Vignette di un comico che prendeva in giro il professore: storia e dettagli

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Vignette di un comico che prendeva in giro il professore: storia e dettagli

Le inquietudini contemporanee trovano uno sfogo naturale quando vengono incanalate attraverso pagine personali, capaci di trasformare pensieri e impulsi in forma e profondità. L’idea si materializza in un ricordo scolastico in cui la satira nasce tra quaderni, interruzioni in classe e improvvise invenzioni, fino a diventare un modo di scrivere che, col passare del tempo, continua a far riaffiorare dettagli e significati.

pagine di diario e satira scolastica

Un comico, molti anni prima, intratteneva i compagni di ginnasio con caricature dei professori disegnate sul diario. Il quaderno, diventato oggetto di passaggio, circolava tra i ragazzi come se fosse un testo clandestino, suscitando risate trattenute durante le lezioni. Tra le vignette compare un episodio in cui un dinosauro assume il volto della prof di greco: un riferimento che, nel contesto, funzionava come gioco e sorpresa, con l’espressione “Aristofane, scansate proprio” a marcare il tono ironico.

La comicità si estendeva anche a performance estemporanee contro i docenti. Un mattino, all’inizio dell’ora di italiano, l’allievo si alzò e annunciò alla scolaresca attonita di aver scoperto un “segreto” relativo alla prof di italiano, descritta come una nota intellettuale comunista: “Scrive su Avvenire, il giornale dei vescovi!”. La prof reagiva sorridendo con pazienza, mentre il comico restava colpito dalla propria improntitudine, elemento che, nel racconto, finiva per lavorare a favore perché il ragazzo era uno dei secchioni dell’istituto e conosceva perfino parole meno comuni, come improntitudine.

la prova inventata e la parodia della lezione

Per consolidare l’effetto della provocazione, il comico tirò fuori una fotocopia taroccata di una finta prima pagina di Avvenire, pensata per sembrare vera. L’operazione richiese un pomeriggio di lavoro, fatto di colla, forbici e fotocopiatrice, in un periodo in cui non esisteva Photoshop. Nel foglio compariva un titolo a sei colonne, “Il coraggio della verità”, collegato a una frase ricorrente della prof.

Le sghignazzi lasciarono spazio a risate quando il ragazzo cominciò a leggere l’articolo, una parodia della lezione del giorno precedente su Leopardi. Anche la prof rideva, e la risata non si limitava all’episodio: continuava durante l’interrogazione che le venne assegnata subito dopo. La collaborazione venne poi proposta dallo stesso docente, riconoscendo il talento del comico.

collaborazione con riviste satiriche e continuità creativa

La prof, notando la capacità di creare vignette satiriche, gli suggerì di collaborare con vignette satiriche alle pagine bolognesi dell’Unità. Nel racconto emerge la resistenza iniziale: un bravo ragazzo cattolico non avrebbe voluto finire su quell’organo, con un netto “Giammai!”. Più avanti, però, la traiettoria si sposta: dieci anni dopo Staino pubblicava alcune vignette satiriche su Tango.

racconti umoristici e origini della scrittura

Accanto alle vignette, il comico scriveva raccontini umoristici. L’apprendistato avveniva durante le tre estati delle medie, in compagnia di un coetaneo molto spiritoso. Il padre del ragazzo aveva un ufficio domestico attrezzato con una Olivetti e un registratore a cassetta Philips: in quello spazio, i due scrivevano testi surreali e registravano finti programmi radiofonici, ridendo a lungo nel corso del pomeriggio.

La scena coinvolgeva anche altri amici che, sapendolo, si presentavano per partecipare. Si sistemavano sul divano come se si trovassero a teatro; quando serviva una terza voce, chiamavano il fratellino del coetaneo, che avrebbe avuto un ruolo anche in futuro: aveva appena 6 anni, ma nel racconto veniva descritto come già capace di tempi comici perfetti.

ispettore Duerf, indagine senza prove e sogno

Ritornando al ginnasio, uno dei raccontini metteva al centro un ispettore che, dopo una rapina in banca, interrogava i testimoni. Il convincimento lo portava a ritenere colpevole la cassiera, unica figura con movente, capacità e occasione. L’elemento determinante, però, era l’assenza di prove.

Per ottenere un risultato, l’ispettore organizzava una messinscena elaborata. La cassiera, così, finiva per credere di trovarsi in un sogno. Nel momento successivo, l’ispettore (chiamato Duerf nel racconto, con l’enfasi su quanto fosse sveglio il ragazzino) la sbeffeggiava: le ricordava che il furto, essendo accaduto nel sogno, sarebbe stato inutile, perché dai sogni non si porta via nulla al risveglio. Alla fine, la cassiera vanitosa gli raccontava la dinamica, convinta che fosse davvero un sogno. A quel punto, l’ispettore procedeva all’arresto.

satira politica e giochi di rovesciamento

I libri satirici del comico conservavano riferimenti che, col tempo, acquistavano un significato più pieno. Nel contesto della campagna elettorale del 2001, Berlusconi criticò il direttore di El Mundo, quotidiano conservatore spagnolo che in quel periodo appoggiava Aznar. Le accuse riguardavano conflitti di interesse e problemi giudiziari, uniti alle critiche del giornale nei confronti di Berlusconi.

Nel racconto, Berlusconi affermò che il direttore di El Mundo aveva fatto ridere mezza Europa con un video in cui si sarebbe fatto frustare da una prostituta. Il comico commentò la scena sostenendo di aumentare la propria stima per il direttore del Mundo e aggiungendo un desiderio ironico: avrebbe voluto vedere Berlusconi frustrato da una prostituta, perché ciò avrebbe accresciuto la stima anche verso la prostituta.

Con il passare di vent’anni, nel racconto si sottolinea che il mondo rideva di Berlusconi, definito come “puttaniere dei bunga bunga”, e si immagina il numero di risate che il direttore di El Mundo avrebbe potuto farsi.

personaggi citati

  • Vitt, il diario
  • il comico
  • la prof di greco
  • la prof di italiano
  • il coetaneo
  • il fratellino (6 anni)
  • Duerf (ispettore del racconto)
  • Leopardi
  • Aristofane
  • Berlusconi
  • il direttore di El Mundo
  • Aznar
Molti anni fa un comico si divertiva a perculare i suoi prof disegnando vignette
Categorie: TV e Spettacolo

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