Elio a de gregori fino a sanremo le sue parole e la sua visione all adn kronos
Tra musica, inclusione sociale e confronto su temi culturali e politici, Elio si presenta al pubblico con un’intervista essenziale e senza filtri, raccontando l’evoluzione del Concertozzo e indicando con chiarezza posizioni e priorità. A pochi giorni dalla quinta edizione dell’evento ideato dal Trio Medusa, in arrivo a Biella il 26 e 27 giugno, il leader di Elio e le Storie Tese mette al centro un progetto che unisce spettacolo e autismo, spiegando perché l’inclusione non deve restare una parola astratta.
concertozzo a biella: origine, trasformazione e identità
Il Concertozzo nasce cinque anni fa a Bergamo come una festa legata alla fine della pandemia, sviluppata a partire da un’idea del Trio Medusa che coinvolge la band. Il format, secondo la ricostruzione fornita, perde poi quell’identità iniziale: una festa di quel tipo, con lo stesso significato, non può essere ripetuta indefinitamente. Nonostante ciò, l’esperienza viene considerata talmente positiva da portare alla replica.
Nel passaggio successivo, l’evento viene proposto anche a Carpi, l’anno seguente, con risultati definiti migliori. Fin dall’inizio assume un ruolo centrale il coinvolgimento di realtà legate all’autismo: nelle due occasioni citate, sul palco viene invitato Nico Acampora di PizzAut, figura che all’epoca non aveva ancora il profilo attuale ma che aveva già attirato grande interesse.
Da quel punto, l’evento trova un orientamento nuovo: il Concertozzo diventa progressivamente una piattaforma in cui l’inclusione non è un contorno, bensì una parte strutturale del progetto.
concertozzo: musica e inclusione con imprese che assumono persone autistiche
Oggi il Concertozzo viene descritto come un appuntamento che si distingue per una caratteristica specifica: è l’unico concerto al mondo in cui cibo e bevande serviti al pubblico sono preparati da associazioni che impiegano persone autistiche. Questa impostazione, ribadita con forza, viene presentata come un elemento distintivo non replicato altrove.
Per dare misura dell’impatto, vengono richiamati i numeri della precedente edizione a Bassano del Grappa: l’evento viene definito un trionfo con più di 10mila spettatori e cinque associazioni coinvolte, tornate con disponibilità economiche generate dalla vendita. La prospettiva economica viene indicata come importante: le associazioni non percepiscono contributi pubblici e operano solo con ciò che riescono a vendere.
L’altro pilastro è l’inclusione, descritta come un processo concreto più che come un gesto simbolico. L’idea espressa è che oltre 10mila spettatori entrano in contatto con persone autistiche, mangiano il cibo preparato e servito da loro, e vivono così un incontro reale, “a metà strada”. L’inclusione viene definita come condivisione, convivenza e riconoscimento reciproco.
autismo e inclusione nel 2026: numeri e significato operativo
Il tema dell’autismo viene collegato alla normalizzazione di comportamenti inclusivi. La risposta fornita indica un atteggiamento ancora non pienamente consolidato nel 2026: l’inclusione viene talvolta percepita come generosità più che come normalità. Il ragionamento prosegue evidenziando che, se il tema non viene trattato, è più difficile che le persone assumano spontaneamente comportamenti inclusivi.
Appena si crea un contesto di incontro, il cambiamento diventa rapido: quando le persone arrivano a mangiare da PizzAut entrano in contatto con i ragazzi e individuano la necessità di un punto di incontro tra “noi” e “loro”. L’inclusione viene quindi presentata come una pratica che supera il semplice atto di cortesia.
Nel quadro dei dati, viene indicato che l’autismo è la forma di disabilità più diffusa al mondo, con stime per cui in Italia si parla di un nuovo caso ogni 70 nati, una percentuale definita “spaventosa” e superiore all’1%. Negli Stati Uniti viene citata una frequenza di un nuovo caso ogni 30 nati. Da questi numeri emerge, secondo l’impostazione dichiarata, la necessità di affrontare l’autismo con impegno e competenza in modo immediato, perché si trasformerebbe in un problema che coinvolge tutti, non solo le persone autistiche e i loro familiari.
novità del concertozzo 2026: ospiti e obiettivi di pubblico
Le novità dell’edizione in partenza vengono descritte attraverso due elementi: ospiti e obiettivi. In termini di pubblico, il progetto si colloca su una crescita già avviata: si dichiara di essere oltre i 10mila spettatori dell’anno precedente e si esprime la speranza di aumentare ancora.
Per quanto riguarda gli ospiti, vengono menzionati nomi considerati di rilievo: Valerio Lundini, Carlo Amleto e Tony Hadley degli Spandau Ballet. È prevista inoltre la presenza di TonyPitony, indicato come “la stella del 2026”.
el**io** e le storie tese: assetto attuale e confronto con il modello dei pooh
Il percorso della band viene associato a cicli di riunioni, scioglimenti, addii e ritorni. Nel presente, l’assetto viene descritto in modo diretto: la formazione sarebbe sempre quella di prima. Il punto non chiarito dal pubblico viene indicato nella scelta di prendere come riferimento i Pooh, descritti come un modello perché anch’essi si sono sciolti più volte.
Secondo la ricostruzione, i tempi delle evoluzioni seguirebbero un andamento analogo: un primo scioglimento sarebbe stato accompagnato da una reunion “bellissima”, e la narrazione prevede che avvenga ancora un ulteriore scioglimento per rivivere quelle emozioni.
concertozzo come appuntamento istituzionale: visione, crescita e ruolo sociale
La prospettiva sulla possibilità di nuova musica viene presentata con cautela: nel periodo indicato non risultano idee operative sul lavoro di composizione, pur restando l’energia legata ad alcuni temi. Sul versante personale, viene ribadito l’entusiasmo per il progetto: l’obiettivo dichiarato è far crescere il Concertozzo fino a centomila spettatori, trasformandolo in un appuntamento annuale e definendolo già, in parte, un evento istituzionale.
La visione si collega anche a un ragionamento più ampio: viene espresso che, in assenza di interventi statali, sarebbero le iniziative dei singoli a modificare in modo progressivo il mondo. L’esempio portato è PizzAut, nato secondo quanto raccontato dal padre di un bimbo autistico e diventato un fenomeno.
L’avvio avrebbe avuto difficoltà concrete per mettere insieme risorse e compiere passi avanti; viene ricordato anche un atteggiamento di dissuasione da parte di persone considerate competenti. La narrazione descrive il risultato finale come una combinazione tra attività economica e funzione sociale: senza contributi pubblici, oltre alla pizzeria, PizzAut sarebbe diventato un punto di riferimento per le famiglie con figli autistici.
palco e politica: libertà di opinione, diritto di esprimersi e posizioni su cultura e schieramenti
Il rapporto tra uso del palco per temi sociali e uso del palco per posizioni politiche viene impostato su una distinzione legata alla buona fede: spesso i due aspetti coincidono, ma dipende da chi parla e da come. La motivazione centrale viene ricondotta all’esperienza personale: quando c’è un figlio autistico, le giornate ruotano attorno a ciò che può aiutare davvero. In questo scenario, vengono citati impegno e urgenza come criteri pratici, includendo la percezione che ogni ora persa nel supporto ai bisogni di una famiglia sia un tempo che non torna indietro.
Il confronto con l’attività degli artisti in relazione al conflitto a Gaza e alle mobilitazioni pro Palestina viene richiamato attraverso il tema della tribuna politica. Su questo punto emerge una posizione sulla libertà di opinione: viene dichiarato sostegno al principio secondo cui chiunque possa prendere posizione, con la convinzione che in un Paese libero sia possibile esprimere ciò che si pensa. Viene anche chiarita l’interpretazione del concetto: libertà significa poter dire ciò che si ritiene, senza imposizioni.
La stessa logica viene estesa a Francesco De Gregori: viene espressa disponibilità a difendere il diritto di dirlo, anche quando non si condivide il contenuto. Il discorso include poi la tutela della possibilità di manifestare dissenso: ci si dichiara liberi di affermare che non si è d’accordo con quanto espresso da altri.
posizione su cultura e schieramenti politici
Nel quadro delle stesse valutazioni, viene formulata una frase netta riguardo al rapporto tra cultura e destra, indicata come accostamento che non riesce a funzionare insieme. L’impostazione resta centrata sull’idea che non si riesca a far combaciare l’ambito culturale con uno specifico schieramento politico.
vannacci e libertà di espressione: dissenso dichiarato
Su Vannacci la posizione è espressa senza esitazioni: non mi piace e viene specificato che si tratta di una contrarietà legata all’essere antifascista. Il tema della libertà di espressione, pur riconosciuto come diritto, viene affiancato a un dissenso personale esplicito.
sanremo: scelta di non rientrare in gara e visione sul festival
Per quanto riguarda Sanremo, viene indicato che non ci sarebbe intenzione di rientrare in gara. La richiesta formulata è che il Festival resti centrato sulla canzone italiana e non diventi una competizione dominata dai cantanti. La posizione viene così legata a un’idea di identità del contesto musicale.
artisti e dibattito pubblico: coerenza tra diritto e disaccordo
La libertà di opinione viene mantenuta come principio guida anche quando si incontrano affermazioni non condivise. Il quadro complessivo afferma che la possibilità di esprimersi resta un valore, mentre la contrarietà può coesistere con il diritto a parlare. Il messaggio è che il dissenso non elimina la legittimità dell’opinione altrui.
ospiti del concertozzo: nomi e presenze annunciate
Gli ospiti comunicati per la quinta edizione in arrivo a Biella includono una combinazione tra figure note e presenza musicale internazionale, come indicato nel racconto.
- Valerio Lundini
- Carlo Amleto
- Tony Hadley (Spandau Ballet)
- TonyPitony