Farmaceutica competenze sfida tra velocità coraggio e formazione
Il talk “L’industria farmaceutica scommette sulle competenze”, secondo appuntamento del ciclo “Equilibri e prospettive del sistema salute”, ha messo al centro un principio chiaro: la trasformazione del settore passa attraverso competenze capaci di accompagnare innovazione, produzione e competitività. L’incontro, tenutosi al Palazzo dell’Informazione di Roma, ha riunito istituzioni, imprese e alta formazione in un confronto guidato dal vicedirettore Fabio Insenga, con la partecipazione di Claudio Durigon, Marcello Cattani e Giorgio Maracchioni.
competenze come leva strategica per l’industria farmaceutica
Il messaggio emerso dal confronto ha evidenziato come le competenze non rappresentino più un elemento marginale, ma la condizione necessaria per trasformare la transizione tecnologica in investimenti, brevetti, occupazione qualificata e crescita industriale. In un quadro segnato da cambiamenti rapidi legati a intelligenza artificiale e big data, fino alla medicina di precisione e all’evoluzione dei processi produttivi, il settore farmaceutico conferma il ruolo centrale del capitale umano.
la trasformazione tecnologica richiede talenti lungo tutta la filiera
Nel corso del dibattito è stato sottolineato che la crescita non si costruisce soltanto con la tecnologia, ma con la capacità di ricercare, sviluppare e produrre nuovi farmaci e vaccini, migliorando la risposta a patologie esistenti o affrontandone di nuove. In questo contesto, la presenza di un modello di competenze distribuite ha assunto un ruolo determinante nel rafforzare l’innovazione e la capacità competitiva.
lavoro e formazione: risposta al mismatch tra domanda e offerta
Dal punto di vista istituzionale, è stato richiamato il tema del mismatch tra domanda e offerta di professionalità. Dopo una fase caratterizzata dagli investimenti legati al Pnrr, il confronto ha indicato la necessità di una fase successiva con meno risorse, imponendo maggiore attenzione a come vengano utilizzate. A tal proposito, è emersa l’esigenza di una grande operazione comune tra Governo, parti sociali e imprese orientata a indirizzare gli investimenti sulla formazione realmente utile al mercato del lavoro.
percorsi formativi mirati e strumenti come its academy
Un passaggio centrale ha riguardato la qualità dei percorsi formativi, descritti come sempre meno compatibili con approcci generici. La formazione deve essere mirata alle esigenze delle aziende e dei lavoratori, con un orientamento capace di collegare la preparazione alle opportunità professionali. In questo quadro sono stati indicati come strumenti rilevanti l’orientamento e le Its Academy, considerate investimenti strategici per il futuro.
linguaggio condiviso tra ricerca, industria e regolazione
Sul piano strutturale, il confronto ha sottolineato che le competenze non devono essere viste come conseguenza dell’innovazione, ma come suo elemento abilitante. È stato evidenziato il rischio di non riuscire a trasformare il valore prodotto in competitività, sviluppo industriale e attrazione di investimenti in assenza di competenze e di un linguaggio condiviso tra ricerca, industria e autorità regolatoria.
attrarre giovani con prospettive chiare
Un altro punto ha riguardato la necessità di parlare ai giovani in modo comprensibile e con indicazioni concrete sulle possibilità di crescita. Senza questo allineamento, nel confronto è stato richiamato il rischio di perdita di competenze e di valore con spostamenti all’estero.
formazione continua e skill progressivo nel mercato del lavoro
La formazione continua è stata indicata come leva per accompagnare l’evoluzione del mercato del lavoro. È stato posto l’accento sul concetto di skill progressivo, considerato fondamentale. È inoltre emersa la richiesta di estendere best practice come quelle legate al contratto farmaceutico, citato come esempio in cui qualità del lavoro e crescita professionale possono procedere insieme.
formazione in tutte le attività: ricerca, produzione e cdmo
Per quanto riguarda l’impianto complessivo della filiera, è stato evidenziato che lo sviluppo delle competenze riguarda l’intero sistema: dalla ricerca alla produzione, fino ai nuovi modelli industriali. La discussione ha incluso anche il comparto cdmo (Contract Development and Manufacturing Organization), descritto come una forza propulsiva rilevante.
rafforzare formazione, assunzione e retention
Nel confronto è stato richiamato il bisogno di consolidare una dinamica positiva fatta di formazione, assunzione e retention dei talenti lungo tutto il sistema. È stata inoltre indicata la crescente centralità delle competenze trasversali collegate a dati e algoritmi, con un ruolo atteso ancora più strategico per il futuro del settore.
competitività fondata su competenze: scelte rapide e collaborazione
La chiusura del confronto ha riportato il focus sulla scommessa del settore: non limitarsi alla sola dimensione tecnologica, ma sviluppare la capacità di sviluppare, attrarre e trattenere le competenze considerate necessarie. È stata richiamata l’esigenza di uscire da logiche autoreferenziali e di compiere scelte rapide, poiché il ritmo dei cambiamenti nel contesto globale risulta più veloce dei tempi decisionali. Il sostegno alle politiche di investimento in ricerca e sui giovani è stato indicato come elemento da rafforzare insieme alle istituzioni, per consolidare una posizione di leadership già riconosciuta in ambito europeo e tra i primi a livello mondiale.
partecipanti al talk
Fabio Insenga, vicedirettore Claudio Durigon, sottosegretario al ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali Marcello Cattani, presidente di Farmindustria Giorgio Maracchioni, presidente della Fondazione Its per le Nuove tecnologie della vita