Bracco l europa deve credere nella sua industria

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Bracco l europa deve credere nella sua industria

Un quadro fatto di vincoli, costi e burocrazia mette sotto pressione l’industria europea, chiamata a una risposta rapida per evitare un’accelerazione della deindustrializzazione. Diana Bracco, presidente e ceo del Gruppo Bracco, intervenendo su ricerca, regole e competitività, collega le difficoltà del contesto energetico e geopolitico alle scelte politiche dell’Unione, evidenziando anche i risultati economici del gruppo.

riforma ets e meno vincoli: bracco chiede svolte immediate

La posizione di Diana Bracco è netta: ets va riformato oppure le imprese rischiano. La presidente e ceo sottolinea che l’industria europea ha bisogno di indicazioni immediate da parte della Commissione von der Leyen e dei governi nazionali, perché altrimenti la deindustrializzazione potrebbe diventare una realtà anche nel mercato europeo.

Il confronto internazionale viene richiamato come elemento decisivo: negli ultimi anni cina e stati uniti avrebbero sostenuto e protetto le proprie aziende. Nel frattempo, l’Europa avrebbe continuato a produrre direttive e vincoli che oggi non sarebbero più sostenibili, soprattutto a causa dello shock energetico e dell’aumento del prezzo delle materie prime alimentato da crisi geopolitiche.

costi ets e bolletta energetica: il nodo centrale

Secondo Bracco, il punto riguarda i costi legati al sistema ets, con un impatto significativo sul prezzo finale dell’energia. Il messaggio è che le imprese non possono continuare a sostenere a lungo un livello di costo superiore rispetto ai concorrenti: la differenza di prezzo della bolletta energetica viene indicata come fattore che altera la competitività.

Bracco parla anche di un momento di equilibrio fragile: se l’Europa continua con l’attuale impostazione, perderebbe migliaia di posti di lavoro, già come sarebbe accaduto in alcune filiere. L’urgenza, quindi, si concentra sulla necessità di cambiare rotta mettendo le imprese al centro e consentendo di competere ad armi pari.

crescita italiana debole: energia, debito e produttività

Dentro un contesto già complesso, Bracco descrive una crescita nazionale molto bassa. Le criticità vengono ricondotte a scelte energetiche considerate sbagliate, a un debito pubblico elevato accumulato in decenni e a una produttività del lavoro inferiore rispetto ad altri paesi.

La conseguenza, secondo la presidente e ceo, è una catena che limita lo sviluppo: se la produttività non cresce, non aumentano retribuzioni e potere d’acquisto. Lo sviluppo economico, inoltre, non può basarsi soltanto sulle esportazioni.

risultati del gruppo bracco: crescita e investimenti

Nonostante le condizioni del quadro generale, il Gruppo Bracco viene descritto in forte crescita. Il bilancio chiuso nel 2025 viene presentato come lusinghiero: sono indicati 2,2 miliardi di euro di ricavi e un miglioramento confermato anche nei primi mesi del 2026, con performance positive nei settori della radiologia, dell’imaging molecolare e della cardiologia interventistica.

La presidente e ceo richiama inoltre il contributo del mercato americano: nel 2025 l’area statunitense risulta cresciuta di quasi il 25% a parità di tassi di cambio. Il gruppo conta oltre 4 mila dipendenti e opera in 100 paesi, con quasi il 90% del fatturato realizzato all’estero.

leadership nei mezzi di contrasto e focus su ricerca e innovazione

Il gruppo è indicato come leader globale nel comparto dei mezzi di contrasto. L’obiettivo dichiarato è migliorare la vita delle persone attraverso prevenzione avanzata e diagnostica di precisione.

Per sostenere questi risultati, Bracco evidenzia un’attenzione costante a ricerca e innovazione, anche durante fasi difficili. Nel 2025 gli investimenti vengono quantificati in 200 milioni di euro destinati principalmente ai siti industriali, con l’obiettivo di aumentare capacità produttiva in Italia e all’estero. A questi si aggiungono oltre 175 milioni di spesa in attività di ricerca e sviluppo medico-scientifiche.

internazionalizzazione con stabilimenti e centri di ricerca

L’approccio di internazionalizzazione viene descritto come costruzione di stabilimenti e centri di ricerca nei principali paesi in cui il gruppo è presente. Tale strategia viene collegata anche alla capacità di ridurre gli effetti di guerre commerciali e dazi.

ottimismo e resilienza: i riferimenti dell’industria italiana

Nelle conclusioni, Diana Bracco ribadisce l’idea che la capacità italiana di reagire resti un elemento centrale. Viene citata la necessità di una resilienza attiva, coerente con ciò che l’industria sa mettere in campo. Le ragioni della speranza vengono associate alla presenza di settori in cui il manifatturiero italiano risulta leader, tra cui life science, spazio e meccanica di precisione.

Il messaggio finale richiama l’importanza di riconoscere e valorizzare i distretti e i brand italiani, menzionando categorie come moda e alimentare, apprezzate a livello internazionale.

persone citate

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