5 remake che non sarebbero mai dovuti esistere: errori, critiche e flop che hanno deluso

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5 remake che non sarebbero mai dovuti esistere: errori, critiche e flop che hanno deluso

Il remake, nel cinema, è spesso una scommessa ad alto rischio: da un lato c’è il desiderio di riportare alla luce storie note, dall’altro il pericolo di compromettere ciò che, con la versione originale, aveva funzionato in modo spontaneo e convincente. Quando manca una vera idea guida, l’esito si riconosce con rapidità: film che puntano a sembrare moderni, ma che finiscono per perdere l’anima, lasciando un senso di costruzione più commerciale che creativa.

the karate kid (2010): quando cambia tutto tranne il titolo

Il film originale del 1984 resta nell’immaginario collettivo soprattutto per la sua semplicità efficace: al centro ci sono crescita personale, disciplina e un rapporto quasi paterno tra maestro e allievo. Nel remake del 2010, però, l’equilibrio cambia. La storia viene spostata, lo stile dei combattimenti assume un’altra impronta e anche il senso del percorso formativo viene ricalibrato.

La trasformazione più evidente riguarda il passaggio dal karate al kung fu, che crea uno scarto immediato rispetto al materiale di partenza. Il nodo principale non è l’aggiornamento in quanto tale, ma la percezione di un cuore narrativo che si sfilaccia: il rapporto tra jackie chan e jaden smith funziona in alcuni momenti, ma sembra appartenere più a un altro film che a una reinterpretazione dello stesso racconto.

total recall – atto di forza (2012): tanta azione, poca memoria

Il Total Recall del 1990, firmato da paul verhoeven, non viene descritto come un semplice action di fantascienza: era caratterizzato da un continuo gioco tra realtà e illusione, identità e manipolazione. Il remake del 2012 segue invece una linea differente, più diretta e prevedibile.

Nel nuovo cast colin farrell sostituisce schwarzenegger, ma il cambiamento non è limitato alla scelta degli interpreti: anche il tono complessivo risulta diverso. Ne deriva un’esperienza in cui tutto appare più calcolabile, come se venissero sottratte le caratteristiche che rendevano l’originale disturbante e ambiguo.

Il risultato resta un blockbuster ben confezionato, ma privo di quella componente che rendeva Total Recall un titolo riconoscibile e, in un certo senso, unico: la peculiarità dell’originale viene percepita come attenuata.

flatliners (2017): un’idea che non evolve

Il concept di partenza è ritenuto interessante: cosa avviene quando si oltrepassa il confine tra vita e morte? Il film del 1990, secondo la descrizione, lavorava proprio su questo interrogativo con un approccio che univa thriller e soprannaturale, creando una tensione legata all’incertezza di ciò che accade oltre la soglia.

Nel remake del 2017, invece, l’idea non sembra svilupparsi. Viene ripresa la stessa struttura e la si ripropone quasi senza differenze sostanziali: manca una vera rilettura e non emergono cambi di prospettiva. La sensazione finale è che il film esista soprattutto perché il titolo è ancora riconoscibile, trasformando questa continuità in una delle sue debolezze più evidenti.

footloose (2011): ribellione addomesticata

Footloose con kevin bacon viene presentato come simbolo di una generazione orientata a rompere le regole tramite musica e danza. Nel remake del 2011, questa energia si attenua. Pur rimanendo la storia sostanzialmente invariata, cambia il modo in cui viene raccontata: tutto appare più levigato e meno spontaneo.

Il film “balla bene”, ma la componente di protesta perde forza. Il cambiamento viene definito come enorme proprio perché la parte ribelle, quella che conferiva senso all’intera vicenda, viene messa quasi in secondo piano. Ne consegue un’atmosfera meno rivendicativa e più controllata, con il risultato di una ribellione addomesticata.

the tourist (2010): stile senza tensione

Partendo dal film francese anthony zimmer, Hollywood tenta di realizzare una versione più internazionale e patinata. Il cast viene indicato come di alto livello e la fotografia come elegante, ma la resa complessiva risulta sbilanciata: qualcosa non torna.

Il gioco di identità e inganni tipico dell’originale viene considerato smarrito in una narrazione più prevedibile. Tutto risulta curato e gradevole da vedere, ma poco coinvolgente nel seguire gli eventi. Quando un thriller smette di costruire tensione, resta soprattutto la superficie: la suspense non riesce a mantenere il suo ruolo centrale, lasciando il racconto privo della spinta emotiva che dovrebbe sostenerlo.

personaggi citati

Tra i protagonisti e i membri del cast menzionati emergono figure legate a ciascun remake:

  • jackie chan
  • jaden smith
  • colin farrell
  • schwarzenegger
  • paul verhoeven
  • kevin bacon
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Categorie: TV e Spettacolo

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