Dolore cronico in italia 10 milioni di persone anestesisti chiedono una legge per cure uniformi

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Dolore cronico in italia 10 milioni di persone anestesisti chiedono una legge per cure uniformi

Il dolore cronico incide sulla vita quotidiana di milioni di persone e, nel sistema sanitario italiano, continua a incontrare ostacoli legati alla disomogeneità territoriale. La Società italiana di anestesia, analgesia, rianimazione e terapia intensiva (Siaarti) solleva la questione con forza, chiedendo alle istituzioni un atto normativo vincolante capace di uniformare regole, rimborsi e accesso alle cure tra le Regioni.

dolore cronico e cure: disuguaglianze tra regioni

Secondo la Siaarti, il dolore cronico non è soltanto un fastidio persistente: è una condizione riconosciuta a livello internazionale come malattia con componenti fisiche, psicologiche e sociali. Nonostante il quadro normativo esista, l’accesso alle cure risulta variabile a seconda del luogo di residenza.

Gli specialisti denunciano che dalla Sicilia al Piemonte cambiano diversi aspetti concreti: quali terapie vengono rimborsate, quante strutture sono effettivamente disponibili, e persino se lo specialista dedicato sia presente sul territorio. L’obiettivo dichiarato è mettere fine a una situazione in cui la disponibilità dei percorsi assistenziali non risulta uniforme.

legge 38 del 2010 e applicazione ancora incompleta

La Siaarti ricorda l’esistenza, da anni, della legge 38 del 2010, insieme al riconoscimento formale della terapia del dolore come specialità medica autonoma. Il passaggio dalle norme alla pratica clinica, però, viene descritto come incompleto e disuguale.

piemonte come caso: tariffario e terapie non correttamente classificati

Per rendere più chiaro il problema dell’implementazione, la Siaarti cita un esempio concreto legato alla Regione Piemonte. Paolo Cotogni, direttore della Struttura complessa di Terapia del dolore della Città della Salute e della Scienza di Torino, spiega che il tariffario regionale approvato nel 2024 non associava alcune terapie tipiche degli specialisti del dolore alla branca corretta.

In base a quanto riferito, tali terapie risultavano invece attribuite a radiologi o neurochirurghi. Di conseguenza, lo specialista dedicato non poteva erogare ufficialmente quelle cure. Il nodo viene presentato come risolto solo successivamente: nel 2025, dopo richieste ripetute, il problema sarebbe stato corretto.

eccezione in regione: posti letto dedicati

Nel quadro regionale viene indicata anche un’eccezione: grazie a una delibera del 2014, l’Aou Città della Salute e della Scienza avrebbe la disponibilità di 9 posti letto dedicati alla terapia del dolore. Il dato viene descritto come ancora raro nel panorama nazionale.

invisibilità del dolore cronico: impatto su decisioni e codifiche

Un passaggio centrale della segnalazione riguarda la percezione del problema. Silvia Natoli, responsabile Area culturale Siaarti Dolore e cure palliative, sottolinea che il dolore cronico spesso non riceve la stessa attenzione riservata ad altre condizioni perché non è immediatamente visibile.

La mancanza di codifica della patologia viene indicata come un ostacolo: rende difficile comprendere quante persone si rivolgono agli ambulatori e per quale ragione. Il dolore cronico, secondo la descrizione degli esperti, non “lascia tracce” chiare nei referti, con conseguenze sull’attenzione istituzionale.

dolore cronico come malattia e disabilità dolorosa

La Siaarti afferma un punto interpretativo: il dolore cronico non è un sintomo, ma una malattia. Arturo Cuomo, direttore Sc Anestesia e rianimazione e Terapia antalgica dell’Istituto nazionale tumori Irccs Fondazione Pascale di Napoli, evidenzia che la condizione coinvolge aspetti psicologici, relazionali e lavorativi.

Viene richiamata la frequente evoluzione verso disabilità dolorosa. Nel racconto riportato, chi ne soffre può non riuscire a lavorare, isolarsi e sviluppare depressione. La società scientifica sottolinea un costo umano definito enorme e, in parallelo, un costo economico legato a giornate lavorative perse, accessi impropri al pronto soccorso e terapie non appropriate.

necessità di percorsi e reti operative

Per costruire risposte adeguate servono strutture e percorsi condivisi. Cesare Bonezzi, Senior Consultant Unità di Terapia del dolore Istituti clinici scientifici Maugeri, Irccs Pavia, indica l’importanza di percorsi diagnostico-terapeutici condivisi, strutture accreditate e reti realmente operative.

La finalità descritta è garantire appropriatezza clinica, continuità assistenziale e un accesso uniforme alle cure. La disciplina, secondo Bonezzi, segue pazienti complessi con patologie croniche di confine tra diverse specialità, richiedendo un approccio interdisciplinare e competenze altamente specifiche.

Tra i temi evidenziati rientra anche la valorizzazione delle procedure terapeutiche mininvasive, in relazione all’evoluzione tecnologica e ai costi organizzativi associati.

richiesta di decreto: uniformare regole e riconoscimento tra regioni

Il nodo individuato dalla Siaarti non viene ricondotto a una carenza di conoscenze o documenti tecnici. La priorità è la mancanza di uno strumento normativo capace di obbligare le Regioni ad applicare le stesse regole sul territorio.

Antonino Giarratano, past president della società scientifica e componente del Comitato tecnico sanitario del ministero della Salute, ricorda che la Siaarti produce documenti di alto livello tecnico, ma il passaggio verso decisioni vincolanti resta incerto. Viene posta l’attenzione su una questione determinante: l’elaborato tecnico dovrebbe trasformarsi in un decreto che imponga omogeneizzazione nazionale. In assenza di ciò, chi opera sul campo sarebbe costretto a cercare nei codici esistenti la corrispondenza più vicina alla procedura effettuata, senza un riconoscimento coerente.

formazione specialistica: percorsi ritenuti insufficienti

Giarratano evidenzia anche che la crescente domanda assistenziale richiede specialisti adeguatamente preparati. Parallelamente, viene segnalato che nei percorsi formativi delle scuole di specializzazione la complessità clinica e organizzativa della disciplina non sarebbe coperta in modo sufficiente.

organizzazione ospedaliera e ruolo delle direzioni aziendali

Franco Marinangeli, ordinario di Anestesia e rianimazione all’università dell’Aquila, descrive un meccanismo operativo: la società scientifica deve fornire linee di indirizzo da portare al ministero, mentre dentro ogni ospedale la decisione di istituire un reparto di terapia del dolore dipenderebbe dall’atto aziendale. Il riferimento è alla responsabilità del direttore generale, chiamato a valutare la realtà locale e ad applicare gli strumenti disponibili.

Nel quadro complessivo, viene indicato che la prima priorità è riportare l’attenzione sul tema e far sì che i documenti prodotti arrivino a una soluzione concreta.

proposte Siaarti: decreto uniforme, piano cronicità e presenza nelle case di comunità

La Siaarti dichiara di rendersi disponibile a collaborare con il ministero della Salute per un decreto che obblighi tutte le Regioni ad applicare in modo uniforme: riconoscimento della terapia del dolore come specialità, strutture accreditate e tariffe omogenee.

Nel documento viene formulata anche la richiesta di inserire il dolore cronico tra le patologie del Piano nazionale della cronicità. Per le nuove Case di comunità Hub viene chiesta la garanzia della presenza di uno specialista con compito di intercettare i pazienti prima che arrivino al pronto soccorso.

Sul fronte dei trattamenti, viene richiesto che i tariffari regionali riconoscano e remunerino in modo adeguato le terapie innovative e mininvasive. Infine, la formazione nelle scuole di specializzazione viene descritta come un’area ancora insufficientemente strutturata rispetto alla complessità della disciplina che riguarda 10 milioni di persone.

La conclusione riportata da Bonezzi sintetizza il principio: garantire a chi soffre di dolore cronico lo stesso accesso alle cure indipendentemente dalla Regione costituisce una questione di equità.

personaggi e membri citati

  • Paolo Cotogni
  • Silvia Natoli
  • Arturo Cuomo
  • Cesare Bonezzi
  • Antonino Giarratano
  • Franco Marinangeli

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