Anna ferzetti due passioni: gestire un albergo o una carriera militare, il no alla recitazione
Il successo di La Grazia ai Nastri d’Argento 2026 si riflette anche nelle storie personali e nelle scelte artistiche di chi ha preso parte al progetto. Tra premi, emozioni e nuovi equilibri sul set, Anna Ferzetti racconta l’esperienza cinematografica con Paolo Sorrentino e Toni Servillo, mettendo al centro anche il rapporto con il marito Pierfrancesco Favino.
la grazia ai nastri d’argento 2026: otto premi su nove
Il film La Grazia ha ottenuto un risultato straordinario all’edizione 2026 dei Nastri d’Argento, vincendo otto premi su nove candidature. La pellicola ha conquistato il riconoscimento principale dell’annata, confermando l’impatto della produzione sia a livello di critica sia sul piano delle scelte registiche e interpretative.
Tra i premiati figura anche Anna Ferzetti, protagonista del progetto nel ruolo di Dorotea. Nella storia, Dorotea è la figlia giurista del presidente della Repubblica, personaggio interpretato da Toni Servillo.
anna ferzetti e il ruolo di dorotea: tra passioni e identità
Nel racconto relativo al proprio percorso, Anna Ferzetti descrive come l’idea di diventare attrice non fosse inizialmente centrale. L’attrice parla di due passioni alternative: la gestione di un albergo o di un villaggio, oppure l’immaginazione di una carriera sportiva o militare. La dimensione sportiva viene associata alla pratica del pentathlon.
Un elemento ricorrente è l’attrazione verso figure femminili autonome, con una definizione personale che richiama un’attitudine attiva: Ferzetti si descrive come una persona che decide, che si muove e che sceglie di non restare inattiva. Allo stesso tempo, sottolinea la tendenza a occuparsi degli altri e a mantenere un atteggiamento materno verso le persone vicine.
Nel presente, viene indicato anche un cambiamento graduale: l’attrice afferma di essere in apprendimento rispetto alla necessità di lasciarsi andare, delegare con maggiore naturalezza e mollare un po’.
emozioni sul set: ansia iniziale e amicizia con toni servillo
Dal lavoro sul set emerge un passaggio legato alle difficoltà del debutto. Anna Ferzetti racconta l’ansia vissuta all’inizio delle riprese: il primo giorno, mentre girava una scena con una tazzina in mano, ha iniziato a tremare.
Il momento viene descritto come un confronto diretto con la concentrazione: Ferzetti si rimette in carreggiata con un richiamo alla necessità di restare concentrata e di mantenere un certo ritegno. La situazione non risulta semplice per via della presenza ravvicinata dei due riferimenti sul set: Toni Servillo di fronte e Paolo Sorrentino dietro al monitor.
Nonostante la tensione iniziale, l’esperienza viene riportata come magnifica. In particolare, l’attrice evidenzia che con Toni Servillo si è consolidata un’amicizia.
pierfrancesco favino e il sostegno nel percorso: “mi ha aiutato”
Accanto al racconto professionale, Ferzetti parla anche del rapporto con il marito Pierfrancesco Favino. Viene evidenziata una condivisione profonda del modo di vivere il mestiere: l’attrice sottolinea la possibilità di contare su un uomo che le ha aiutato nel percorso.
Nel racconto emerge l’idea che il lavoro di Favino sia stato faticoso all’inizio, ma allo stesso tempo fonte di ispirazione. L’attenzione si concentra su come prenda il lavoro e su l’impegno che ci mette: per l’attrice, in questo ambito conta il carattere oltre al talento, che se presente deve essere alimentato. La motivazione viene sintetizzata nell’immagine del fuoco necessario per mantenere viva la spinta sul lungo periodo.
figure citate nel racconto
- Anna Ferzetti
- Paolo Sorrentino
- Toni Servillo
- Pierfrancesco Favino


