Centrone e alberizia ancora in carcere in libia appello dei genitori del 33enne

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Centrone e alberizia ancora in carcere in libia appello dei genitori del 33enne

Due attivisti italiani collegati alla Global Sumud Convoy, missione umanitaria via terra legata alla Sumud Flotilla, restano in attesa di rientrare in Italia. Domenico Centrone, 33enne docente universitario originario di Molfetta, e Dina Alberizia risultano ancora nelle mani delle autorità libiche dal 24 maggio, con entrambi rinchiusi in carcere.

Global Sumud Convoy, due attivisti italiani ancora detenuti in Libia

La detenzione riguarda Domenico Centrone e Dina Alberizia, trattenuti dalle autorità libiche dopo la partecipazione alla missione umanitaria. La richiesta di intervento per ottenere un rapido rilascio arriva dai familiari e da esponenti politici, con l’obiettivo di riportare a casa anche altri volontari coinvolti nell’iniziativa.

detenzione dal 24 maggio e richiesta di rientro a casa

Domenico Centrone, conosciuto anche con il diminutivo “Nico”, e Dina Alberizia attendono ancora il rientro. La situazione, secondo quanto emerso, prosegue senza una conclusione della vicenda, mentre si intensificano gli appelli rivolti alle istituzioni europee e italiane.

appello dei genitori di Domenico Centrone al governo italiano e ai governi europei

I genitori di Centrone, Ennio Centrone e Dorina Ruggieri, hanno pubblicato un video in cui lanciano un appello rivolto alle autorità competenti. La madre descrive la necessità di un intervento urgente e riferisce di essere soverchiata dalle emozioni mentre tenta di portare avanti il messaggio; il padre ribadisce che la missione di Centrone nasceva dall’intento di compiere un gesto di generosità verso persone in difficoltà.

Nel video, i genitori sostengono che Domenico Centrone sia stato privato della libertà nonostante la sua partecipazione fosse legata a una missione umanitaria. L’appello viene indirizzato in particolare al Governo italiano e ai governi europei, con la richiesta di riportare a casa sia il figlio sia gli altri attivisti coinvolti.

Ennio Centrone e Dorina Ruggieri: richiesta di rilascio immediato

Nel messaggio diffuso, i familiari insistono su un punto centrale: l’impegno di Centrone sarebbe stato finalizzato ad aiutare persone sofferenti, e la detenzione viene presentata come una privazione della libertà ingiustificata. L’appello resta orientato a ottenere un esito rapido, con una richiesta esplicita di rientro a casa per “Nico” e per i volontari della missione.

presidio a Molfetta e coordinamento “Molfetta per la Palestina”

Un ulteriore segnale di mobilitazione arriva da un presidio organizzato a Molfetta nella serata indicata nella ricostruzione. L’iniziativa è stata promossa dal coordinamento “Molfetta per la Palestina” e ha incluso richieste rivolte alle istituzioni per un intervento che favorisca il rilascio degli attivisti detenuti.

“Nico è colpevole di solidarietà”: parole del coordinamento

Nel corso dell’iniziativa, a parlare a nome del coordinamento è stato Beppe Zanna. Le sue dichiarazioni hanno posto l’accento sul fatto che, secondo il coordinamento, non risultano reati attribuibili all’attivista e che la “colpa” sarebbe riconducibile alla solidarietà espressa tramite la partecipazione alla missione umanitaria.

richiesta politica al governo: detenuti in Libia e condizioni di salute

La vicenda è stata portata anche in ambito politico, con la richiesta di attivazione da parte del governo italiano. Marco Croatti, esponente del Movimento 5 stelle, ha chiesto di intervenire per i due connazionali, indicandoli come illegalmente detenuti in Libia da circa due settimane insieme ad altri volontari di altre nazionalità.

cinque giorni di sciopero della fame e della sete

Nella ricostruzione, viene evidenziata anche la dimensione sanitaria: gli attivisti avrebbero raggiunto il quinto giorno di sciopero della fame e della sete. La descrizione riferisce che a loro vengano negati diritti fondamentali, assistenza legale e assistenza medica, oltre a segnalazioni di maltrattamenti.

appello a Meloni e Tajani per un intervento “duro e fermo”

Nel messaggio politico riportato, l’esponente invoca l’azione del governo e dei vertici di riferimento indicati nella ricostruzione, chiedendo di farsi sentire con durezza e fermezza. La richiesta include un riferimento esplicito a condizioni di salute degli attivisti e alla necessità di un intervento rapido.

persone coinvolte e riferimenti nominativi nella mobilitazione

La ricostruzione include nominativi legati alla detenzione, alla famiglia e alle dichiarazioni pubbliche.

  • Domenico Centrone
  • Dina Alberizia
  • Ennio Centrone
  • Dorina Ruggieri
  • Beppe Zanna
  • Marco Croatti

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