Il ritorno del film più brutto del diventato cult: perché tutti lo odiavano

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Il ritorno del film più brutto del  diventato cult: perché tutti lo odiavano

Tra le pellicole che hanno segnato la storia del cinema, alcune restano impresse non per i risultati artistici, ma per una fama costruita sul campo. Arrapaho torna infatti nelle sale con una proiezione speciale, riportando al centro un titolo che, nel tempo, ha conquistato l’appellativo di film più brutto della storia. L’operazione si inserisce in un percorso di valorizzazione che attribuisce al film un valore storico riconosciuto da istituzioni di primo piano.

arrapaho torna al cinema con una proiezione speciale

Il film Arrapaho, diretto da Ciro Ippolito, è previsto in sala in occasione di una rassegna pensata per la presentazione del lavoro restaurato. La prima proiezione è indicata per stasera al cinema Modernissimo di Napoli, mentre il regista sarà impegnato in ulteriori appuntamenti fino a settembre.

arrapaho: regia di ciro ippolito e ispirazione musicale degli squallor

La realizzazione risale al 1984. Ciro Ippolito firma la regia di un film ispirato all’omonimo album degli Squallor. Il gruppo musicale citato nella ricostruzione è composto da Daniele Pace, Totò Savio, Giancarlo Bigazzi e Alfredo Cerruti, noti per una tendenza dichiarata verso turpiloquio e volgarità.

il titolo di film più brutto: la rivendicazione di morando morandini

Il riferimento alla classificazione di “film più brutto della storia” viene associato a una valutazione del critico Morando Morandini. Secondo le parole di Ciro Ippolito durante un’intervista concessa a La Repubblica, la definizione sarebbe nata da un giudizio critico che, dal suo punto di vista, avrebbe anche avuto una logica. Il regista afferma infatti di aver chiesto al distributore di utilizzare quella frase come strumento di lancio per Arrapaho e di aver replicato la strategia anche con un altro pezzo riconducibile a Fruttero & Lucentini, incentrato su un’idea simile.

arrapaho trasformato in film da museo

Nel racconto di Ippolito, la reputazione del film cambia nel tempo: da etichetta nata come critica diventa un riconoscimento culturale. Il regista sostiene che oggi Arrapaho è considerato un film da museo, con una importanza storica ufficialmente riconosciuta.

restauro e istituzioni: cineteca di bologna e museo del cinema di torino

Il percorso di valorizzazione passa attraverso un restauro realizzato a cura della Cineteca di Bologna. Successivamente il film viene accolto dal Museo del cinema di Torino, indicato come una delle principali realtà del settore.

arrapatour fino a settembre

La stessa Cineteca di Bologna promuove una tournée di presentazioni in tutta Italia. Il programma è indicato con il nome Arrapatour e prevede l’impegno di Ciro Ippolito fino a settembre, con appuntamenti distribuiti nel territorio nazionale.

costo basso, lavorazione rapida e promozione limitata

Un ulteriore elemento ricostruito riguarda la produzione. Ippolito ribadisce che Morando Morandini avrebbe descritto esattamente ciò che il film intendeva essere: definito “il più brutto del mondo”, pur con l’intenzione di esprimere una critica feroce. Nel racconto del regista emergono anche i dettagli operativi: costo contenuto, lavorazione in due settimane e assenza quasi totale di promozione, salvo un video diffuso nel circuito dei pub.

proiezioni e contesto del film in sala

La cornice dell’evento rimane focalizzata sul ritorno in sala di Arrapaho con proiezioni legate al restauro e alla sua collocazione in contesti istituzionali. La prima data citata colloca l’avvio della programmazione presso cinema Modernissimo di Napoli, mentre la prosecuzione si sviluppa nell’ambito dell’Arrapatour fino a settembre.

persone citate nel contesto di arrapaho

Tra i nominativi richiamati nella ricostruzione compaiono figure legate alla regia, alla critica e alla scena musicale che ha ispirato il progetto:

  • Ciro Ippolito
  • Morando Morandini
  • Daniele Pace
  • Totò Savio
  • Giancarlo Bigazzi
  • Alfredo Cerruti
  • Fruttero
  • Lucentini
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