Center: guida completa ai vantaggi, costi e soluzioni per aumentare efficienza e sicurezza

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Center: guida completa ai vantaggi, costi e soluzioni per aumentare efficienza e sicurezza

La corsa dei data center legati all’intelligenza artificiale sta accelerando in Italia, con numeri sempre più rilevanti che richiedono infrastrutture, energia e procedure autorizzative in grado di reggere la crescita. Dal quadro delineato negli ultimi interventi di ambito bancario e tecnico emerge un tema centrale: la distanza tra richieste presentate e utilizzo effettivo della capacità, accompagnata da una proliferazione disordinata di impianti e progetti. In parallelo, in Lombardia si registra una concentrazione significativa di iniziative e una normativa recentemente varata che incide direttamente sulle possibilità di localizzazione, estendendo l’ambito anche a terreni tutelati, con oneri variabili.

intelligenza artificiale e data center: la produttività e il nodo infrastrutturale

Le considerazioni più recenti sul ruolo dell’intelligenza artificiale sottolineano come questa tecnologia possa diventare una leva per rilanciare la produttività dell’economia italiana. Il passaggio dalla visione allo sviluppo concreto richiede però data center, ossia strutture fisiche che implicano infrastrutture energetiche e capacità di rete, insieme a una pianificazione coerente con i tempi di realizzazione e connessione.

lombardia al centro: concentrazione impianti e crescita stimata del mercato

La fotografia emersa indica che in Lombardia si concentra una quota determinante degli impianti italiani: tra il 70 e l’80% degli impianti. In parallelo, è stata varata una normativa definita controversa, ma presentata anche come prima del suo genere, che determina regole e oneri per la localizzazione dei data center.

Sul piano economico, le stime citate indicano che il mercato dei data center crescerà di 1 miliardo nel corso dell’anno, arrivando a 8,5 miliardi di dollari. Successivamente la soglia è indicata in avvicinamento a 15 miliardi di dollari entro il 2031. Il tasso di crescita annuo composto risulta pari a 12,1% nel periodo considerato tra il 2026 e il 2031.

84 gigawatt prenotati: richieste di connessione e rischio saturazione virtuale

Il dato che descrive la portata del fenomeno riguarda la potenza energetica prenotata dai capannoni destinati all’intelligenza artificiale. Le richieste di connessione a Terna ammontano a 84 gigawatt. La ripartizione territoriale evidenzia una concentrazione: la metà è localizzata in Lombardia e metà della metà risulta nella Città Metropolitana di Milano. A comunicare questi elementi è stato il responsabile programmazione territoriale nord della società della rete elettrica, Paolo Cuccia.

richieste quasi 500 per una capacità superiore al prelievo di punta

Le richieste di connessione collegate a tale capacità corrispondono a circa 500 domande. Cuccia ha evidenziato che in Italia il prelievo di punta arriva fino a circa 57 gigawatt, per cui 84 gigawatt significherebbero un aumento che supera il livello necessario attribuibile agli impianti che prelevano dalla rete. Di conseguenza, il salto dimensionale appare elevato.

Il tecnico ha anche richiamato un punto operativo: non è detto che ogni richiesta si traduca nella piena realizzazione delle strutture né che queste utilizzino la massima capacità prenotata. Secondo l’impostazione riportata, il mercato vede la presenza di sviluppatori che propongono soluzioni chiavi in mano e che non sempre portano tutti i progetti fino alla consegna o alla piena vendita.

Cuccia ha affermato l’esistenza di una possibile capacità virtuale e ha sostenuto che, sulla base delle indicazioni raccolte tra gli esperti del settore, 84 gigawatt di data center in Italia e in particolare 40 in Lombardia non verrebbero realizzati. La motivazione proposta è che non ci sarebbero neanche risorse economiche adeguate a sostenere infrastrutture di quella dimensione.

ghost capacity: spazi e energia impegnati senza pieno utilizzo

Pur in presenza di una quota considerata “di carta”, Terna deve comunque allacciare chi presenta domanda, garantendo la potenza richiesta nei tempi e nelle condizioni previste. Ne deriva una saturazione che può essere reale sul sistema di connessione e virtuale sull’utilizzo effettivo. A supporto di questa dinamica viene richiamato il fatto che, tra le richieste in carico alla società della rete, 12 risultano collegate a data center in fase avanzata.

Il fenomeno è descritto con il termine inglese ghost capacity, utilizzato per indicare la capacità prenotata ma non necessariamente impiegata nei termini previsti. In diversi paesi si sperimentano misure correttive; tra gli esempi citati, il Portogallo ha introdotto l’obbligo di versare una cauzione che cresce all’aumentare della potenza richiesta e che viene trattenuta se i megawatt non vengono utilizzati entro una scadenza definita.

data center: connessioni ad alta tensione in lombardia e differenza tra totale campus e impianti collegati

Lo stato dell’arte descritto da Cuccia distingue tra data center connessi alla rete ad alta tensione e quelli di dimensioni più contenute collegati alla rete di distribuzione. Per questo motivo, i numeri circolati sulla base dei “campus” lombardi non rappresenterebbero pienamente il peso sulla rete di trasmissione.

La ricostruzione indica che, mentre il totale dei campus lombardi viene collocato “intorno alla trentina”, in questo momento risultano solo 8 data center connessi alla rete alta tensione. La potenza contrattualizzata con tali soggetti viene quantificata complessivamente in circa 400 megawatt, mentre il prelievo di corrente sarebbe poco meno di un quarto rispetto a quanto prenotato.

stazioni elettriche e alimentazione: due vie e gruppi elettrogeni

Indipendentemente dall’esistenza di saturazione virtuale o reale, le richieste di allacciamento devono essere soddisfatte con tempi ristretti e costi definiti. In questo quadro prendono forma i progetti per nuove stazioni elettriche, comprese iniziative legate a siti specifici. Tra i dettagli citati, viene menzionata una stazione prevista sui terreni tutelati del Parco Agricolo Milano Sud a Trezzano sul Naviglio, con riferimento a opposizioni della cittadinanza e dell’ente parco.

alimentazione ridondante e continuità operativa

Per far fronte alle esigenze operative dei data center, è indicato che servono due vie di alimentazione e gruppi elettrogeni con potenza pari almeno alla potenza nominale garantita dalla rete. Cuccia sottolinea che, anche per questo, le stazioni da costruire devono essere molto grandi.

Viene riportato che Terna non esclude interventi di razionalizzazione delle stazioni elettriche e che l’attività sarebbe già in corso. La legge regionale lombarda richiamata prevede una cabina di regia alla quale partecipa anche la società della rete. Secondo quanto riportato, il tavolo è considerato il luogo “giusto” per far coincidere la pianificazione elettrica di responsabilità Terna con la pianificazione territoriale di competenza regionale.

numero stazioni: autorizzate, in attesa e in progettazione

Nei dati riportati emerge un quadro articolato dei procedimenti. Risultano 5 stazioni già autorizzate. Altre 8 stazioni sarebbero in attesa del via libera del Ministero dell’Ambiente, mentre 16 si troverebbero in fase di progettazione.

stazioni di raccolta e cluster di data center

Nove delle 16 stazioni in progettazione sarebbero legate a uno stesso soggetto, mentre le restanti sette vengono definite da Terna come stazioni di raccolta. Queste strutture servono a collegare più soggetti, con l’obiettivo di formare cluster di data center da connettere alla rete di trasmissione nazionale.

parchi regionali e normativa lombarda: oneri moltiplicati e criticità operative

La pianificazione regionale e la normativa descritta vengono collegate a una possibile difficoltà nel separare aree idonee e non idonee. La regola varata viene indicata come caratterizzata dal fatto che non prevede un divieto di installazione nei parchi regionali e nelle aree naturali: sarebbe consentito intervenire pagando oneri maggiorati del 200%, con richiamo alla possibilità di costruire anche su terreni agricoli tutelati, in base alla tipologia scelta.

Parco Agricolo Milano Sud e posizione di Antonio Nitti

Antonio Nitti, consigliere dell’ente che guida il Parco Agricolo Milano Sud, rileva una mancanza di “coraggio” nel definire limiti più stringenti. Nella ricostruzione riportata, viene posta l’attenzione sul fatto che per società con investimenti anche fino a 3 miliardi di euro l’aumento degli oneri potrebbe incidere poco rispetto ai costi complessivi. Viene inoltre richiamato un confronto economico: scegliere un sito non vergine da bonificare potrebbe comportare demolizioni, smaltimento e ulteriori passaggi, con la conseguenza che l’ipotesi di spendere di più potrebbe non apparire svantaggiosa rispetto a un’area da avviare.

amazon web services: brownfield più complessi rispetto a greenfield

Un ulteriore elemento viene attribuito a Amazon Web Services, secondo cui le esigenze tecniche e infrastrutturali dei data center non sempre consentirebbero di privilegiare aree brownfield (siti industriali dismessi). La riconversione, nella ricostruzione riportata, comporterebbe costi più elevati e iter burocratici complessi e prolungati, con un effetto disincentivante per gli investitori verso soluzioni greenfield (terreni vergini), dove l’iter autorizzativo risulterebbe più snello.

personaggi e soggetti citati

  • Paolo Cuccia
  • Antonio Nitti
  • Amazon Web Services
  • Terna
  • Mordor Intelligence
  • Paesi che adottano misure come il Portogallo
La crescita vertiginosa (e disordinata) dei data center per alimentare l’intelligenza artificiale: richieste di potenza a 84 gigawatt. E la legge lombarda permette strutture nelle aree naturali
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Categorie: EconomiaTecnologia

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