Germania come esempio per aderenza ai test genomici nel cancro al seno
All’Asco il presidente eletto Esmo e professore di oncologia medica Giuseppe Curigliano ha richiamato l’attenzione sull’uso dei test genomici nel tumore mammario endocrino-responsivo Her2 negativo in fase precoce, evidenziando la necessità di misure concrete per migliorarne l’applicazione clinica.
test genomici in oncologia: obiettivo ottimizzazione e appropriatezza
Secondo Curigliano, in diversi Paesi europei l’impiego dei test genomici risulta più aderente alle indicazioni rispetto ad altri contesti. In particolare, viene citata la Germania, dove l’esistenza di linee guida locali consentirebbe un livello elevato di conformità alla prescrizione. L’orientamento auspicato per l’Italia riguarda l’individuazione di soluzioni operative da inserire stabilmente nell’organizzazione delle Breast unit.
La finalità dichiarata è assicurare il rispetto delle indicazioni formulate da istituzioni sanitarie nazionali, con la prescrizione del test genomico sempre quando risulti indicato. In questo modo, il trattamento viene orientato alla migliore efficacia possibile, con l’obiettivo di evitare sovratrattamenti e sottotrattamenti nelle donne per cui il test è rilevante.
Breast unit e strategie organizzative per applicare le indicazioni
Nel contesto delle Breast unit, viene sottolineata l’esigenza di integrare procedure che rendano la pratica più coerente con le raccomandazioni disponibili. Il messaggio centrale è che l’adozione del test non debba dipendere in modo eccessivo da variabili non cliniche, ma debba seguire criteri di appropriatezza già definiti. L’azione proposta punta a trasformare le indicazioni in percorsi operativi effettivamente utilizzabili nella pratica quotidiana.
criticità in Italia: accesso non pienamente ottimizzato
Curigliano ha collegato il tema dell’appropriatezza al livello di accesso ai test genomici nel nostro Paese. L’accesso in Italia viene definito non ottimale: pur essendo presente un fondo dedicato, in alcune regioni non sarebbe ancora possibile saturare completamente l’utilizzo dei test.
rischi clinici legati a sovratrattamento e sottotrattamento
Il problema dell’accesso parziale viene presentato come rilevante per la gestione dei trattamenti. Da un lato, viene indicato il rischio di sovratrattamento in molte donne in cui non sarebbe presente una reale indicazione alla chemioterapia. Dall’altro lato, viene evidenziata la possibilità di sottotrattamento: la disponibilità del test, secondo quanto riportato, permette infatti di distinguere con maggiore chiarezza chi necessita della chemioterapia e chi invece non ne ha indicazione.
presenza di Giuseppe Curigliano all’evento Asco
Le dichiarazioni sono state rese da Giuseppe Curigliano nel corso dell’Annual Meeting dell’American Society of Clinical Oncology, tenutosi a Chicago.
- Giuseppe Curigliano