Droga nuove sostanze e intossicazioni: rafforzare la sorveglianza secondo locatelli
Nel flusso crescente di emergenze tossicologiche osservate tra Pronto soccorso e Centri antiveleni emerge un quadro sempre più articolato: sostanze psicoattive difficili da riconoscere, farmaci impiegati in modo improprio, prodotti con principi attivi ad alta concentrazione e intossicazioni anche legate a tossine naturali. A Bologna, dal 8 al 10 giugno 2026, il 23esimo congresso nazionale della Società italiana di tossicologia (Sitox) mette al centro questi temi con sessioni dedicate alla gestione clinica dell’emergenza e ai sistemi di vigilanza e allerta per le intossicazioni.
23esimo congresso Sitox a Bologna: focus su nitazeni, oppioidi sintetici e nuove emergenze
Il congresso nazionale Sitox, in corso a Bologna, dedica ampio spazio al dibattito su tossicologia clinica nell’emergenza, sull’esperienza dei Centri Antiveleni italiani e sulle nuove droghe. Particolare attenzione è riservata ai sistemi di vigilanza e allerta per le intossicazioni, alle grandi emergenze e alla Scorta nazionale antidoti e farmaci, con l’obiettivo di rafforzare la preparazione operativa e la capacità di risposta.
tossicologia clinica e gestione dell’emergenza tossicologica
Tra gli assi del programma rientra l’analisi della tossicologia clinica applicata ai contesti di urgenza. Il contributo dei professionisti coinvolti si concentra sulla necessità di un approccio rapido e strutturato davanti a quadri clinici complessi, in cui la sostanza assunta non risulta sempre immediatamente identificabile.
esperienza dei centri antiveleni e ruolo nei percorsi di emergenza
Il confronto include anche la funzione dei Centri Antiveleni nella rete dell’emergenza. Il loro intervento viene descritto come centrale per supportare i Pronto soccorso e gli altri servizi d’urgenza, orientare le decisioni cliniche e contribuire alla raccolta delle informazioni utili a intercettare i fenomeni emergenti.
Carlo Locatelli: intossicazioni come spia precoce e necessità di identificazione accurata
Carlo Locatelli, già presidente Sitox e direttore dell’Uo Tossicologia, Centro Antiveleni e Centro nazionale di Informazione tossicologica dell’Irccs Maugeri di Pavia, collega l’osservazione dei casi a un ruolo anticipatorio nel riconoscimento dei nuovi rischi per la salute pubblica. La gestione delle intossicazioni, secondo quanto riportato, consente spesso di individuare in anticipo quali sostanze stiano circolando, quali comportamenti stiano cambiando e quali emergenze richiedano preparazione.
oppioidi sintetici e nitazeni: quadri gravi e non sempre riconoscibili
Tra i fattori di preoccupazione evidenziati dagli esperti rientrano gli oppioidi sintetici, compresi i nitazeni. Si tratta di molecole ad alta potenza che possono determinare quadri clinici gravi, con il possibile limite di un riconoscimento non immediato. In questi scenari, viene sottolineato che non è sufficiente sapere che il paziente abbia assunto una sostanza: diventa necessario comprendere quale, con quali effetti, con quali associazioni e con quali strumenti diagnostico-terapeutici intervenire.
uso improprio di farmaci e “miele da sballo”: allerta su fenomeni che coinvolgono i giovani
L’allerta riguarda anche dinamiche recenti che coinvolgono in particolare i giovani. Nel quadro descritto rientra l’uso improprio di farmaci di largo consumo come il paracetamolo, oltre all’impiego improprio di psicofarmaci e a prodotti proposti in forme percepite come familiari. È citato il cosiddetto “miele da sballo”, finito nella cronaca dopo il caso di un 17enne in coma in provincia di Napoli a seguito dell’ingestione di un cucchiaino.
falsa percezione di sicurezza e rischio di concentrazioni elevate
Il punto critico segnalato è la falsa percezione di sicurezza: quando un prodotto viene presentato come alimento, caramella, dolce o come elemento “familiare”, può essere sottovalutato, specialmente dagli adolescenti. Nonostante l’apparenza, quantità o concentrazioni elevate del principio attivo possono provocare intossicazioni importanti e rendere necessario un intervento urgente.
Centri Antiveleni e rete di risposta: percorsi condivisi, laboratori e collegamenti stabili
In un contesto caratterizzato da emergenze in evoluzione, i Centri Antiveleni vengono indicati come un nodo essenziale. Supportano i Pronto soccorso, orientano le decisioni cliniche, raccolgono informazioni sui casi e aiutano anche le Istituzioni a intercettare i fenomeni emergenti. La risposta all’intossicazione, secondo quanto evidenziato, non può dipendere dal singolo ospedale.
formazione, laboratori aggiornati e integrazione tra servizi
Per rafforzare la capacità di intervento sono necessari percorsi condivisi, laboratori aggiornati e formazione degli operatori. Viene inoltre richiamata l’esigenza di un collegamento stabile tra Centri Antiveleni, emergenza-urgenza, tossicologia forense, SerD e sistemi di allerta.
scopo della risposta: dall’emergenza alla prevenzione
La strutturazione della rete viene collegata a un obiettivo più ampio: rendere possibile che l’emergenza si trasformi anche in prevenzione, attraverso un sistema capace di reagire e di anticipare l’evoluzione dei rischi.
personalità citate
- Carlo Locatelli