Blake lively rimborso spese legali deciso giudice federale nella causa ends with us
Una decisione del giudice Lewis J. Liman ha sbloccato una richiesta economica legata a una lunga controversia tra Blake Lively e Justin Baldoni, collegata al film del 2024 “It Ends With Us”. Nel provvedimento, il magistrato ha stabilito che Lively può ottenere il rimborso di spese legali e costi sostenuti per la propria difesa rispetto a una controquerela avviata da Baldoni dopo che l’attrice lo aveva citato in giudizio.
sentenza Lewis J. Liman e rimborso spese legali per Blake Lively
Il giudice Lewis J. Liman ha emesso una sentenza scritta in cui ha riconosciuto a Blake Lively la possibilità di richiedere il rimborso delle spese legali e dei costi relativi alla difesa contro la controquerela proposta da Justin Baldoni. La controversia nasce dal fatto che Baldoni aveva presentato la controazione dopo che Lively lo aveva citato in giudizio nel dicembre 2024, in relazione al loro film del 2024 “It Ends With Us”.
L’accordo tra le parti è intervenuto lo scorso mese con una soluzione extragiudiziale, poco prima dell’avvio del processo relativo alle accuse di ritorsione avanzate da Lively. Nell’ambito dell’intesa, l’attrice non ha ricevuto denaro; ciò che è stato riconosciuto riguarda invece la facoltà di domandare il rimborso delle spese legali.
legge californiana anti-ritorsione: regola sulle spese quando la richiesta viene respinta
Nella sentenza, Liman ha richiamato una legge della California pensata per tutelare le vittime di molestie sessuali e di discriminazioni da azioni legali ritorsive, usate con finalità intimidatorie e per mettere a tacere chi denuncia. Il giudice ha spiegato che la normativa prevede che il querelante debba pagare spese legali e costi del convenuto quando una richiesta di risarcimento per diffamazione presentata in risposta a una causa viene respinta, anche se i fatti non sono stati accertati mediante l’acquisizione di prove in giudizio.
eccezione per dolo: limiti della prova fornita da Baldoni e Wayfarer
Secondo quanto indicato da Liman, l’unica eccezione possibile riguarderebbe l’ipotesi in cui Baldoni e la sua casa di produzione, Wayfarer Studios LLC, riuscissero a dimostrare che Lively avrebbe agito con dolo quando l’attrice lo ha citato in giudizio. Nel provvedimento, il giudice ha affermato che poche prove sono state fornite a sostegno di tale tesi, aggiungendo che non risultavano elementi capaci di dimostrare che Lively abbia agito con dolo.
richieste di triplicare i danni e danni punitivi: respinte dal giudice
Nella sentenza, Liman ha respinto le richieste avanzate da Baldoni e da Wayfarer in relazione a un’eventuale triplicazione dei danni e a danni punitivi previsti dalla legge californiana. Il giudice ha motivato il rigetto affermando che tali richieste non rientrano nelle norme procedurali federali elaborate per proteggere i diritti delle parti.
affermazione degli avvocati di Lively: riconoscimento delle spese come indicatore di buona fede
In una dichiarazione, gli avvocati di Lively, Michael Gottlieb ed Esra Hudson, hanno interpretato la decisione come una vittoria. La lettura resa dai legali si concentra sul fatto che il riconoscimento del rimborso delle spese legali dimostrerebbe l’assenza di prove di malizia e la buona fede con cui Lively avrebbe presentato le proprie richieste, indicando anche che la parte risultante sarebbe Lively.
contesto della causa: accuse di molestie e ritorsioni legate a “it ends with us”
Il contenzioso prende avvio quando Blake Lively ha accusato Justin Baldoni, insieme alla relativa casa di produzione, di molestie sessuali e ritorsioni risalenti alla fine del 2024. L’attrice ha sostenuto che l’attore avrebbe organizzato un tentativo di danneggiare la propria reputazione e credibilità pubblica.
Baldoni, che ha diretto il dramma romantico dai toni cupi ed è stato anche protagonista insieme a Lively, ha negato di averla molestata o di aver orchestrato una presunta campagna diffamatoria. Nella propria posizione, ha affermato che le accuse sul suo comportamento sarebbero state inventate nell’ambito di un tentativo attribuito a Lively di assumere un controllo creativo del film.
controcausa di Baldoni: diffamazione ed estorsione e rigetto precedente
Successivamente, Baldoni ha presentato una controcausa accusando Lively e il marito, l’attore di “Deadpool” Ryan Reynolds, di diffamazione ed estorsione. Liman ha respinto la controcausa di Baldoni l’anno scorso. Più di recente, alcune settimane prima, ha respinto anche le accuse di molestie sessuali presentate da Lively, precisando che non potevano essere avanzate in quanto lavoratrice autonoma e non dipendente della produzione.
personaggi citati nella vicenda e ruoli nella controversia
- Blake Lively
- Justin Baldoni
- Ryan Reynolds
- Lewis J. Liman
- Michael Gottlieb
- Esra Hudson
- Wayfarer Studios LLC


