanti input. Per questo la suddivisione del concerto viene pensata in modo da limitare cali e mantenere il ritmo.

carriere e stadio: il confronto sulla sfida del restare nel tempo

Rispondendo a un tema sollevato da altri, Irama richiama una questione: l’idea secondo cui “se fai lo stadio significa che hai successo”. Il cantautore riconosce che ci sono artisti che arrivano allo stadio prima di altri e che questo può dipendere dalla difficoltà del mestiere. Al centro della riflessione di Irama resta però la sfida più ampia, indicata come rimanere nel tempo. La carriera comporta momenti di up e down, descritti come fisiologici, mentre la vera difficoltà viene identificata nella continuità: creare repertorio, trovare la solidità attraverso canzoni capaci di legarsi ai ricordi delle persone.

la musica come veicolo di emozioni

Irama afferma che la musica ha un potere molto forte nel trasmettere emozioni, arrivando a descrivere l’energia del fenomeno come se una realtà esterna non riuscisse a comprenderla. Il punto resta legato alla capacità dei brani di agire in profondità e di creare un legame emotivo stabile con chi ascolta, contribuendo alla percezione di successo che va oltre la singola dimensione del palco.

stato d’animo e nuove dinamiche personali

Irama definisce un equilibrio diverso rispetto al passato: si sente più positivo del solito e meno malinconico, con una malinconia descritta come più latente. Il passaggio viene presentato come una fase di grazia e come un sentimento sincero, spontaneo. L’artista collega questa condizione a un modo nuovo di stare nelle cose: dice di sentirsi fluire, seguire di più gli eventi e muoversi con meno rigidità rispetto a un’abitudine precedente, in cui prima di fare una cosa “si moriva” centinaia di migliaia di volte con il pensiero, per poi non sentirsi mai pienamente soddisfatto. Ora Irama descrive un allentamento della tensione.

animali domestici e progetto di una casa nel bosco

Nella conversazione emerge anche un riferimento agli animali. Irama racconta di avere dei pappagalli in casa, in uno stanzone, con la possibilità di lasciarli a svolazzare a volte. L’artista dichiara di amare molto gli animali e di desiderare anche la presenza di gatti, ma segnala di esserne allergico. Intanto indica un obiettivo personale: in futuro prenderebbe una casa nel bosco.

relazione tra x factor e positività

Irama attribuisce una parte del cambiamento al ruolo legato a X Factor. Il programma viene descritto come un luogo in cui è possibile scovare i talenti e allo stesso tempo raccontarsi in modo più intimo. La fase attuale viene interpretata come il desiderio di mostrare lati differenti di sé, con più serenità e positività, e come un arrivo coerente con il momento in cui si trova.

bilanci su x factor, colleghi e stile da giudice

Il bilancio di Irama dopo i giorni di registrazione è legato soprattutto a una responsabilità: la presenza davanti a ragazzi che vogliono iniziare una carriera richiede attenzione. Irama afferma di voler offrire consigli utili, capaci di guidare e di supportare nell’affrontare una carriera. Sul rapporto con i colleghi, emergono dinamiche concrete: con Giorgia il rapporto viene definito ottimo. Con Gabbani il riferimento è a Sanremo Giovani 2015. La presenza di Jake La Furia viene associata a un’impostazione leggera, con risposte rapide e humor. Paola Iezzi viene descritta come adorabile e come supporto tecnico al fianco dell’artista.

rapporti in studio e consigli di achille lauro

Irama parla anche di Achille Lauro, evidenziando l’esistenza di un buon rapporto. Il cantautore lo descrive come pronto a fornire consigli, definendolo super carino e apprezzando il suo percorso artistico. L’inserimento in studio viene quindi raccontato con una componente di collaborazione e scambio, sia sul piano personale sia su quello pratico.

che giudice è irama e come gestisce i concorrenti giovani

Irama definisce il proprio approccio come basato su onestà e sincerità. Il tema più delicato riguarda i concorrenti molto giovani: serve trovare il modo migliore per dire le cose, puntando al bene di chi si ha davanti. Per evitare di “sfracellare” chi sta iniziando, Irama dichiara di invitare alcuni a ripresentarsi in un altro momento quando non emergono ancora i presupposti adeguati.

futuro sanremo: candidatura 2027 legata alla canzone

Alla domanda su un possibile ritorno futuro al Festival, Irama risponde in modo aperto ma subordinato al progetto. L’idea di Sanremo 2027 viene considerata con entusiasmo, con una condizione centrale: tutto dipenderà dalla canzone, che al momento non sarebbe ancora disponibile. Il cantautore ribadisce anche un tratto di scelta personale, dichiarando di essere tradizionalista: presenta una canzone al Festival quando ha senso raccontarla attraverso il testo e la proposta musicale.

Irama: “Ai concerti dopo due ore mi annoio mortalmente per questo a San Siro ho fatto la festa. A X Factor Jake La Furia mi fa sempre ridere. Sono meno malinconico e più positivo del solito”
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Categorie: TV e Spettacolo

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