Domenico morto dopo il trapianto: consulente confermate lesioni

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Domenico morto dopo il trapianto: consulente confermate lesioni

Il caso della morte di Domenico Caliendo dopo un trapianto di cuore presso l’ospedale Monaldi di Napoli continua a essere al centro delle verifiche tecniche disposte nell’ambito dell’indagine. Al Policlinico di Bari prosegue l’esame dei due cuori coinvolti, mentre la consulenza della famiglia si concentra sui risultati emersi dall’analisi dei preparati e dei vetrini istologici.

analisi istologiche su domenico caliendo: riscontri attesi dopo il trasporto

L’esame dei vetrini e dei preparati istologici relativi a Domenico Caliendo è descritto come coerente con le aspettative, alla luce delle condizioni di partenza. Luca Scognamiglio, medico legale e consulente di parte della famiglia, riporta che l’andamento dell’analisi è stato valutato positivamente rispetto a quanto ci si attendeva.

Secondo quanto riferito, sono state riscontrate lesioni considerate compatibili con un trasporto effettuato con ghiaccio secco. In tale cornice vengono richiamate le ustioni da freddo e i danni riconducibili a bassissime temperature, oltre a lesioni interpretate come compatibili con la durata di 55 giorni di Ecmo a cui Domenico sarebbe stato sottoposto.

Scognamiglio afferma che sono stati individuati riscontri esattamente previsti conoscendo le due situazioni iniziali, collegando i risultati dell’osservazione istologica alle condizioni del materiale oggetto di studio.

ecmo e danni da temperatura: il quadro tecnico descritto dalla consulenza

La ricostruzione fornita dalla consulenza di parte della famiglia collega i reperti analizzati a due elementi principali: da un lato gli effetti del trasporto con ghiaccio secco, dall’altro le caratteristiche cliniche legate ai 55 giorni di Ecmo. L’insieme delle osservazioni viene presentato come coerente con i presupposti presi in esame prima delle analisi sui preparati.

esame dei due cuori a bari nell’incidente probatorio

Il procedimento prevede l’analisi dei due cuori del bambino: quello prelevato e quello nativo. L’esame prosegue oggi presso l’istituto di medicina legale del Policlinico di Bari, nell’ambito dell’incidente probatorio legato all’indagine.

La valutazione è stata affidata dal gip Mariano Sorrentino a un collegio di periti. La prima fase dell’esame, di tipo macroscopico, si era svolta il 28 aprile, sempre a Bari. La prosecuzione riguarda ora la parte microscopica, con la presenza dei consulenti delle parti processuali.

proroga richiesta dai periti per documenti in arrivo

Nell’udienza tecnica descritta, il collegio di periti nominato dal gip avrebbe anticipato l’intenzione di chiedere la proroga dell’incarico. La richiesta sarebbe finalizzata ad acquisire documenti già richiesti e non ancora pervenuti, necessari a completare le attività.

contesto clinico del trapianto: organo prelevato a bolzano e cuore nativo già espiantato

Il trapianto era atteso per il 23 dicembre. Secondo la ricostruzione richiamata, l’organo prelevato a Bolzano, una volta giunto a Napoli, risultava compromesso. Nel frattempo era stato già espiantato il cuore nativo malato.

Dopo l’esame dei preparati, i risultati descritti vengono ricondotti alle condizioni del trasporto e alla durata del supporto Ecmo precedente, rientrando nel quadro delle valutazioni tecniche eseguite nell’ambito dell’incidente probatorio.

Personaggi coinvolti citati nella ricostruzione:

  • Luca Scognamiglio
  • Mariano Sorrentino
  • Domenico Caliendo
Categorie: SaluteCronaca

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