Biodiversità: come funziona il mondo spiegato in cinque minuti a Mattarella

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Biodiversità: come funziona il mondo spiegato in cinque minuti a Mattarella

Una conversazione decisiva può durare pochissimi minuti. L’elevator talk nasce proprio dall’esigenza di condensare contenuti complessi in un messaggio chiaro, rapido ed efficace. Lo stesso meccanismo si ritrova in contesti istituzionali e comunicativi, dove il tempo per spiegare un tema scientifico o culturale è limitato e richiede concentrazione, precisione e una selezione rigorosa dei concetti.

In occasione della giornata mondiale della biodiversità, la Fondazione Marevivo ha ottenuto l’attenzione del Presidente della Repubblica tramite un evento a Castelporziano. Il racconto dell’esperienza ruota attorno alla presentazione di una mostra e alla necessità di trasformare conoscenze scientifiche in un linguaggio accessibile, mantenendo però contenuti sostanziali, capaci di orientare il messaggio verso una cultura della biodiversità.

elevator talk e comunicazione scientifica nel tempo limitato

L’idea di parlare mentre l’ascensore è in corsa descrive un esercizio di sintesi: trovare un contenuto prioritario, evitare dispersioni e arrivare al punto con una comunicazione che risulti convincente. Nelle scienze della comunicazione, questo approccio viene usato anche come prova formativa: produrre un video di meno di un minuto in cui l’elevator talk diventa un messaggio capace di catturare l’attenzione.

La stessa logica si applica nella televisione e, in generale, in qualunque contesto di domande rapide e inattese, dove il tempo per rispondere è ridotto. Il punto centrale non è semplificare in modo superficiale, ma selezionare ciò che è davvero determinante per costruire un’attenzione solida e comprensibile.

evento a castelporziano e presentazione della mostra marevivo

Durante l’evento a Castelporziano, la Fondazione Marevivo ha coinvolto il Presidente della Repubblica in un percorso di breve durata. Il piano prevedeva l’arrivo del Presidente da un portone, la visione di una mostra intitolata Elogio della Biodiversità e, successivamente, un incontro dedicato alla mostra Only One, realizzata da Marevivo con la partecipazione dell’Amerigo Vespucci.

solo pochi minuti per un messaggio completo

L’incontro destinato alla spiegazione della mostra Only One aveva una durata di cinque minuti. Considerata l’impossibilità di coprire tutto lo stesso spazio espositivo, l’intervento è stato impostato come una sequenza di concetti essenziali collegati tra loro, descritti come “puntini” che, una volta uniti, compongono il messaggio complessivo.

i punti chiave sull’oceano e sul clima: dall’azione globale agli effetti locali

La prima parte del messaggio ha messo in evidenza il ruolo dell’oceano: copre il 71% della superficie del pianeta ma, essendo un volume, rappresenta più del 90% dello spazio abitato dalla vita. È stato inoltre richiamato il grande nastro trasportatore oceanico, indicato come una corrente termoalina messa in moto dalla formazione dei ghiacci polari e capace di connettere tra loro gli oceani.

Il clima è stato presentato come un sistema non limitato all’atmosfera: il testo mette in relazione sistema atmosferico e sistema oceanico come componenti che si influenzano reciprocamente. Il riscaldamento globale viene collegato allo scioglimento dei ghiacci polari, con conseguenze sul grande nastro trasportatore e con l’aumento di eventi estremi più frequenti e più intensi.

Allo stesso tempo emerge il richiamo al valore della transizione ecologica collegata al percorso avviato con il Green Deal e al “prezzo del non fare” tale transizione.

biodiversità e ecosistemi: diatomee, copepodi e batteri

Il discorso include un passaggio dedicato alla biodiversità come base per comprendere il pianeta. Nel testo si ricorda che l’Italia ha inserito biodiversità ed ecosistemi nell’articolo 9 della Costituzione. Tuttavia, resta centrale un punto informativo: non è noto a tutti che le diatomee sono indicate come le piante intese come organismi fotosintetici più importanti per il funzionamento degli ecosistemi planetari.

Accanto alle diatomee, vengono citati anche i copepodi come animali più importanti. Il testo aggiunge inoltre un riferimento agli organismi considerati determinanti: i batteri sono indicati come tra i più importanti per la comprensione dei sistemi viventi.

la cultura come base di conoscenza

Il messaggio insiste sul fatto che conoscere questi elementi consente di capire come funziona il pianeta. Da qui la proposta che tali conoscenze dovrebbero costituire basi su cui fondare la cultura. La Costituzione viene citata come riconoscimento formale, mentre resta un gap: nel testo si afferma che l’importanza non viene ancora insegnata a scuola.

Le iniziative educative della Fondazione Marevivo vengono descritte come un supporto presente nelle scuole, ma extracurricolare e realizzato solo quando sono coinvolti insegnanti disponibili a organizzarle per le classi.

programma dell’evento e parole del presidente

Le cinque minuti di intervento vengono seguiti da altri momenti. La presidentessa di Marevivo, Rosalba Giugni, parla della missione della Fondazione per la tutela del mare e la promozione di una cultura che riconosca il suo ruolo. Dopo il suo intervento, leggono i propri discorsi il Presidente del Consiglio Nazionale delle Ricerche, il National Biodiversity Future Center e la Stazione Zoologica Anton Dohrn.

Successivamente, un’allieva e un’allievo di un Istituto Nautico, dove Marevivo organizza cicli di lezioni sul mare con il programma Nautici in Blu grazie a Maria Rapini, leggono al Presidente il Manifesto di Marevivo per la Biodiversità e glielo consegnano.

il confronto finale senza un discorso letto

Alla conclusione, il Presidente Mattarella prende la parola senza leggere un discorso. Le sue parole, pronunciate tenendo in mano il Manifesto di Marevivo, riprendono quanto sperimentato durante la giornata e includono anche parte del contenuto precedentemente condiviso nei cinque minuti.

dalla costituzione ai programmi scolastici: il nodo dell’insegnamento

Il messaggio complessivo ruota attorno a una questione educativa: nel testo viene indicato che il vero problema riguarda la relazione tra riconoscimento formale e trasmissione effettiva. L’inserimento di biodiversità ed ecosistemi nell’articolo 9 viene ritenuto insufficiente se non accompagnato dalla presenza nei programmi scolastici.

Ne consegue che anche concetti essenziali per comprendere il funzionamento del pianeta, dal ruolo degli oceani fino al ruolo di batteri, diatomee e copepodi, restano confinati agli specialisti. Il testo sostiene che per applicare davvero l’articolo non basta riconoscerne il ruolo fondante: il principio deve diventare parte della cultura e deve essere insegnato nelle scuole, nei licei e nelle università.

Viene inoltre richiamata una difficoltà nella trasmissione della conoscenza diretta della natura, con l’esempio che gli studenti, tornando a casa, non sarebbero in grado di riconoscere gli alberi incontrati sulla strada.

personalità coinvolte nell’evento

  • Rosalba Giugni
  • Sergio Mattarella
  • Presidente del Consiglio Nazionale delle Ricerche
  • National Biodiversity Future Center
  • Stazione Zoologica Anton Dohrn
  • Maria Rapini
  • Allieva e allievo dell’Istituto Nautico (coinvolti nella lettura del Manifesto)
Ho avuto cinque minuti per spiegare a Mattarella come funzionano il mondo e la biodiversità

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