Caffè autentico a novara primo bar aziendale con persone autistiche

• Pubblicato il • 4 min
Caffè autentico a novara primo bar aziendale con persone autistiche

Un bancone di caffè può diventare un luogo di competenze, relazione e autonomia. Nasce caffè autentico, progetto che unisce lavoro e inclusione in contesto aziendale, coinvolgendo persone autistiche e costruendo un percorso strutturato per superare le barriere ancora presenti nel mercato del lavoro. La proposta si inserisce in una cornice più ampia, con un modello pensato per offrire opportunità concrete, formazione graduale e partecipazione attiva.

caffè autentico: lavoro e inclusione in un bar aziendale

caffè autentico prende vita negli spazi di un’azienda novarese, rendendo operative le pause di centinaia di persone attraverso un servizio legato a caffetteria e preparazioni affini. L’iniziativa è sviluppata da Novamont in collaborazione con Angsa e con l’associazione Enrico Micheli. Il progetto coinvolge anche la Cooperativa Gerico, partner attraverso l’iniziativa l’orto in cucina, che integra ristorazione, housing sociale e agricoltura sostenibile.

Il cuore dell’idea è costruire un contesto protetto ma con un carattere autentico, capace di affiancare formazione, autonomia e partecipazione attiva. Lo scopo dichiarato è creare opportunità reali per persone che, ancora oggi, subiscono forti penalizzazioni nel mondo del lavoro.

interreg 2021-2027 e autismo al lavoro

Il progetto è reso possibile dal percorso autismo al lavoro, inserito nel programma interreg 2021-2027 italia-svizzera, cofinanziato dall’unione europea. In questo modo, l’iniziativa trova una base di sviluppo nell’ambito di un programma transfrontaliero, con l’obiettivo di sostenere un modello di inclusione lavorativa.

occupazione e inclusione: dati e obiettivi del modello

Il progetto muove da un quadro statistico in cui l’occupazione delle persone autistiche resta molto contenuta. In Europa, il tasso indicato è sotto il 10%; in Italia, si attesta intorno al 20%. Da qui l’esigenza di predisporre un ambiente capace di favorire un inserimento più efficace, valorizzando le capacità presenti e colmando la sottorappresentazione nel mercato.

priscila beyersdorf pasino: sfida sociale e risultati iniziali

Priscila Beyersdorf Pasino, presidente di Angsa Novara Vercelli, descrive l’inclusione lavorativa delle persone con disturbo dello spettro autistico come una delle principali sfide sociali e sanitarie nei contesti occidentali. La prospettiva evidenzia che, pur in presenza di competenze cognitive e operative significative, i dati mostrano una forte sottorappresentazione nel mercato. In questo scenario, caffè autentico viene indicato come strumento per favorire l’inclusione lavorativa, sviluppare autonomia e competenze, con effetti positivi su qualità della vita e partecipazione sociale. I primi riscontri riportano un miglioramento delle capacità operative, relazionali e dell’autostima dei ragazzi coinvolti.

come funziona caffè autentico: percorso graduale, tutor e supervisione

Il progetto viene presentato come un percorso di integrazione che unisce lavoro e inclusione all’interno degli spazi dell’azienda. L’obiettivo è offrire un contesto in cui sperimentarsi, valorizzare competenze e sviluppare capacità relazionali e operative, in un ambiente protetto e strutturato.

giulia gregori: un percorso verso l’inclusione e la valorizzazione delle diversità

Giulia Gregori, responsabile di Systemic Pmo per comunicazione e collegamento relazioni istituzionali di Novamont, definisce il caffè sociale autentico non come un semplice bar aziendale, ma come un percorso per l’inclusione e la valorizzazione delle diversità, in dialogo con le comunità locali. L’iniziativa viene collegata alla visione di bioeconomia circolare, responsabilità sociale e collaborazione, con la finalità di creare uno spazio in grado di sostenere lo sviluppo di ragazzi e ragazze nello spettro autistico.

formazione interna, tutor e monitoraggio clinico

Sei ragazzi, di età compresa tra 18 e 40 anni, sono coinvolti in un percorso graduale e personalizzato. Il modello prevede l’affiancamento di tutor professionali o terapisti, così da acquisire competenze operative e relazionali in un contesto reale. Risulta centrale la formazione interna: anche i dipendenti Novamont sono stati preparati per interagire in modo più consapevole, contribuendo a definire un clima inclusivo e collaborativo. La supervisione clinica dell’associazione Enrico Micheli garantisce un monitoraggio costante dei progressi e del benessere dei partecipanti.

caffè autentico come modello replicabile di inclusione

La proposta si presenta come un esempio concreto e replicabile di inclusione lavorativa. Il progetto punta a dimostrare che un approccio diverso al lavoro è possibile e in grado di produrre valore per l’intera comunità, attraverso un percorso che integra formazione, autonomia e partecipazione reale all’interno del contesto aziendale.

figure citate nel progetto

  • Priscila Beyersdorf Pasino
  • Giulia Gregori
Categorie: Salute

Per te