Cannavaro e l’uzbekistan perquisiti a new york con cani antidroga: controlli rigidissimi
A pochi giorni dalla partenza dei Mondiali del 2026, la nazionale uzbeka ha dovuto affrontare un episodio particolarmente insolito al proprio arrivo a New York, in una cornice che ha richiamato subito l’attenzione per l’intensità dei controlli. Dopo lo sbarco allo stadio, la squadra asiatica ha disputato un’amichevole contro l’Olanda, chiusa con il punteggio 2-1 in favore degli avversari all’ultimo secondo. L’aspetto che ha generato maggior sorpresa ha riguardato l’operazione di sicurezza scattata immediatamente dopo la discesa dall’autobus, con modalità considerate molto rigorose.
controlli di sicurezza alla nazionale uzbeka a new york
Una volta raggiunto lo stadio, i membri della delegazione uzbeka—giocatori, staff tecnico e altri addetti—sono stati sottoposti a un controllo predisposto dal personale della sede dell’evento. La procedura ha previsto un accesso ordinato, con la formazione di una fila per passare attraverso metal detector. In parallelo, gli effetti personali sono stati ispezionati anche con l’ausilio di cani antidroga, in un’operazione che ha richiesto diversi minuti prima che la delegazione potesse concludere le verifiche.
Le immagini diffuse da Espn mostrano i calciatori che, per agevolare l’ispezione, hanno lasciato a terra zaini e borse, rendendo più rapidi i passaggi di controllo. Il protocollo è stato applicato in modo generalizzato, coinvolgendo anche figure di primo piano della spedizione.
fabio cannavaro tra i primi perquisiti allo stadio
Tra i primi soggetti sottoposti alla verifica figurava anche Fabio Cannavaro, commissario tecnico della nazionale uzbeka. Cannavaro, noto per l’esperienza maturata anche come capitano nell’ultimo Mondiale vinto dall’Italia nel 2006, è comparso tra i protagonisti della scena ripresa durante le operazioni di sicurezza.
La situazione ha colto di sorpresa parte della delegazione: le persone coinvolte nelle immagini risultavano stupite dall’impostazione del dispositivo di controllo, attivato a pochi minuti dall’ingresso nello stadio dove, in seguito, si è disputata l’ultima partita di preparazione ai Mondiali.
motivo dei controlli straordinari legato a trump a new york
Secondo quanto riportato da diverse fonti, le misure considerate straordinarie sarebbero state adottate in risposta alla presenza del presidente statunitense Donald Trump in città. La presenza, associata a un contesto di controlli intensificati in vari punti di New York, avrebbe determinato un aumento delle verifiche anche in prossimità dell’impianto sportivo.
All’interno della stessa ricostruzione viene richiamato anche un episodio occorso al Madison Square Garden, dove Trump sarebbe stato fischiato durante la partita tra Knicks e San Antonio, evento indicato come ulteriore elemento del clima che ha preceduto l’operazione di sicurezza.
altri episodi di sicurezza negli stati uniti prima dell’inizio dei mondiali
Intanto, negli Stati Uniti, si stanno moltiplicando casi che alimentano discussioni pubbliche in vista dell’avvio del torneo. Nel quadro riportato compaiono diverse situazioni: un arbitro somalo sarebbe stato rispedito a casa, un calciatore iracheno avrebbe dovuto affrontare ore di controlli, mentre una delegazione legata all’Iran avrebbe avuto difficoltà legate a ingressi e uscite dagli Usa nel medesimo giorno.
Con i Mondiali che devono ancora cominciare, l’insieme di questi episodi conferma quanto il clima organizzativo e i protocolli di sicurezza possano incidere, in tempi rapidi, sul percorso delle squadre e delle rispettive delegazioni.
figure citate nella vicenda
- Fabio Cannavaro
- Donald Trump
- Knicks
- San Antonio
- arbitro somalo
- calciatore iracheno
- Iran
