Berlinguer su Governo tra Rai3 e Rete4: parole e polemiche di Bianca Berlinguer
“Quando si è onorato Matteotti alla Camera, i Fratelli d’Italia non si sono presentati. Il Governo italiano simpatizza per il fascismo”
Enzo Iacchetti è ospite a #ÈsempreCartabianca pic.twitter.com/9d2s2MrEKf
— È sempre Cartabianca (@CartabiancaR4) June 2, 2026
Un botta e risposta acceso ha animato l’ultima puntata di È Sempre CartaBianca, con Enzo Iacchetti e Bianca Berlinguer protagonisti di un confronto rapido, diretto e carico di tensione. Il dialogo è stato innescato dalla rievocazione di immagini storiche legate al 2 giugno 1946, che hanno aperto la strada a considerazioni politiche sulla democrazia e sul comportamento di alcuni esponenti istituzionali.
immagini del 2 giugno 1946 e nodo della democrazia
Durante la revisione del materiale d’archivio, Enzo Iacchetti ha avviato il proprio commento affermando che si tratta di immagini contrarie a quanto sarebbe emerso in tempi più recenti. Il comico ha sostenuto che non fosse utile limitarsi a discutere di democrazia in astratto, sottolineando invece l’orientamento del governo attuale: secondo la sua lettura, la maggioranza avrebbe già mostrato simpatie verso un assetto poco democratico. Da qui la conclusione espressa con durezza: chi guida l’esecutivo, restando su tale impostazione, dovrebbe provare vergogna.
risposta di Bianca Berlinguer: riferimento al governo e agli articoli della costituzione
La conduttrice ha chiesto subito chiarimento su quale regime Iacchetti stesse intendendo. Bianca Berlinguer ha riportato la questione al presente: ha parlato del governo di oggi e della richiesta di modificare gli articoli della costituzione “in ogni modo”, auspicando che tale progetto non vada a compimento. In quella ricostruzione, il timore centrale è che, se il processo riuscisse, non ci sarebbe più democrazia.
commemorazione di matteotti e polemica su fratelli d’italia
Iacchetti ha poi spostato il confronto su un tema diverso ma collegato: l’assenza di molti esponenti di Fratelli d’Italia in occasione del ricordo di Giacomo Matteotti. Il comico ha dichiarato di trovare “sempre” motivo di risata nelle posizioni attribuite a Giorgia Meloni, sostenendo che lei e il suo governo non sarebbero sempre vicinissimi alla repubblica. A sostegno di questa tesi, ha citato l’episodio relativo all’onoranza a Matteotti alla Camera, affermando che Fratelli d’Italia non si sarebbe presentata. Secondo la sua lettura, l’aula vuota sarebbe stato uno degli atti più sconsiderati del governo.
Nel ragionamento di Iacchetti, la mancata presenza si traduce in un coinvolgimento morale: ha paragonato l’atteggiamento a una forma di complicità con chi avrebbe “ammazzato” Matteotti, aggiungendo che l’origine della responsabilità non sarebbe contestabile.
intervento di berlinguer: “complici” è una parola troppo forte
Berlinguer ha cercato di ridimensionare il termine usato: ha fatto notare che “complici” le sembrava eccessivo. La giornalista ha poi espresso l’idea che la scelta potesse essere letta come disinteresse, non necessariamente come adesione a una colpa attribuita.
replica di iacchetti: nessuna ammissione di errore e significato politico della scelta
Enzo Iacchetti ha risposto contestando la misura della parola. A suo avviso, “complici” andrebbe interpretato in modo più ristretto: sarebbero stati solo una decina i presenti su quel tema. Ha inoltre ribadito che nessuno avrebbe ammesso errori, e ha escluso la possibilità di un’ammissione esplicita su chi avrebbe potuto uccidere Matteotti. La replica si è chiusa con un riferimento alla reazione mediatica: anche se domani ci sarebbero potute esserci scritture sui giornali, per Iacchetti il punto principale sarebbe restato il contenuto delle sue affermazioni.
scontro sul metodo comunicativo: troppo democratico, troppe spiegazioni
Dal botta e risposta è emerso anche un nodo comunicativo. Iacchetti ha ironizzato sul fatto che Berlinguer, definita troppo democratica, non possa essere completamente d’accordo con lui perché conduce un programma su Rete4. La conduttrice ha reagito immediatamente, dichiarando di non comprendere la logica della frase: ha sostenuto di non essere costretta a cambiare idea per il ruolo televisivo, spiegando che conduce il programma raccontando quanto pensa e che non si imporrebbe un pensiero alternativo per motivi legati alla rete o alla programmazione.
berlinguer ferma la discussione: chiarimento sulla frase “forte”
Nel passaggio successivo Iacchetti ha chiesto di non dover giustificare le frasi attribuendogli interpretazioni. Berlinguer ha comunque ribadito che l’espressione le era sembrata un po’ forte. Ha collegato la forza del punto di vista a un dato concreto: l’aula sarebbe stata vuota non soltanto per la scelta di non partecipare, ma anche per una possibile indisponibilità, includendo il suo riferimento a “forse qualcuno anche di sinistra”.
chiusura del conduttore: libertà di dire, nessuna offesa
La conversazione si è chiusa con una precisazione di Iacchetti. Egli ha presentato la propria posizione come una questione di sincerità e di libertà di espressione: ha concluso che, se la frase fosse risultata troppo offensiva, avrebbe potuto smettere di parlare “da nessuna parte”. La conduttrice ha risposto a tono, dichiarando di poter dire ciò che ritiene opportuno e chiedendo perché mai dovrebbe offendersi.
protagonisti del confronto
- Enzo Iacchetti
- Bianca Berlinguer
- Giorgia Meloni
- Fratelli d’Italia
- Giacomo Matteotti


