Cancro al seno: Milano health week e la forza della squadra per ridurre il rischio di recidiva

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Cancro al seno: Milano health week e la forza della squadra per ridurre il rischio di recidiva

La lotta contro il tumore al seno sta vivendo una fase di evoluzione profonda, in cui l’innovazione terapeutica si intreccia con la qualità della vita e con un approccio realmente condiviso. L’obiettivo delineato nel talk “Tumore al seno: la forza della squadra” è trasformare i progressi della ricerca in maggiori possibilità di guarigione, rendendo l’accesso alle nuove cure un passaggio concreto e sostenendo un ruolo attivo delle pazienti dentro la squadra di cura.

tumore al seno: progressi terapeutici e sopravvivenza in italia

In Italia, la combinazione tra diagnosi precoce e progressi terapeutici ha portato la sopravvivenza a 5 anni nel tumore al seno a circa l’86%, tra i valori più elevati in Europa. Allo stesso tempo, viene evidenziato un dato cruciale per la gestione clinica: circa 1 donna su 5 può andare incontro a una ripresa della malattia nei primi 10 anni dalla diagnosi. Questo rende centrale una gestione attenta e continuativa nel tempo, basata su scelte terapeutiche capaci di rispondere al rischio individuale.

rischio di recidiva: come si costruisce un piano adiuvante

La stima del rischio di recidiva viene descritta come uno dei compiti più complessi per gli oncologi. Dopo la chirurgia, l’orientamento clinico richiede la definizione di un piano di cura adiuvante con lo scopo di ridurre il rischio di recidiva e aumentare le possibilità di guarigione. La valutazione, secondo quanto riportato, si fonda su diversi elementi, soprattutto sul profilo clinico e biologico della malattia e su caratteristiche personali della paziente.

fattori principali per stimare il rischio

I fattori citati come rilevanti includono principalmente:

  • dimensioni del tumore
  • interessamento dei linfonodi ascellari e, se presenti, numero di linfonodi coinvolti
  • biologia del tumore, con particolare riferimento a espressione dei recettori ormonali, indice proliferativo e grado
  • caratteristiche della paziente, tra cui età, stato menopausale e presenza di predisposizione genetica

personalizzazione: efficacia, tollerabilità e qualità della vita

In assenza di metastasi, viene sottolineato che l’introduzione dei nuovi farmaci ha contribuito a abbassare progressivamente il rischio di recidiva. La possibilità di ottenere guarigioni sempre più numerose porta però a un’esigenza ulteriore: stratificare bene il rischio per selezionare per ciascuna donna trattamenti più appropriati. L’approccio descritto mira a una valutazione bilanciata di efficacia (riduzione del rischio), tollerabilità e qualità di vita.

La personalizzazione delle cure include anche aspetti concreti della vita quotidiana: reinserimento lavorativo, ritorno all’attività sociale e familiare. Le pazienti vengono descritte spesso nel pieno della propria esistenza, con l’importanza di preservare anche questo aspetto mentre si gestisce il percorso terapeutico.

fare squadra nel percorso di cura: team multidisciplinare e scelte informate

Il concetto di squadra viene articolato su due piani. Il primo riguarda la gestione delle pazienti all’interno di un team multidisciplinare, con indicazione che le donne seguite in una Breast Unit presentano esiti migliori rispetto a contesti che non dispongono di questa struttura. Il secondo riguarda il coinvolgimento della paziente stessa come parte della squadra, attraverso la possibilità di scegliere in modo informato cosa fare e cosa evitare.

informazione guidata e gestione dell’eccesso di informazioni

Viene messo in evidenza che le pazienti oggi hanno accesso a una grande quantità di informazioni, non soltanto tramite Google, ma anche attraverso intelligenza artificiale. Questa disponibilità viene descritta come opportunità, ma anche come sfida: l’onere di orientarsi non deve ricadere interamente sulla paziente. La cura, secondo la prospettiva esposta, richiede accompagnamento e fornitura di informazioni corrette, aggiornate e soprattutto contestualizzate alla storia clinica.

innovazione terapeutica: accessibilità, continuità e medicina personalizzata

Nel quadro dell’impegno verso il tumore al seno, viene sottolineato che l’innovazione terapeutica è stata portata avanti nel tempo. Si evidenzia inoltre un passaggio di fase: spostandosi verso fasi più precoci della malattia, l’innovazione da sola non risulta sufficiente. Per essere davvero efficace deve essere supportata da percorsi di cura accessibili, continui e centrati sulla persona, non limitati al solo farmaco.

medicina personalizzata e impatto sugli effetti indesiderati

La frontiera dell’innovazione terapeutica viene associata alla medicina personalizzata, descritta come capace di rispondere alle caratteristiche biologiche e cliniche del tumore. L’indicazione riportata lega questo approccio a maggiore efficacia e minori effetti collaterali, tenendo conto anche di aspetti personali come qualità di vita, abitudini ed esigenze individuali.

facciamo squadra e ascolto: dati sulla ricerca di informazioni dopo l’intervento

La campagna “Facciamo squadra” viene presentata con un focus sull’ascolto. In particolare, è riportata la presenza di quattro principali associazioni di pazienti impegnate nel tumore al seno e l’ascolto diretto di circa 100mila persone tramite canali web e social.

ricerca di risposte e percezione del livello informativo

I dati analizzati indicano che il 72% delle donne, dopo l’intervento chirurgico, è attivamente alla ricerca di risposte, spesso in autonomia, sul web. Nonostante questo, risulta che il 45% si sente pienamente informata rispetto al rischio di recidiva, quindi meno di una su due.

Quando il percorso entra in una nuova fase finalizzata a ridurre il rischio, viene evidenziato che spesso la donna si sente sola, fatica a parlarne con il clinico e cerca informazioni altrove. Per rispondere a questo bisogno viene indicato che la qualità delle informazioni è parte integrante della cura, poiché l’informazione favorisce un maggiore empowerment della paziente nel percorso terapeutico.

europa donna italia: prevenzione delle recidive, comunicazione e formazione

Le iniziative a sostegno della prevenzione delle recidive vengono descritte come basate sull’ascolto delle esigenze reali delle pazienti. Dopo l’intervento, viene riconosciuto il desiderio di lasciare la malattia alle spalle e tornare alla propria vita, ma viene sottolineato che il percorso di cura continua attraverso terapie adiuvanti quando necessarie, controlli e una strategia condivisa con il clinico per ridurre il rischio di recidiva.

advocacy e formazione della rete associativa

Il lavoro organizzativo viene rappresentato su due piani complementari. Da una parte, l’attività di advocacy per rendere l’innovazione terapeutica disponibile nel minor tempo possibile e in modo equo

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