Escursionista trovata viva dopo 14 giorni tra vita e morte bevendo acqua nera durante un trekking
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Dopo 14 giorni di isolamento nella fitta vegetazione della Malesia, una quarantanovenne, Jaslinda Saludin, è stata ritrovata viva in condizioni estremamente critiche. La ricerca, partita dopo la sua dispersione sul Gunung Batu Putih, si è trasformata in un caso di soccorso di grande portata, culminato con un recupero che i compagni di escursione hanno definito un miracolo. La donna è stata individuata nei pressi di un fiume da pescatori dell’area, con un quadro clinico caratterizzato da evidente deperimento ma senza esiti letali.
jaslinda saludin recuperata viva dopo 14 giorni sul gunung batu putih
La vicenda di Jaslinda Saludin si è sviluppata sul Gunung Batu Putih, nello stato del Perak. La donna è rimasta dispersa per due settimane, sopravvivendo grazie a ciò che riusciva a reperire nell’ambiente circostante. Il racconto del ritrovamento arriva da testimonianze dirette e da conferme operative: i soccorritori hanno descritto un recupero reso possibile da una ricerca prolungata e da indicazioni sul terreno.
Dopo il ritrovamento, la sopravvissuta ha collegato la propria condizione alla percezione di un limite costante tra capacità residue e rischio immediato. Ha riferito di sentirsi in bilico tra vita e morte, mentre i soccorsi iniziali le permettevano di ricevere assistenza e alimentazione.
la sopravvivenza nella giungla: niente cibo e acqua solo dalla natura
Nel video diffuso in rete, registrato durante i primi interventi di assistenza, Jaslinda ha spiegato che non disponeva di risorse alimentari sufficienti. Ha dichiarato: “Non avevo davvero cibo” e ha aggiunto di non aver mangiato per due settimane, consumando soltanto un pasto quel giorno.
Per quanto riguarda l’idratazione, la donna ha descritto un quadro ancora più severo. Durante il suo vagare avrebbe potuto bere solo acqua nera, acqua marrone e quanto ottenuto dalle piante carnivore, insieme alla rugiada. Un elemento decisivo sarebbe stato l’assenza temporanea di accesso a fonti d’acqua utilizzabili: secondo le informazioni riportate dalle autorità, la escursionista avrebbe attraversato un periodo di circa tre giorni senza accesso ad acqua, riuscendo comunque a dissetarsi con ciò che era disponibile in quel momento.
non accesso all’acqua per circa tre giorni
Sabarodzi Nor Ahmad, vicedirettore delle operazioni del Dipartimento dei vigili del fuoco e del soccorso del Perak, ha confermato che Jaslinda ha superato una fase di estrema difficoltà legata all’idratazione. In quel lasso di tempo, l’escursionista si sarebbe mantenuta soprattutto grazie alla rugiada, integrando l’alimentazione con bacche e prodotti della giungla.
La sopravvissuta ha inoltre ricordato i tentativi di ritrovare il sentiero e il modo in cui il terreno avrebbe reso i movimenti più pericolosi. Ha riferito una sensazione di progressivo peggioramento mentre camminava ripetutamente su e giù, citando un terreno troppo morbido come fattore che ostacolava l’orientamento.
il ritrovamento del 6 giugno: pescatori degli orang asli e primi soccorsi
Il ritrovamento è avvenuto sabato 6 giugno, intorno alle ore 15:00. A rintracciarla sono stati i pescatori dell’insediamento indigeno degli Orang Asli di Lubuk Gaharu. Nazri Bah Eng, uno degli abitanti che ha soccorso Jaslinda nei pressi di un fiume, ha descritto i primi momenti dell’incontro: il gruppo stava pescando quando uno dei presenti ha notato la donna in evidente stato di debolezza, mentre piangeva. Secondo la testimonianza, Jaslinda aveva anche con sé un sacchetto di plastica pieno di funghi.
dalla casa del capo villaggio all’ospedale di tapah
Dopo l’assistenza immediata, Jaslinda è stata trasportata alla casa del capo villaggio, identificato come Tok Batin. Lì ha ricevuto cibo, con particolare riferimento a noodles istantanei, prima di essere affidata alle autorità mediche e trasferita all’ospedale di Tapah.
Davanti ai soccorritori e ai media locali, Jaslinda ha rivolto un messaggio di scusa legato alla grande operazione di ricerca avviata per la sua dispersione. Ha espresso dispiacere per aver causato problemi ai malesiani coinvolti nelle ricerche.
traumi, ferite e terreno estremo durante la ricerca del percorso
Anche se l’isolamento ha raggiunto quota 14 giorni, le autorità hanno valutato che le conseguenze fisiche riportate da Jaslinda siano rimaste contenute. Sabarodzi Nor Ahmad ha riferito ferite lievi, includendo punture di insetti e alcune ferite alla testa.
Il contesto ambientale, però, è emerso con chiarezza dai traumi subiti durante il cammino. La donna avrebbe avuto diverse cadute, incluse cadute di circa cinque e tre metri mentre attraversava fiumi e aree con terreno complesso.
guida alpina: un’area difficilissima anche per esperti
Muzafar Mohamad, coordinatore delle guide alpine forestali del Perak, ha definito l’area come estremamente impegnativa. Ha indicato la presenza di valli, cascate e suolo difficile, sottolineando che raggiungere alcune sezioni non sarebbe semplice anche per guide alpine esperte.
Nel racconto sulla dinamica della ricerca è stato inoltre menzionato un errore di orientamento: Jaslinda avrebbe camminato in cerchio inavvertitamente, attraversando aree già perlustrate dai team, senza riuscire a percepire il rumore degli elicotteri impiegati sopra la zona di ricerca.
sollievo e gratitudine: familiari e compagni di cordata
L’operazione di salvataggio ha richiesto settimane di interventi, con il coinvolgimento di polizia, vigili del fuoco, varie ONG e popolazioni locali. Fuori dal pronto soccorso dell’ospedale di Tapah, il marito, Haszman Othman, ha espresso gratitudine verso i soccorritori. Ha ribadito la fiducia riposta nella moglie, citando la consapevolezza della sua forza.
il racconto di un compagno: dalla trans spencer chapman al lieto fine
Anche Hishammuddin Ahmad, amico e amministratore del gruppo di trekking di Jaslinda, ha richiamato l’esperienza della donna con la spedizione “Trans Spencer Chapman”, un percorso lungo 34 chilometri lungo la catena montuosa di Titiwangsa. Ha spiegato che, quando la notizia del ritrovamento ha raggiunto il gruppo, la sensazione è stata descritta come il compimento di aspettative positive collegate alle preghiere. Ha concluso sottolineando che il recupero di Jaslinda rappresenta un miracolo.
personaggi citati
Jaslinda Saludin, Sabarodzi Nor Ahmad, Nazri Bah Eng, Muzafar Mohamad, Haszman Othman, Hishammuddin Ahmad.


