Edith piaf mi ha fatto vincere l’oscar e per dimenticarla ho partecipato a cerimonie sciamaniche: marion cotillard

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Edith piaf mi ha fatto vincere l’oscar e per dimenticarla ho partecipato a cerimonie sciamaniche: marion cotillard

Marion Cotillard torna al centro dell’attenzione con un nuovo progetto che nasce da una collaborazione artistica di lunga data e con parole che mettono a fuoco il cuore del suo lavoro: la volontà di attraversare sofferenza, paure e profondità emotive per trasformarle in cinema. In parallelo, la sua presenza a Cannes con il film “Karma” riaccende i riflettori sulla relazione creativa con Guillaume Canet, tra stima reciproca e progetti costruiti “su misura”.

marion cotillard e “karma” presentato a cannes

Marion Cotillard e l’ex compagno, attore e regista Guillaume Canet, hanno presentato all’ultimo Festival di Cannes il film “Karma”. La pellicola è stata scritta e diretta da Canet, mentre il lavoro con Cotillard si inserisce in un percorso che la vede già interprete di più titoli con la regia dell’ex partner. I due hanno annunciato la separazione nel 2025 e, nondimeno, la collaborazione cinematografica continua a essere descritta come viva e significativa.

guillaume canet regista: dedica e continuità artistica

Guillaume Canet ha accompagnato l’uscita del progetto con una dedica pubblica rivolta a Marion Cotillard: un omaggio al suo talento e al riconoscimento della sua qualità come una delle migliori interpreti al mondo. La scelta di affidarle ruoli pensati per lei si lega alle parole con cui l’attrice racconta il rapporto professionale con la sua regia.

marion cotillard: stima, desiderio di cinema e sesto film con la sua regia

Marion Cotillard ha spiegato che tra lei e Canet esiste una grande affinità: si stimano moltissimo e resta il desiderio di fare cinema insieme. L’attrice ha sottolineato come, tra un regista e un’attrice, si crei una relazione speciale che, secondo la sua lettura, non cambia nel tempo. Ha poi precisato che “è il mio sesto film con la sua regia”, aggiungendo che “il primo costruito su misura per me”.

esplorare la sofferenza: parole dell’attrice sul metodo emotivo

Al centro delle dichiarazioni c’è la ricerca di un terreno emotivo intenso. Marion Cotillard ha affermato che esplorare la sofferenza rappresenta per lei un modo per calarsi nei luoghi più oscuri, profondi e folli dell’animo umano. Il tema non viene presentato come semplice scelta narrativa, ma come parte integrante del suo approccio al personaggio.

paure e fantasmi: liberare emozioni e restare aperti al buio interiore

Secondo quanto riportato, l’attrice sostiene di avere bisogno di questa esplorazione: un modo per esorcizzare i fantasmi e liberare paure che, in assenza di tale lavoro, resterebbero intrappolate dentro. La riflessione include anche il passaggio in cui il meccanismo è descritto come istintivo: pur riconoscendo l’utilità del processo, non viene indicata una tecnica precisa. L’assorbimento durante le riprese è considerato inevitabile, fino a coinvolgere anche la dimensione onirica: “i sogni notturni non sono più interamente i tuoi”.

edith piaf e il premio oscar: viaggi, memoria e trasformazione del lavoro

Le parole di Marion Cotillard si collegano anche al ruolo iconico di Edith Piaf, che le ha valso il Premio Oscar. L’attrice ha raccontato come diversi viaggi siano stati compiuti con l’obiettivo di dimenticarla, citando Bora Bora e il Machu Picchu in Perù. Ha inoltre riferito di aver partecipato a antiche cerimonie sciamaniche.

la vie en rose come svolta: dal personaggio al processo di sopravvivenza

Il legame con Edith Piaf viene descritto come profondo, anche per la storia dell’artista: abbandonata da bambina e timorosa di restare sola. In questo contesto, Cotillard ha indicato che “La vie en rose” le ha cambiato la vita, includendo anche il modo di lavorare. Ha dichiarato di aver compreso che doveva far uscire un personaggio dalla propria testa già dall’ultimo ciak, spiegando la scelta come una forma di sopravvivenza. Pur non riuscendo a spiegare con precisione come riesca a farlo, l’attrice mantiene l’idea di un’operazione necessaria per evitare che il personaggio rimanga intrappolato nella sua interiorità.

personaggi e nomi citati: marion cotillard, guillaume canet e edith piaf

Sono presenti riferimenti specifici a figure centrali e a personaggi legati alle dichiarazioni riportate:

  • Marion Cotillard
  • Guillaume Canet
  • Edith Piaf
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Categorie: TV e Spettacolo

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