5 progetti cinematografici colossali che dovevano cambiare il e sono spariti
Il successo dei universi narrativi condivisi ha trasformato il modo in cui Hollywood pianifica le proprie produzioni: dopo l’idea vincente del Marvel Cinematic Universe, molti studi hanno cercato di replicare lo stesso modello. Nella pratica, l’approccio è spesso rimasto simile nel tempo: partire da un personaggio noto, costruire una rete di spin-off e sequel e mettere in cantiere piani pluriennali anche prima di verificare quanto il pubblico apprezzi il primo capitolo. Non tutti i tentativi hanno superato la fase preliminare o hanno mantenuto continuità dopo le prime uscite.
cinque tentativi falliti di creare un universo cinematografico condiviso
Diversi progetti nati con l’ambizione di espandere una storia in più direzioni hanno poi interrotto il percorso. Le ragioni sono differenti, ma emergono elementi ricorrenti: aspettative alte, strategie costruite su più film e un riscontro non sempre all’altezza.
robin hood: un franchise mai nato
Tra le proposte più curiose degli ultimi anni rientra il tentativo di costruire un universo cinematografico attorno alla leggenda di Robin Hood. Nel 2014 Sony stava valutando un progetto articolato: non un singolo film dedicato al celebre fuorilegge di Sherwood, ma una serie di spin-off incentrati su personaggi secondari.
L’obiettivo prevedeva di raccontare le avventure di figure come Little John, Frate Tuck e altri protagonisti legati alla tradizione narrativa, con la prospettiva di farli convergere in un grande film corale. La logica richiamava da vicino la strategia spesso associata ai cinecomic, senza riuscire però a superare la fase preliminare. Il progetto si è poi dissolto senza lasciare un seguito.
re artù: king arthur e una saga pensata per durare anni
Nel 2017 Guy Ritchie ha provato a rilanciare il mito di Re Artù con King Arthur: Il Potere della Spada. L’impostazione visiva si presentava moderna e puntava su azione e spettacolo, accompagnati da intenzioni dello studio definite ambiziose. Il punto centrale, però, era un altro: l’idea non nasceva come progetto pensato per restare autonomo.
Dietro le quinte, il film era parte di un disegno più ampio, costruito attorno a diversi capitoli dedicati ai Cavalieri della Tavola Rotonda. La strategia prevedeva che ogni personaggio trovasse spazio prima di un grande evento finale capace di riunire le diverse linee narrative.
Il piano ha incontrato un ostacolo decisivo: il pubblico non ha risposto come sperato. Gli incassi risultarono inferiori alle aspettative e il progetto venne accantonato quasi subito, offrendo un esempio concreto di quanto sia rischioso programmare una saga prima di confermare la tenuta del primo film.
la torre nera: l’universo ispirato a stephen king cancellato dopo il 2017
L’annuncio dell’adattamento cinematografico di La Torre Nera fece pensare che potesse trasformarsi in qualcosa di molto più grande. La saga letteraria di Stephen King si colloca in una posizione particolare, grazie a collegamenti indiretti tra opere tramite il concetto di multiverso. Da qui l’idea di una possibile espansione.
Gli studios immaginavano una rete narrativa capace di unire più racconti di King, con un progetto che avrebbe coinvolto cinema e televisione. Il disegno, in apparenza, risultava coerente. La realtà si è però sviluppata diversamente: il film del 2017 non riuscì a convincere criticica e pubblico.
Nel breve periodo i progetti collegati vennero cancellati, e l’idea di un grande universo condiviso ispirato alle opere dello scrittore venne definitivamente accantonata.
dark universe della universal: interrotta l’espansione dei mostri
Il Dark Universe della Universal è il tentativo fallito che ha acquisito maggiore visibilità. L’impostazione puntava a essere diretta e ambiziosa: riportare in vita i mostri classici dello studio e collegarli in una stessa continuità narrativa. La promessa coinvolgeva personaggi iconici come Dracula, Frankenstein, l’Uomo Invisibile, la Mummia e altri, presentati come parte di un’unica cornice.
La sicurezza del progetto si rifletteva nelle scelte di comunicazione: lo studio annunciò in anticipo diversi film e arrivò anche a coinvolgere parte del cast in funzione della strategia di continuità. L’operazione cambiò rapidamente direzione con l’uscita di La Mummia nel 2017.
Nonostante la presenza di Tom Cruise, il film non riuscì a generare l’entusiasmo sufficiente per sostenere l’intero progetto. Nel giro di pochi mesi il Dark Universe cessò praticamente di esistere.
universo di spider-man senza spider-man: sony e i limiti degli spin-off
Il caso più emblematico è quello costruito da Sony attorno ai personaggi collegati all’universo di Spider-Man. Il tentativo di sviluppare film dedicati a comprimari, antieroi e villain non era di per sé privo di logica. Con il tempo, tuttavia, il progetto ha mostrato limiti sempre più evidenti, con un impatto complessivo che si è rivelato inferiore alle ambizioni.
Morbius, Madame Web e Kraven the Hunter hanno ricevuto un’accoglienza piuttosto tiepida. Nel frattempo sono stati annunciati numerosi altri spin-off, che in seguito sono stati cancellati. L’unica eccezione in grado di ritagliarsi uno spazio significativo al botteghino è risultata la serie di Venom.
Il problema individuato risiede principalmente nella mancanza di una direzione chiara. Molti spettatori hanno avuto la sensazione di assistere a un universo costruito più per esigenze commerciali che per una reale necessità narrativa.
personaggi citati nei progetti presentati
Nel panorama dei piani elaborati compaiono diverse figure centrali collegate ai rispettivi progetti:
- Little John
- Frate Tuck
- Robin Hood
- Re Artù
- Tom Cruise
- Dracula
- Frankenstein
- l’Uomo Invisibile
- la Mummia
- Spider-Man
- Venom


