1000 miglia 2026, esercito in gara con auto storiche
La 1000 Miglia conferma il proprio ruolo di corsa di regolarità per auto storiche e, allo stesso tempo, di percorso capace di riportare alla luce pezzi fondamentali della storia automobilistica. Nell’edizione 2026, avviata oggi e destinata a concludersi il 13 giugno, trovano spazio anche alcuni veicoli provenienti dal Museo Storico della Motorizzazione Militare dell’Esercito Italiano, arricchendo la proposta con un racconto tecnico e storico legato all’impiego operativo.
1000 miglia 2026: percorso brescia roma e ritorno
Il programma della manifestazione prevede il tradizionale itinerario Brescia–Roma–Brescia, secondo una formula che unisce svolgimento sportivo e valenza culturale. Lungo la rotta, quattro modelli selezionati sfileranno in rappresentanza di epoche diverse e di utilizzi profondamente differenti tra loro, rendendo la presenza dei veicoli militari un elemento distintivo della kermesse.
quattro veicoli del museo storico della motorizzazione militare
I quattro mezzi esposti nella cornice della 1000 Miglia 2026 coprono un arco temporale che va dagli anni Venti fino al dopoguerra. L’elenco dei modelli comprende Alfa Romeo 6C 1750 SS Zagato del 1929, Fiat 508C 1100 “Mimetica” del 1938, Alfa Romeo 6C 2500 “Coloniale” del 1942 e Fiat AR51 Campagnola del 1951.
alfa romeo 6c 1750 ss zagato 1929: motore sei cilindri e ruolo sportivo
Tra i modelli presenti, l’Alfa Romeo 6C 1750 SS Zagato del 1929 risulta particolarmente significativa per l’interesse collezionistico. La vettura monta un sei cilindri sovralimentato da 85 cavalli ed è associata a una velocità massima di circa 150 km/h. Questo modello è indicato come uno dei mezzi che contribuirono a rafforzare la reputazione sportiva del marchio negli anni Venti. L’esemplare conservato dall’Esercito ha inoltre attraversato diverse trasformazioni prima di assumere la configurazione attuale firmata Zagato.
fiat 508c 1100 “mimetica” 1938: dal modello di serie agli impieghi militari
La Fiat 508C 1100 “Mimetica” del 1938 racconta un percorso differente, legato al passaggio dalla base stradale a un adattamento per finalità operative. Il modello deriva dalla Balilla di serie e viene riformulato per gli impieghi militari. È impiegata soprattutto in Nord Africa, dove viene riconosciuta per robustezza e semplicità costruttiva. Pur nascendo come vettura stradale, anticipa in parte alcune caratteristiche che in seguito sarebbero divenute tipiche dei futuri veicoli da ricognizione.
alfa romeo 6c 2500 “coloniale” 1942: 150 esemplari e soluzioni per l’africa
Tra i mezzi più rari, l’Alfa Romeo 6C 2500 “Coloniale” del 1942 si distingue per la sua produzione limitata. Il modello è stato realizzato in appena 150 esemplari all’inizio degli anni Quaranta e viene descritto come progettato per affrontare le difficili condizioni delle colonie italiane in Africa. La vettura include soluzioni particolari per l’epoca, come serbatoi supplementari e sistemi per adattare la carburazione alle diverse altitudini. Oggi gli esemplari sopravvissuti vengono indicati come pochi.
fiat ar51 campagnola 1951: trazione integrale e diffusione nel dopoguerra
La chiusura del quartetto è affidata alla Fiat AR51 Campagnola del 1951, presentata come uno dei veicoli che più hanno accompagnato l’Italia del dopoguerra. Il modello diventa rapidamente un riferimento tra i fuoristrada nazionali grazie alla trazione integrale e alla capacità di muoversi su terreni difficili. La sua piattaforma, inoltre, ha dato origine anche a diverse versioni destinate all’impiego militare.
eredità storica dei modelli presenti
L’insieme dei quattro veicoli permette di mettere a fuoco, lungo l’arco del tempo rappresentato dalla rassegna, differenti declinazioni dell’auto: dalla vocazione sportiva degli anni Venti, fino agli adattamenti per contesti operativi in aree aride e alle soluzioni pensate per il movimento fuori strada nel periodo successivo alla guerra. Il contributo del Museo Storico della Motorizzazione Militare si inserisce così nel quadro della 1000 Miglia 2026 come occasione per riscoprire tecniche e impieghi che hanno lasciato tracce durature nella storia automobilistica italiana.


