Caso Minetti, Travaglio: giornali di destra e de sinistra contro il tentativo di chiudere Il Fatto con Cipriani

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Caso Minetti, Travaglio: giornali di destra e de sinistra contro il tentativo di chiudere Il Fatto con Cipriani

Il confronto acceso tra Marco Travaglio e la trasmissione Dimartedì riaccende il tema al centro delle contestazioni legali legate a Il Fatto Quotidiano. Nel corso del dibattito, il direttore del quotidiano commenta le accuse riportate dalla stampa e contrappone la propria ricostruzione, concentrandosi sulle motivazioni delle cause e sul valore delle testimonianze raccolte.

travaglio: richiesta di risarcimento e ipotesi di chiusura del giornale

Le parole pronunciate in studio partono da un contesto preciso: secondo quanto descritto, la discussione riguarda la richiesta di 250 milioni di dollari di risarcimento avanzata da Giuseppe Cipriani e Nicole Minetti contro Il Fatto Quotidiano e la Rai. Travaglio, rispondendo al conduttore Giovanni Floris, sostiene che l’interpretazione diffusa presso molti giornali italiani non sarebbe rivolta soltanto a ottenere denaro, ma a determinare la chiusura della testata.

Il direttore richiama l’affermazione attribuita a Cipriani, secondo cui l’obiettivo delle cause, una in America e una in Italia, sarebbe la chiusura del giornale. Travaglio afferma: se l’attenzione riguardasse soltanto i giornali di destra si tratterebbe, a suo dire, di un atteggiamento che non lo sorprenderebbe, mentre il punto critico, secondo la sua lettura, è la presenza di analoghe dinamiche anche in ambito giornalistico diverso.

giornali “di destra” e “di sinistra”: un presunto gioco comune

Travaglio riconduce la polemica a una questione di credibilità e attendibilità. Sottolinea che, a suo giudizio, i giornali di destra hanno sostenuto ricostruzioni considerate inattendibili, facendo riferimento al caso Ruby nipote di Mubarak. Da qui, il direttore introduce un elemento di continuità: non sarebbero coinvolti soltanto media schierati a destra.

Il problema, secondo Travaglio, riguarda anche giornali “de sinistra”, definiti come testate che adottano lo stesso identico gioco. L’osservazione riguarda differenze di tono, descritte come una maggiore educazione e una maggiore malizia, mantenendo però, nella sostanza, la medesima linea interpretativa.

intervista alla testimone e ruolo delle smentite

Al centro della questione viene posta l’intervista alla massaggiatrice uruguayana Graciela Torres. Travaglio afferma che la testimone sarebbe stata intervistata anche da due televisioni uruguayane e dal Corriere della Sera, aggiungendo che quest’ultimo, nella sua narrazione, non avrebbe dato spazio adeguato a quell’aspetto.

Secondo la ricostruzione riportata, il Corriere continuerebbe a sostenere che Il Fatto sarebbe stato smentito. Travaglio elabora quindi un passaggio logico: dato che Il Fatto avrebbe sentito la stessa persona e, in parallelo, la testimone sarebbe stata ascoltata anche dal Corriere, risulterebbe incoerente sostenere la smentita su base esclusiva.

testimonianza, materiale raccolto e decisione della magistratura

Il direttore insiste sul contenuto della testimonianza e sul percorso seguito. Travaglio sostiene che le informazioni disponibili non deriverebbero da un singolo passaggio, ma da un lavoro articolato: la persona indicata avrebbe parlato per tre mesi con la stessa versione a quattro giornalisti, tra cui uno di Il Fatto e un altro del Corriere della Sera. Viene citato anche il volume delle comunicazioni e dei riscontri riportati: settecento e passa messaggi in chat, insieme a foto e a ore di conversazioni, elementi presentati come base per raccontare quanto osservato.

ritrattazione e mancato ascolto, secondo la ricostruzione di travaglio

Travaglio aggiunge che la testimone avrebbe poi espresso la speranza di essere ascoltata dalla magistratura italiana. La risposta, nella sua versione dei fatti, sarebbe stata negativa: la magistratura avrebbe comunicato di non volerla ascoltare, preferendo invece ascoltare i testimoni della difesa di Cipriani e Minetti.

Da qui, secondo il direttore, la testimone, descritta come disperata e spaventata, avrebbe firmato una ritrattazione. Travaglio conclude affermando che, rileggendo la ritrattazione, risulterebbe che la persona sarebbe riuscita a non ritrattare quasi niente di quanto aveva dichiarato.

personaggi citati nel confronto in studio

Nel racconto vengono richiamate diverse figure coinvolte direttamente o citate nel dibattito:

  • Marco Travaglio
  • Giovanni Floris
  • Giuseppe Cipriani
  • Nicole Minetti
  • Graciela Torres

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