Elly cancella la sinistra suo partito e prepara l’ammucchiata anti meloni

• Pubblicato il • 5 min
Elly cancella la sinistra  suo partito e prepara l’ammucchiata anti meloni

Una dinamica politica che punta a riallineare alleanze, linguaggi e strategie per costruire terreno elettorale sta prendendo forma con segnali sempre più evidenti. Il quadro descritto ruota attorno a cambiamenti di impostazione, manovre di compatibilità tra forze differenti e un’operazione complessiva che mira a plasmare maggioranze future, con particolare attenzione a come vengono presentati passato, identità e contenuti programmatici.

elly schlein e la svolta di linea nel pd

Nel racconto emerge l’idea di una trasformazione politica già avviata tempo fa e considerata ormai compiuta. Elly Schlein, indicata come una figura che aveva ricevuto incarichi di segreteria tramite primarie, viene descritta come passata a un comportamento assimilato a quello di altri esponenti citati, orientato a perseguire compromessi e a puntare su formule considerate ripetitive. Il tono con cui viene qualificata la sua comunicazione viene associato a un’espressione costante “ridanciana”, mentre l’attenzione si concentra sulla disponibilità ad assecondare l’establishment e su un ritorno, nell’interpretazione proposta, a logiche del passato.

La narrazione insiste anche su segnali ritenuti decisivi: vengono citate forme di solidarietà verso Giorgia Meloni (descritta come “Mata Hari della Garbatella”), accompagnate da richiami a strategie considerate fallite e a dinamiche internazionali richiamate nel testo, insieme a rassicurazioni indirizzate a Matteo Renzi e alla possibilità di superare preclusioni nei confronti di lui e di alcuni suoi alleati.

alleanze 2027 e “grande centro” come cornice

Il contenuto collega questi elementi a un disegno volto a predisporre il campo per la partita elettorale 2027. La linea viene associata a un’adesione a un progetto che, nella descrizione, tende a cancellare o ridimensionare una collocazione di sinistra, facendo emergere un’area renziana indicata come minoritaria ma già al lavoro. L’obiettivo sarebbe ricostruire un Grande Centro, trasformando la proposta progressista in un insieme giudicato “insipido”.

alleanze con calenda e renzi

Nel quadro descritto, il percorso si sviluppa anche attraverso l’alleanza con figure indicate come “scaccia-voti”, in particolare Carlo Calenda e Matteo Renzi. La coalizione immaginata viene presentata come una maggioranza di forze considerate “simil-volenterosi”, con l’intenzione di includere anche Forza Italia nella versione ricondotta a Marina Berlusconi.

sostituzione della presenza cinquestelle

Un elemento centrale del racconto riguarda l’idea di costruire la maggioranza sostituendo la componente attribuita ai Cinquestelle guidati da Giuseppe Conte. L’operazione viene descritta come un insieme di passaggi in cui diventa rilevante anche il modo di trattare il lascito associato al periodo berlusconiano, citando due direttrici: una dimensione legata a figure e simboli ricondotti a un contesto presidenziale e un’altra legata a un’archiviazione collegata a un procedimento fiorentino.

washing e dirting: il nodo del 5s

Secondo la narrazione proposta, dopo la fase di “washing” e la conseguente gestione del lascito, entra in gioco un’ulteriore tappa indicata come dirting, cioè l’operazione di “insozzaggio” attribuita al pedigree di Giuseppe Conte e del Movimento 5 Stelle. Questo passaggio viene collegato a un’attività comunicativa considerata insistente, affidata a una figura mediatica citata nel testo che ripeterebbe che una quota dell’elettorato cinquestelle sarebbe pronta a votare per un progetto politico denominato Futuro Nazionale.

il confronto tra conte e vannacci

La costruzione argomentativa nel testo richiama anche la presunta sovrapponibilità tra Conte e generale Vannacci, citato come riferimento per rafforzare l’idea di continuità o compatibilità tra aree differenti. Nel racconto questa lettura viene presentata come una tesi esposta attraverso il canale della prima serata e riportata come “prova provata”.

origini del m5s e insinuazioni sulle “autenticità”

La seconda parte del contenuto sposta l’attenzione su un interrogativo: se sia coerente applicare la medesima logica di “washing” anche alle origini del Movimento oggi ricondotte alla fase iniziale. Viene richiamata una cronologia specifica, con l’indicazione del 2007 e un riferimento al “Vaffa di Bologna”, collocato come punto di partenza nel racconto.

promotori descritti come “di destra”

La tesi attribuita al testo sostiene che la matrice iniziale fosse considerata di destra, non per una neutralità dichiarata, ma per il ruolo e l’identità di due figure definite come capi del progetto: Beppe Grillo e GianRoberto Casaleggio. Vengono associati a un ambiente descritto come destrorso e vengono citati elementi legati alla loro storia personale, ai contesti culturali e a una rete di riferimenti richiamata nella narrazione.

influenze populiste e narrazione su internet

Nel testo vengono inoltre individuati fattori che avrebbero contribuito a rendere il progetto marcato in senso “destrorso”: l’intercettazione dell’ondata populista in Italia e in vari paesi dell’Occidente, la costruzione di un’immagine protestataria legata alla comunicazione e all’uso della rete, con una narrazione in cui internet viene descritto come sostituto della democrazia rappresentativa. Viene citato anche un passaggio legato a un apparentamento al primo parlamento europeo con posizioni ricondotte a un movimento e a un riferimento politico internazionale.

scelte e governance interna del movimento

La ricostruzione include anche la promozione di una candidatura ministeriale collegata alla transizione ecologica, con la citazione di Roberto Cingolani. Infine viene posta enfasi sulla natura padronale del movimento, descritta come basata sul controllo esercitato da un duo sulla linea politica e sulle scelte degli eletti, accompagnata da una cornice interpretativa che richiama isolazionismo e dinamiche considerate settarie.

avvento di conte e riassetto in senso progressista

Il testo riconosce che con l’avvento di Conte la situazione si sarebbe “raddrizzata” in senso più progressista. Nonostante questo, l’impostazione complessiva resta centrata sul ritenere presenti insinuazioni malevole e una presunta costruzione di racconti non verificabili, considerati parte della narrazione politica attribuita al campo di gioco descritto.

personaggi e figure citate

Giorgia Meloni, Matteo Renzi, Carlo Calenda, Marina Berlusconi, Giuseppe Conte, Lilli Gruber, Elly Schlein, Beppe Grillo, GianRoberto Casaleggio, Alfredo Biondi, Nigel Farage, Roberto Cingolani, generale Vannacci, Marina Berlusconi.

Elly cancella la sinistra dal suo partito e propizia l’ammucchiata anti Meloni

Per te