Geopolitica del farmaco a roma approvvigionamenti e autonomia strategica

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Geopolitica del farmaco a roma approvvigionamenti e autonomia strategica

Trasformazioni industriali, tensioni internazionali e regole dei prezzi stanno riscrivendo i confini della filiera farmaceutica. La tavola rotonda “Geopolitica del farmaco e resilienza industriale. Le nuove catene del valore farmaceutico”, promossa a Roma da Rud Pedersen Italy nel format Powerful Breakfasts con il contributo non condizionante di Bayer Italia, ha messo al centro un passaggio decisivo: le catene del valore farmaceutiche non riguardano soltanto la salute, ma rappresentano un’infrastruttura strategica per sicurezza nazionale, competitività industriale e autonomia europea.

L’iniziativa, ospitata presso il MoMeC - Montecitorio Meeting Centre, ha riunito rappresentanti di istituzioni, industria farmaceutica e mondo accademico. Il confronto ha riguardato sicurezza degli approvvigionamenti, localizzazione delle capacità produttive, accesso ai farmaci innovativi, attrazione di investimenti strategici e capacità dell’Italia di consolidare il proprio posizionamento nelle catene del valore europee.

catene del valore farmaceutiche: geopolitica, resilienza e sicurezza nazionale

Il dibattito ha evidenziato un’evoluzione del perimetro di lettura del settore farmaceutico: dalla dimensione sanitaria a una dimensione in cui politica industriale, geopolitica, sostenibilità del Servizio sanitario nazionale e competitività europea risultano strettamente intrecciate.

Al centro dell’attenzione, tra i temi affrontati, sono emersi approvvigionamenti e filierе più fragili, con margini di costo sotto pressione. È stato inoltre richiamato il ruolo delle dinamiche internazionali: le tensioni globali e la pressione energetica possono tradursi in scelte industriali con impatti concreti su stabilità e continuità della produzione.

interdipendenza tra politica industriale, regolazione e competitività europea

La moderazione del confronto è stata affidata a Giorgio Rutelli, vicedirettore di Adnkronos. L’impostazione ha collegato il tema delle catene del valore alla necessità di decisioni coerenti, capaci di sostenere l’innovazione e, insieme, la sostenibilità della spesa e la competitività complessiva dell’ecosistema produttivo.

sicurezza degli approvvigionamenti e localizzazione produttiva

Nel corso dei lavori è stato ribadito che la catena del valore farmaceutica rappresenta sovranità industriale, sicurezza nazionale e posizionamento geopolitico. In tale contesto, la trasformazione del settore è stata letta anche attraverso le ricadute industriali: le tensioni internazionali e la pressione sui costi energetici incidono direttamente su filiere di approvvigionamento e su capacità operative.

È stato richiamato l’impatto delle politiche statunitensi sui prezzi dei farmaci e il rischio connesso a meccanismi come la Most Favored Nation, indicati come potenziali fattori in grado di influenzare le scelte di investimento delle imprese europee.

stabilità regolatoria e attrazione di investimenti strategici

Il viceministro delle Imprese e del Made in Italy Valentino Valentini ha aperto i lavori con saluti istituzionali, sottolineando la rilevanza strategica del comparto farmaceutico per il futuro industriale del Paese e dell’Europa. Nel suo intervento ha collegato la competitività a leve concrete: stabilità regolatoria, incentivi alla ricerca industriale, semplificazione autorizzativa e strumenti per attrarre investimenti ad alto valore aggiunto.

Tra gli obiettivi richiamati, emerge la necessità di affermare l’Italia come hub farmaceutico europeo di riferimento, non soltanto come piattaforma produttiva, ma come centro in grado di integrare grandi industrie e filiera di piccole e medie aziende specializzate.

most favored nation e prezzi dei farmaci: implicazioni economiche per l’accesso all’innovazione

Il keynote speech è stato tenuto da Massimo Riccaboni, professore di Economia applicata e direttore dell’Unità di ricerca Axes presso Imt Lucca. L’intervento ha affrontato le implicazioni economiche e industriali della Most Favored Nation e dei nuovi meccanismi internazionali di riferimento per i prezzi.

Riccaboni ha osservato che il sistema di riferimento ai prezzi adottato dall’amministrazione americana modifica in modo radicale la capacità negoziale dei singoli Paesi. Nel contesto descritto, l’Italia dovrà negoziare l’accesso ai farmaci innovativi consapevole che il prezzo applicato nel Paese può incidere sulle condizioni praticate anche sul mercato americano.

pressioni sui mercati di riferimento e possibili ritardi nelle sequenze di lancio

Secondo quanto riportato, le conseguenze possibili includono pressioni al rialzo sui mercati presi a riferimento o ritardi nelle sequenze di lancio, qualora non si raggiunga un accordo negoziale. Il quadro delineato richiede una risposta coordinata, in grado di tenere insieme accesso all’innovazione, sostenibilità della spesa e politica industriale.

È stato inoltre evidenziato il rischio per un Paese come l’Italia di vedere arrivare i farmaci ancor più in ritardo rispetto a quanto già avviene. La risposta, indicata come necessaria, deve includere strumenti fiscali, politica industriale, priorità di spesa sanitaria e una determinazione dei prezzi sempre più ancorata all’innovatività dei prodotti.

numeri industriali della farmaceutica italiana e criticità del sistema

Il confronto ha valorizzato dati sul ruolo industriale della farmaceutica in Italia. Secondo quanto emerso nel corso dell’Assemblea pubblica 2026 di Farmindustria, il comparto ha raggiunto nel 2025 circa 74 miliardi di euro di produzione e 69 miliardi di euro di export. Sono stati indicati oltre 72mila addetti diretti e più di 300mila occupati considerando filiera e indotto.

Tali numeri vengono presentati come elemento di conferma del ruolo della farmaceutica come driver della performance industriale del Paese e come asset strategico per salute, crescita e sicurezza economica nazionale.

Accanto alla traiettoria positiva sono state segnalate criticità rilevanti: il rischio che la competizione internazionale per attrarre investimenti in ricerca e produzione si sposti verso Stati Uniti e Asia; la pressione legata ai nuovi meccanismi di prezzo internazionali; il nodo del payback; i tempi di accesso ai nuovi farmaci; la necessità di rendere più efficiente il sistema della ricerca clinica.

In questo scenario, sono emerse come condizioni decisive stabilità regolatoria, prevedibilità delle decisioni pubbliche, rapidità autorizzativa e partnership pubblico-private.

italia nelle catene del valore europee: ecosistema industriale e innovazione

È stato dedicato ampio spazio al ruolo dell’Italia nelle catene del valore farmaceutiche europee. È stata evidenziata una forte vocazione manifatturiera, competenze industriali qualificate e una presenza significativa di gruppi internazionali. Questa base produttiva è stata descritta come asset strategico per l’autonomia europea, accompagnata però dalla necessità di politiche coerenti per passare da piattaforma produttiva a ecosistema capace di competere anche su ricerca, sviluppo, studi clinici e innovazione.

Nel quadro delineato, è stata richiamata l’esperienza di Bayer in Italia come esempio di presenza industriale radicata e integrata nelle filiere globali. In particolare, è stato citato lo stabilimento di Garbagnate, dove viene prodotta Cardioaspirina, anche per mercati strategici come la Cina, presentato come caso concreto del contributo che l’Italia può offrire alla competitività farmaceutica europea, valorizzando capacità produttiva, qualità industriale e apertura ai mercati internazionali.

scelte rapide e strutturali: strategia per europa e italia

A chiudere il contenuto riportato, l’intervento di Arianna Gregis, amministratrice delegata di Bayer, che ha descritto una fase particolarmente complessa in cui dinamiche industriali, geopolitiche e regolatorie si sommano imponendo scelte rapide e strutturali. Nello scenario globale richiamato, segnato dall’accelerazione della Cina e dalla crescente capacità degli Stati Uniti di orientare gli investimenti, è stata indicata la necessità per Europa e Italia di passare da una posizione prevalentemente difensiva a una strategia più ambiziosa.

partecipanti e istituzioni coinvolte

Alla tavola rotonda hanno preso parte, tra gli altri:

  • Giorgio Rutelli, vicedirettore di Adnkronos
  • Arianna Gregis, amministratrice delegata di Bayer Spa
  • Carlo Riccini, direttore generale di Farmindustria
  • Giuseppe Lanzillotta, responsabile Relazioni istituzionali di Farmindustria
  • Stefania Craxi, senatrice e capogruppo di Forza Italia al Senato
  • Elisa Pirro, senatrice
  • Ilenia Malavasi, deputata
  • Francesca Lecci, Sda Bocconi
  • Valentino Valentini, viceministro delle Imprese e del Made in Italy
  • Massimo Riccaboni, professore di Economia applicata e direttore dell’Unità di ricerca Axes presso Imt Lucca

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