Ebola in congo e uganda crollano i casi sospetti: cosa sta succedendo e perché

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Ebola in congo e uganda crollano i casi sospetti: cosa sta succedendo e perché

La situazione dell’epidemia di Ebola in Africa centrale registra un cambiamento netto nei dati ufficiali. L’Oms ha infatti aggiornato le stime relative ai casi sospetti, riducendoli in modo significativo rispetto alle rilevazioni precedenti, mentre i casi confermati restano al centro della sorveglianza sanitaria nella Repubblica Democratica del Congo e, con numeri inferiori, anche in Uganda.

oms: ridotti i casi sospetti di ebola in africa centrale

Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità, il numero di casi sospetti di Ebola in Africa centrale è sceso a 116, rispetto ai oltre 900 registrati in precedenza. Il 31 maggio l’Oms ha comunicato che, nella Repubblica Democratica del Congo, erano stati rilevati 116 casi sospetti, in calo rispetto ai 906 della settimana precedente.

Nella Repubblica Democratica del Congo risultano circa 321 casi confermati, tra cui 48 decessi. In Uganda sono stati invece registrati nove casi confermati, inclusa una morte.

christian lindmeier: esclusioni dopo i test e criteri di sorveglianza

Il portavoce dell’Oms Christian Lindmeier ha spiegato che, pur essendo alcuni casi sospetti confermati, molti altri vengono esclusi dai dati dopo l’esito delle verifiche. I controlli servono a distinguere l’Ebola da altre condizioni che possono presentare sintomi iniziali simili o da febbre non correlata.

Lindmeier ha inoltre chiarito che chi viene individuato tramite sorveglianza, oppure chi si presenta in una struttura sanitaria con sintomi compatibili, viene considerato caso sospetto in attesa dell’esito dei test.

epidemia dichiarata in ituri e revisione delle categorie dei decessi

L’epidemia di Ebola è stata dichiarata il 15 maggio nella provincia di Ituri, un’area del nord-est della Repubblica Democratica del Congo colpita in modo marcato dal conflitto. Il paese, con una popolazione superiore ai 100 milioni di persone, è indicato tra i più poveri al mondo.

Secondo quanto riportato, il virus potrebbe essersi diffuso già da settimane senza essere rilevato. La trasmissione avviene tramite contatto ravvicinato e fluidi corporei. La malattia può causare una febbre emorragica fatale.

L’Oms ha riferito che, dopo l’esame, i soggetti sospettati venivano spesso esclusi quando i test non confermavano la presenza del virus.

nuove cifre senza decessi sospettati e incertezza sulle stime precedenti

Le precedenti rilevazioni dell’Oms includevano anche 223 decessi sospettati attribuibili a Ebola. Le nuove cifre, invece, non comprendono più questa categoria. Lindmeier ha indicato che il numero fosse caratterizzato da grande incertezza, includendo persone decedute in un passato remoto, per le quali, in molti casi, non era possibile procedere all’esumazione per effettuare analisi.

Nel frattempo, l’Oms segnala che sei persone risultate positive confermate durante l’epidemia sono state registrate come guarite.

consiglio europeo: monitoraggio, coordinamento e priorità operative

Il Consiglio Europeo invita il Consiglio dell’Unione Europea e la Commissione a monitorare la situazione dell’epidemia, la sua evoluzione e, se necessario, a definire e coordinare le priorità operative. Il riferimento riguarda il ceppo Bundibugyo del virus Ebola nella Repubblica Democratica del Congo.

Le conclusioni richiamano la preoccupazione per la diffusione della malattia nella Repubblica Democratica del Congo e in Uganda. Viene inoltre valorizzato lo stanziamento rapido di fondi da parte dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, giudicato utile per avviare una risposta immediata comprendente sorveglianza epidemiologica, tracciamento dei contatti e rafforzamento delle capacità di laboratorio.

L’Unione Europea dichiara la propria disponibilità, come già avvenuto in occasione di precedenti epidemie, a sostenere l’azione dell’Oms e dei Centri africani per il controllo e la prevenzione delle malattie per il coordinamento e l’attuazione di misure urgenti di contenimento e risposta.

personalità citate

  • Christian Lindmeier (portavoce dell’Oms)
Categorie: SaluteCronaca

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