Demenze prevenzione 45% può essere evitato con le giuste abitudini
Ridurre il rischio di ictus e demenza passa da scelte concrete e da una maggiore consapevolezza. Nel corso di un evento a Roma dedicato alla prevenzione, Guido Bellomo ha richiamato il valore delle strategie basate sui fattori di rischio modificabili, evidenziando come l’intervento prima dell’insorgenza della malattia possa contribuire sia a prevenire i casi sia a rallentarne l’evoluzione.
prevenzione demenza e ictus: ruolo dei fattori di rischio modificabili
Secondo le evidenze citate dal ricercatore dell’Istituto superiore di sanità, la letteratura scientifica indica un enorme contributo della riduzione dei fattori di rischio modificabili nella diminuzione dei casi di ictus e demenza. Sul fronte delle demenze, viene riportato che il 45% dei casi potrebbe essere evitato lavorando proprio su tali fattori.
La prevenzione, quindi, si colloca come un’azione possibile anche prima della comparsa della patologia: intervenire in anticipo o contribuire a rallentare la progressione della malattia diventa parte integrante di un approccio di sanità pubblica orientato alla prevenzione.
progetto pilota jade health: aumento della consapevolezza
Il progetto pilota presentato nell’ambito della Joint Action europea Jade Health si concentra sulla prevenzione di demenza e ictus. L’iniziativa punta ad aumentare la consapevolezza sia nella popolazione generale sia tra gli operatori sanitari, con l’obiettivo di rafforzare conoscenze e strumenti utili a comprendere l’importanza di agire sui fattori di rischio.
Il percorso formativo e informativo è orientato a rendere più pratici i contenuti della prevenzione, favorendo un’adozione più efficace nella vita quotidiana e una traduzione più coerente tra indicazioni scientifiche e contesto reale.
strumenti per l’autogestione e stili di vita
Uno degli scopi del progetto pilota riguarda la promozione di strumenti che consentano alle persone di intervenire anche attraverso la autogestione. La parte centrale è legata agli aspetti legati agli stili di vita, considerati un ambito in cui la conoscenza può tradursi in azioni preventive più consapevoli.
empowerment e legame tra scienza, clinica e vita quotidiana
La consapevolezza viene indicata come elemento decisivo per l’empowerment, inteso come capacità di rendere le persone più responsabili nelle scelte che incidono sui fattori di rischio. In questo quadro, la maggiore conoscenza supporta un livello più alto di responsabilizzazione rispetto alle azioni che possono essere adottate direttamente.
Secondo l’esperto, la prevenzione efficace deriva dalla costruzione di un collegamento più solido tra indicazioni scientifiche, pratica clinica e vita quotidiana dei cittadini. Questo passaggio rende i contenuti della ricerca più applicabili, facilitando la trasformazione delle raccomandazioni in comportamenti.
personaggi coinvolti
Tra le figure citate nell’ambito dell’intervento e della presentazione del progetto risulta:
- Guido Bellomo