A perfect circle live a ferrara otto anni dopo il cerchio è ancora perfetto
Un ritorno carico di atmosfera, calibrato sulla potenza delle canzoni e sull’identità sonora di sempre: al Ferrara Summer Festival gli A Perfect Circle sono tornati sul palco con un repertorio capace di attraversare l’intera carriera. La serata ha aperto con due proposte in grado di alzare progressivamente la tensione, per poi lasciare spazio al set della band, sostenuto da atmosfere cupe e avvolgenti e da un’energia costruita su precisione e impatto.
La presenza scenica degli A Perfect Circle si è inserita in un momento particolarmente significativo: il concerto arriva dopo otto anni di assenza dai palchi europei ed è collegato all’uscita del nuovo singolo “Starless”, pubblicato a pochi giorni dall’avvio del tour continentale. Il brano è stato presentato come una naturale prosecuzione del linguaggio della band, offrendo un’ulteriore conferma del loro modo di legare scrittura e realizzazione musicale.
a perfect circle al ferrara summer festival: ritorno europeo e atmosfera in primo piano
La formazione nasce nel 1999 dall’incontro tra Billy Howerdel e Maynard James Keenan e si colloca tra quei progetti capaci di mantenere una riconoscibilità stabile nel tempo. Pur con il passaggio di musicisti provenienti da esperienze diverse, il nucleo del gruppo resta lo stesso: da un lato la voce di Maynard James Keenan, dall’altro le architetture sonore costruite dal chitarrista Billy Howerdel.
Al Ferrara Summer Festival gli A Perfect Circle sono apparsi “in gran forma”, con atmosfere cupe e avvolgenti al centro della proposta. L’impostazione della serata ha puntato sulla capacità del gruppo di costruire coinvolgimento senza ricorrere a effetti complessi o sovrastrutture sceniche: a guidare il ritmo dell’esperienza restano soprattutto le canzoni e una performance eseguita con cura e precisione.
spazio all’apertura: a.a. williams e jehnny beth prima del set
Prima dell’ingresso della band principale, la serata ha preso avvio con l’esibizione dell’inglese A.A. Williams e successivamente con Jehnny Beth (ex Savages). La presenza di Jehnny Beth si è distinta per un’interpretazione energica e dinamica, con il passaggio sul palco accompagnato da un’immagine riconoscibile legata ai suoi tacchi Louboutin. Le parti iniziali hanno costruito un flusso coerente verso il momento centrale, grazie a testi introspettivi, chitarre abrasive e arrangiamenti raffinati, elementi che si sono poi ritrovati nella transizione verso il set degli A Perfect Circle.
maynard in controluce: presenza scenica e controllo della scena
Durante l’esecuzione del repertorio, il punto di riferimento è rimasto Maynard James Keenan. La dinamica scenica lo ha visto cantare al centro del palco, con le luci mantenute costantemente dietro di lui: una configurazione che lo trasforma quasi in ombra, figura sfuggente, difficile da osservare con continuità nei dettagli del volto. Schivo ed enigmatico, ha comunque dominato la scena.
starless e la produzione del singolo: dettagli su studio e collaborazioni
Il concerto si collega all’uscita di “Starless”, singolo pubblicato a pochi giorni dall’inizio del tour continentale. Il brano è stato registrato presso il Lankershim Ranch Studio di Billy Howerdel a Studio City. La realizzazione è stata curata dallo stesso Howerdel, mentre la fase di mix è stata affidata a Matty Green.
Tra gli elementi evidenziati per il brano rientra la batteria di Josh Freese (Nine Inch Nails). Freese non solo ha contribuito al brano, ma è presente anche sul palco di Ferrara dietro le pelli, mantenendo un filo diretto tra la registrazione e la resa live.
scaletta e repertorio: thirteenth step, mer de noms, eat the elephant e oltre
La maggior parte dello show è stata occupata dal repertorio storico. La scaletta ha pescato in modo deciso da “Thirteenth Step”, con esecuzioni intense di “The Package”, “The Noose”, “Weak and Powerless” e “The Outsider”. Questi brani, come indicato, continuano a raccontare dipendenze e conflitti interiori.
Dall’album d’esordio “Mer de Noms” è arrivata anche “3 Libras” nella versione “All Main Courses Mix”, tratta da “aMOTION”. La proposta è stata accolta dai fan con sorpresa ed entusiasmo. Sul finale è arrivata “Judith”, presentata come manifesto della band e tra i momenti più attesi della serata.
Nel corso dell’esibizione è stato inoltre riservato spazio a brani dal più recente “Eat the Elephant” e, da “eMOTIVe”, al ritmo marziale di “Counting Bodies Like Sheep to the Rhythm of the War Drums”. Il brano è stato indicato come prosecuzione di “Pet” e come riflessione feroce su manipolazione politica e guerra.
tool e puscifer non fermano maynard: l’attenzione torna agli a perfect circle
La performance ha evidenziato il ruolo centrale di Maynard James Keenan, reduce dagli ultimi capitoli della sua attività con Tool e Puscifer. Al Ferrara Summer Festival il cantante è tornato a interpretare i panni degli A Perfect Circle con una continuità che ha restituito l’idea di un tempo non trascorso tra un’uscita europea e l’altra.
Otto anni dopo l’ultima apparizione europea, in attesa di nuova musica, il concerto di Ferrara ha rafforzato l’idea che gli A Perfect Circle conservino uno spazio proprio nel panorama rock contemporaneo: lontani dalle mode, ma sempre attuali nella loro proposta.
ospiti e membri in scena nella serata
- A.A. Williams
- Jehnny Beth
- Maynard James Keenan
- Billy Howerdel
- Josh Freese