Credit nella storia del : nascita di un fenomeno

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Credit nella storia del : nascita di un fenomeno

Le scene post-credit hanno trasformato il modo in cui il cinema incontra il pubblico: ciò che un tempo poteva sembrare un semplice espediente ora è diventato un vero appuntamento, capace di lasciare agganci narrativi, indizi sul futuro e curiosità immediata. La diffusione dell’uso di sequenze extra dopo i titoli di coda è ormai globale, ma la loro origine affonda le radici in momenti molto lontani, ben prima del fenomeno associato ai grandi franchise moderni.

scene post-credit: dalle origini nel cinema muto al rapporto con il pubblico

Un luogo comune attribuisce l’invenzione delle scene post-credit alla sola Marvel, ma la storia racconta un percorso più articolato. Il primo esempio riconducibile all’idea di “sequenza extra” compare nel 1903 con “Il grande assalto al treno”. A conclusione del film muto, viene inserita un’inquadratura celebre, staccata dal racconto: il capo dei banditi punta la pistola verso lo schermo e spara direttamente agli spettatori. Pur restando un gesto storico di rottura della quarta parete, la sequenza possiede tutte le caratteristiche di una vera scena post-credit.

prime scene post-credit: parodie, reazioni sullo schermo e richiami teatrali

La forma che il pubblico riconosce più facilmente come “post-credit” emerge con esempi successivi. Nel 1966 arriva “Asso di picche”, parodia dei film di James Bond interpretata da Dean Martin e realizzata in continuità con il successo dei primi 007, con Sean Connery. La scena prende di mira il cliché bondiano secondo cui nei titoli di coda viene annunciato il prossimo film della saga: lo schermo mostra Matt Helm su un divano rotante, circondato da donne in abiti succinti, mentre compare la scritta “Prossimamente: Matt Helm incontra Lovey Kravezit in Murderers' Row”. Il testo viene “visto” dal personaggio, che reagisce con un’espressione disperata rivolta al pubblico, come a dire che lo aspetta un altro film.

cinema come palcoscenico: “Il giglio nero” e il ritorno per gli applausi

Ancora prima, nel 1956, “Il giglio nero” include una scena post-credit in cui il regista fa riapparire gli attori sullo schermo per ricevere gli applausi, richiamando l’esperienza teatrale. L’opera deriva dallo spettacolo teatrale “The Bad Seed” di Maxwell Anderson, a sua volta ispirato al romanzo omonimo di William March.

umorismo e rottura della sala: “Muppet Movie” nel 1979

Un ulteriore esempio significativo si trova in “Muppet Movie” del 1979. Ben prima della famosa svolta legata a Deadpool, il film usa un momento diretto verso il pubblico: compare Muppet Animal che urla improvvisamente “Andate a casa! Andate a casa! Ciao ciao!”.

pixelizzazione del concetto: l’invenzione della Pixar e i “finti errori sul set”

Prima dell’acquisto della Pixar da parte di Disney e molto prima della nascita del Marvel Cinematic Universe, lo studio ha contribuito in modo decisivo a modellare il rapporto tra titoli di coda e contenuti extra. Nel 1998 “A Bug's Life” introduce per la prima volta l’espediente dei finti “errori sul set” (“bloopers”) aggiunti durante i titoli di coda. L’idea nasce per omaggiare il fenomeno dei bloopers cinematografici, reso noto anche da Jackie Chan.

Il successo è tale che la formula viene replicata subito: nel 1999 “Toy Story 2” riprende l’approccio, seguito nel 2001 da “Monsters & Co.”. Le scene post-credit, così, smettono di essere semplice curiosità e diventano un formato ricorrente, riconoscibile e atteso.

marvel e l’evoluzione narrativa delle scene post-credit

Nel 2008 esce “Iron Man”, primo film dei Marvel Studios per la regia di Jon Favreau. A partire da questa fase, cambia radicalmente il significato delle scene post-credit: non sono più soltanto “chicche” per chi rimane fino alla fine, ma diventano appuntamenti che anticipano il futuro di un intero universo narrativo.

La svolta è associata al momento in cui Nick Fury invita Tony Stark ad unirsi all’iniziativa Avengers. L’interazione anticipa agli spettatori l’arrivo del film crossover “The Avengers”, previsto ben quattro anni dopo. Da qui in avanti, le sequenze segrete assumono il ruolo di segnali continui tra capitoli distinti.

oltre la marvel: adozione nei franchise hollywoodiani

La tendenza si estende ben oltre il mondo Marvel e viene adottata da numerosi franchise di Hollywood. La comparsa di scene post-credit diventa un tratto sempre più frequente, anche se la Marvel continua a mantenere un carattere pionieristico nell’uso di queste sequenze come snodo e ponte tra film e archi narrativi.

produzioni e autori: i casi di “Thunderbolts” e “Fantastici 4: Gli Inizi”

Esempi recenti mostrano l’attenzione dedicata alla realizzazione. Le scene post-credit di “Thunderbolts” e “Fantastici 4: Gli Inizi” sono considerate particolarmente sorprendenti perché la produzione è avvenuta sul set di un terzo film, “Avengers: Doomsday”. In aggiunta, non vengono attribuite a Jake Schreier e Matt Shakman, registi dei rispettivi progetti, bensì ai Fratelli Russo, autori del crossover.

attesa nelle sale: le ultime scene viste e i prossimi sviluppi

Al momento, l’ultima attesa concreta riguarda le scene post-credit associate all’ultimo capitolo Pixar “Toy Story 5”, ora nelle sale. La curiosità del pubblico resta alta anche per le sequenze del nuovo film “Spider-Man: Brand New Day”, indicate come potenziali anticipazioni del destino di Peter Parker in vista dei futuri eventi collegati a “Avengers: Doomsday” e “Secret Wars”.

personaggi e figure citate nelle scene post-credit

  • Matt Helm (Dean Martin)
  • Matt Helm / Dean Martin
  • Sean Connery
  • Jackie Chan
  • Nick Fury
  • Tony Stark
  • Jake Schreier
  • Matt Shakman
  • Fratelli Russo
  • Jon Favreau
  • Muppet Animal
  • Peter Parker
  • Maxwell Anderson
  • William March
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Categorie: TV e Spettacolo

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