Antimafia serata in provincia di milano: proposte contro riciclaggio e corruzione
Un confronto territoriale che riporta al centro la cornice delle politiche amministrative di area metropolitana e, soprattutto, la capacità di trasformarle in strumenti concreti. A Trezzano sul Naviglio si è tenuto un incontro convocato dal Pd Sud Ovest Milano, dai circoli Pd di Trezzano e dal Dipartimento legalità del Pd, con l’obiettivo di discutere un programma amministrativo in vista delle prossime amministrative. Nel corso della serata sono state avanzate proposte in linea con elaborazioni già presentate negli anni precedenti, elemento letto come un indicatore di continuità.
politiche antimafia: continuità e necessità di rilancio a milano
Il tema della legalità e dell’antimafia viene collegato a un percorso storico: nel 2008, in Consiglio Comunale a Milano, si discuteva per ottenere la commissione antimafia. Oggi si richiamano elementi che risultano consolidati, con una consuetudine che riguarda la prassi dei comuni milanesi di affrontare al proprio interno se istituire o meno commissioni antimafia. Il quadro si intreccia anche con l’evoluzione delle iniziative nei processi, come la costituzione di parte civile nei procedimenti relativi al 416 bis.
Pur mantenendo una linea di continuità, viene evidenziata una criticità: sul tema, Milano risulta impegnata in modo insufficiente, con una percezione di rallentamento rispetto alla necessità di aggiornare e rafforzare l’azione amministrativa.
figura di assessore su concorrenza e legalità: superare frammentazione termini
Tra i punti proposti emerge la volontà di superare frammentazione terminologica e culturale tra le nozioni di “legalità” e “antimafia”. L’obiettivo operativo è individuare una figura con delega capace di unire l’azione politica e amministrativa in modo più incisivo.
La proposta prevede l’istituzione di un assessore con delega alla “libera e sana concorrenza di mercato”. La funzione attribuita a questa delega è affrontare in modo integrato il contrasto agli interessi criminali, alla corruzione, all’evasione fiscale e, in modo centrale, al riciclaggio.
riciclaggio e segnalazioni uif: dati 2025 e scarto nelle pa
Il focus sulle politiche antimafiose si concentra sul riciclaggio. Nella relazione 2025 dell’Unità di Informazione Finanziaria (uif), riportata nell’analisi presentata nel contesto della conferenza, emerge un dato rilevante: nonostante un aumento dell’11,5% delle segnalazioni complessive rispetto all’anno precedente, le comunicazioni provenienti dalle Pubbliche Amministrazioni subiscono una riduzione netta.
Le segnalazioni delle amministrazioni pubbliche (comuni, regioni, aziende sanitarie, agenzie pubbliche e aziende partecipate) passano dalle 1.264 segnalazioni del 2024 alle 521 del 2025, con una diminuzione del 58,8%.
milano: aumento nel 2025, ma andamento complessivo ancora contenuto
Per Milano viene indicato un elemento di recupero nel 2025. Il racconto dei numeri, però, è accompagnato dalla sottolineatura che la città non dovrebbe basarsi su un singolo incremento, anche alla luce dei valori pregressi.
Fino al 18 febbraio 2022 risultavano 26 segnalazioni, corrispondenti a una media di tre all’anno a partire dal marzo 2014. Per tre anni post Covid si registrava una sola segnalazione. Nel 2025 il conteggio torna a valori considerati più accettabili con 6 segnalazioni.
abuso d’ufficio e conflitti di interesse: prevenzione continua e obblighi
Tra le proposte legislative e organizzative viene ricordata l’abolizione dell’abuso d’ufficio. Al contempo viene posto l’accento su un altro pilastro: la prevenzione del conflitto di interesse in modo definito e senza ambiguità.
campagna elettorale e dichiarazioni in tempo reale
Viene richiamata una proposta già formulata in passato e non applicata in modo pieno: durante la campagna elettorale obbligare i candidati a dichiarare i potenziali conflitti di interesse che potrebbero emergere in caso di elezione. Il punto centrale riguarda anche la trasparenza antecedente al voto.
Si richiede infatti che, nei mesi che precedono l’appuntamento elettorale, siano comunicati i flussi dei finanziamenti, con informazioni su quanto viene speso e per cosa e per chi, includendo chi svolge un lavoro costante o volontario per il candidato e chi lo aiuta economicamente, indicando le risorse anche quando risultino poche o molte. La proposta insiste sul fatto che la pubblicazione avvenga in diretta, senza passare dalla logica ex post, così da consentire all’elettore di usare la preferenza in modo più informato.
mandato amministrativo: aggiornamento della sezione trasparenza e sanzioni
Durante il mandato si prevede un obbligo di aggiornamento continuo della pagina “trasparenza”, dedicata a conflitti di interesse e fonti di finanziamento e di spesa. È indicata anche la necessità di prevedere sanzioni per chi non rispetta gli adempimenti richiesti.
Si propone inoltre che gli eletti sottoscrivano il Codice etico di Avviso Pubblico, ritenuto chiaro ed efficace sul tema del pantouflage. Nello stesso perimetro viene richiamata l’esigenza di circoscrivere le relazioni considerate “a rischio”.
white list ristorazione: certificazione e convenzioni per i buoni pasto
Un ulteriore nodo operativo riguarda la valorizzazione delle White List della prefettura nel settore della ristorazione. Nel quadro descritto viene richiamato l’interesse della criminalità organizzata verso questo ambito, e per questo motivo si segnala che nelle white list compaiono anche società di catering, mense e ristoranti.
Ogni comune viene indicato come soggetto chiamato a invitare i propri operatori ristorativi a richiedere l’iscrizione, certificando l’assenza di tentativi di infiltrazione mafiosa nelle attività d’impresa. In parallelo, i comuni dovrebbero valorizzare le attività ristorative che possiedono tale certificazione.
Sul piano degli strumenti amministrativi viene indicato un passaggio ulteriore: i comuni, con particolare riferimento a Milano, dovrebbero convenzionare solo i ristoranti inclusi nelle White List per l’utilizzo dei buoni pasto mensilmente destinati ai dipendenti. Il meccanismo viene descritto come potenzialmente capace di generare una “piccola grande rivoluzione”.
governo dei processi su base metropolitana: formazione, risorse e indirizzo
L’ultima parte del quadro si concentra sul tema del governo dei processi su base metropolitana. Nell’impostazione presentata si richiama l’attesa della reale presa d’avvio della città metropolitana, con la possibilità di sperimentazioni operative proprio su questo fronte.
Viene proposto, individuando un organo politico sul livello istituzionale adeguato, di avviare percorsi di formazione per dirigenti e cittadini eletti. L’obiettivo è trasversalizzare risorse e saperi e, soprattutto, governare dall’alto evitando che gli amministratori restino soli davanti a investimenti giudicati dubbi o opachi.
In chiusura viene sottolineata la necessità di spostare la linea di confine in un ambito ritenuto più coerente con le relazioni criminali sviluppatesi sul territorio, richiamando il ruolo dell’inchiesta Hydra che viene descritta come capace, attraverso le prime condanne, di fornire ulteriori certificazioni.
