Armi per israele transitate illegalmente in belgio: fedex denunciata
Un’azione legale mette sotto i riflettori le attività logistiche di FedEx Belgio nel quadro di presunti trasferimenti non autorizzati di materiale bellico verso Israele. Associazioni per i diritti umani hanno infatti presentato una denuncia alla procura di Liegi, sostenendo che alcune spedizioni sarebbero transitate sul territorio belga senza rispettare gli obblighi previsti dalla normativa locale, con particolare riferimento a componenti riconducibili a velivoli da combattimento impiegati nel conflitto nella Striscia di Gaza.
denuncia alla procura di liegi e presunto transito illegale
Le organizzazioni Amnesty International, Azione per la pace, Lega dei diritti umani e Coordinamento nazionale d’azione per la pace e la democrazia hanno presentato una denuncia contro FedEx Belgio, sussidiaria del gruppo statunitense delle spedizioni. L’accusa riguarda l’asserito transito illegale di armi dirette a Israele, inclusi componenti di aerei da combattimento F-35 utilizzati dall’aviazione israeliana.
La contestazione si collega alle regole vigenti nella regione della Vallonia, dotata di poteri legislativi. Secondo quanto riportato, FedEx Belgio avrebbe dovuto ottenere una licenza di transito dalle autorità locali, requisito che non sarebbe stato soddisfatto. In base al diritto belga, il trasferimento senza licenza di armi rientra tra i reati previsti.
f-35, contesto bellico e richieste di nuove forniture
Gli F-35 vengono descritti come i velivoli più avanzati in dotazione all’aviazione israeliana. Nella ricostruzione delle associazioni proponenti, l’impiego di questi aerei avrebbe prodotto morti e distruzioni massicce e avrebbe contribuito a devastazioni significative nella Striscia di Gaza. La denuncia inserisce tale scenario nel più ampio quadro di necessità di nuove forniture di armi, presentate come elemento di continuità del conflitto.
rotte e dichiarazioni: da hill air force base a nevatim via liegi
Secondo informazioni attribuite al sito di FedEx, nell’ottobre 2024 una spedizione soggetta al Regolamento statunitense sul traffico internazionale di armi sarebbe stata trasferita dalla Hill Air Force Base, nello stato dell’Utah, alla Base dell’aeronautica israeliana di Nevatim.
Nel giugno 2025 l’azienda avrebbe dichiarato che alcune rotte di volo sono state riconfigurate all’ultimo momento per ragioni operative, in risposta alla chiusura dello spazio aereo israeliano durante la cosiddetta “guerra dei 12 giorni” tra Iran e Israele. Di conseguenza, sarebbe stato aggiunto che alcuni prodotti soggetti al Regolamento statunitense avrebbero potuto essere passati involontariamente per Liegi.
La ricostruzione logistica indica che ciò che era a bordo del velivolo di FedEx sarebbe stato scaricato a Liegi, successivamente trasportato su strada all’aeroporto di Colonia e quindi inoltrato verso Israele.
possibile schema di mancata applicazione delle norme
Fonti giornalistiche hanno segnalato ulteriori transiti illegali di spedizioni attraverso l’aeroporto di Liegi, collegandoli alla mancata applicazione delle leggi locali. La denuncia prospetta l’ipotesi di uno schema in cui le autorità federali belghe e la regione della Vallonia non adottino provvedimenti sufficienti a regolare in modo efficace il transito di armi.
Carine Thibaut, direttrice della sezione francofona di Amnesty International Belgio, ha collegato l’iniziativa all’obiettivo di bloccare ulteriori transiti verso Israele e di far emergere responsabilità sul piano giudiziario. Nella sua dichiarazione viene sottolineato che le multinazionali non dovrebbero poter ignorare le regole quando risulta conveniente, richiamando il principio per cui nessun soggetto è al di sopra della legge.
obblighi internazionali sul trasferimento di armi e responsabilità degli stati
Secondo la ricostruzione contenuta nella denuncia, il diritto internazionale vieta agli stati di trasferire armi a tutte le parti in un conflitto armato quando esiste un rischio chiaro che tali trasferimenti possano contribuire a gravi violazioni del diritto internazionale umanitario.
Nel parere consultivo del 2024, la Corte internazionale di giustizia avrebbe concluso che gli stati hanno l’obbligo di non assistere Israele nel mantenimento della sua occupazione illegale del territorio palestinese. Per questo motivo, gli stati che continuano a trasferire armi a Israele sarebbero in violazione degli obblighi previsti dalle Convenzioni di Ginevra, e, per quelli che hanno ratificato come il Belgio, anche dal Trattato sul commercio di armi.
due diligence lungo la catena di valore: responsabilità delle aziende
Il testo richiama anche gli obblighi in capo alle aziende produttrici ed esportatrici di armi. La responsabilità includerebbe il rispetto del diritto internazionale dei diritti umani e del diritto internazionale umanitario attraverso procedure rafforzate di due diligence sui diritti umani lungo tutta la catena di valore. L’obiettivo indicato è assicurare che le armi esportate non vengano utilizzate per compiere potenziali crimini di diritto internazionale.
Amnesty International avrebbe contattato FedEx Belgio per ottenere commenti, ricevendo una risposta di un portavoce dell’azienda: FedEx dichiara di essere impegnata a rispettare leggi e regolamenti, affermando di non effettuare spedizioni internazionali di armi o munizioni. Viene inoltre indicato che l’azienda avrebbe in vigore procedure di verifica per impedire spedizioni di tale tipo.
figure menzionate nella denuncia
- Carine Thibaut
Oltre a Carine Thibaut, la denuncia è presentata con il supporto di Amnesty International, Azione per la pace, Lega dei diritti umani e Coordinamento nazionale d’azione per la pace e la democrazia.
