Tumore al seno prevenzione anche in carcere e periferia

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Tumore al seno prevenzione anche in carcere e periferia

La lotta ai tumori al seno trova una nuova spinta nel tentativo di portare prevenzione e cure anche nei contesti dove l’accesso è più difficile. Nel periodo della Race for the Cure a Roma, Komen Italia mette al centro l’idea di un diritto alla salute esteso a tutte le donne, con un’attenzione concreta verso detenute, residenti nelle periferie e donne caregiver che spesso rinunciano ai controlli per mancanza di tempo, risorse e possibilità organizzative.

race for the cure a roma e carovane di komen italia

La sfida delle carovane di Komen Italia si collega alla più ampia mobilitazione della Race for the Cure, prevista fino al 10 maggio nella cornice di Roma. L’obiettivo è raggiungere anche chi vive nelle aree marginali o in contesti istituzionali, così da ridurre disuguaglianze di accesso alla prevenzione.

La presidente Alba Di Leone, chirurga senologa al Gemelli Isola Tiberina, descrive la difficoltà di gestire il percorso di cura quando la situazione di disagio si somma a problemi economici e culturali. In questo scenario entrano fattori come la difficoltà nel chiedere permessi di lavoro, la mancanza di consapevolezza sull’importanza degli screening e la presenza della paura, che può riguardare anche chi ricopre ruoli professionali di responsabilità.

komen italia in italia dal 2000: ricerca e prevenzione

La presenza di Komen Italia nel Paese nasce nel 2000 grazie all’iniziativa del professor Riccardo Masetti, che ha fondato l’associazione no profit. L’impegno dell’organizzazione include anche sostegni esterni e ruoli di promozione: la Fondazione il Fatto quotidiano risulta tra i soggetti che sostengono l’attività, con Maddalena Oliva indicata come ambasciatrice.

Durante la fase annuale di maggio, Komen Italia apre a Roma il proprio villaggio, presentato come uno spazio in cui camminare, correre o semplicemente stare insieme. L’associazione riporta dati sull’impatto: in 27 anni sarebbero stati destinati 35 milioni di euro alla ricerca sul tumore al seno. Sul fronte della prevenzione, viene sottolineata l’attività di esami gratuiti sostenuta da 2mila volontari.

Per l’edizione attuale, Masetti segnala anche la partecipazione attesa e i numeri di iscrizione già disponibili, indicandone 100mila. Il messaggio centrale rimane l’urgenza di anticipare la diagnosi: “arrivare prima”, con il richiamo al fatto che una donna su otto risulta ancora colpita dalla malattia.

portare la prevenzione dei tumori al seno dove l’accesso è più complesso

screening e alleanze con il sistema sanitario

Un punto fondamentale riguarda l’ampliamento della copertura di screening nelle Regioni. Di Leone indica come priorità l’aiuto a raggiungere gli obiettivi di copertura, ricordando che il sistema sanitario offre mammografie gratuitamente: resta quindi necessario convincere le donne a partecipare.

Un esempio richiamato è quello della provincia di Cosenza, dove i risultati sarebbero aumentati grazie a una collaborazione con le aziende sanitarie e alla costruzione di un’alleanza con i medici di base, descritta come un modello di sanità partecipata capace di produrre efficacia.

progetti nei penitenziari femminili

Tra le nuove iniziative è inserito un progetto nazionale nato con la Fondazione Severino, d’intesa con i ministeri della Salute e della Giustizia, finalizzato a portare attività di prevenzione nei penitenziari femminili. Il racconto evidenzia un passaggio legato all’accoglienza: si citano detenute che provano paura e che riescono comunque a entrare nel camper per sottoporsi agli esami.

Il progetto viene descritto come un intervento rivolto a entrambe le condizioni presenti: realizzazione di esami alle persone coinvolte e creazione di un momento di vicinanza comune. L’organizzazione in carcere viene inoltre collegata a vincoli pratici: per svolgere un’ecografia fuori dalle celle servono almeno due agenti, e la carenza di personale rende complesso pianificare queste attività. La risposta indicata è l’arrivo diretto dell’equipe dall’esterno.

prevenzione nelle periferie con il supporto delle associazioni

Accanto alle attività nei penitenziari, viene citato anche un progetto pensato con la Caritas per raggiungere aree in cui emergono maggiori difficoltà economiche. Nel mese di ottobre, dedicato alla prevenzione, il programma prevede un percorso che va da Milano a Reggio Calabria: in ciascuna città si interverrebbe nelle periferie con l’obiettivo di intercettare donne che non effettuano gli esami, portando la prevenzione presso il loro territorio.

supporto alle donne caregiver con attività dedicate

Dallo scenario del villaggio Race di Roma prende avvio un ulteriore progetto rivolto alle donne caregiver. L’iniziativa sarà poi lanciata come pilota nel Lazio. Il focus è sulle persone che si trascurano più frequentemente, abituate a prendersi cura di qualcun altro, con difficoltà a pensare ai propri bisogni sanitari.

Un ostacolo rilevante riguarda la gestione dei figli: quando viene richiesto di sottoporsi agli esami, spesso non è chiaro a chi affidarli. L’intervento è descritto come un lavoro di intercettazione attraverso le associazioni, seguito dall’organizzazione di giornate in cui viene data la possibilità di portare i ragazzi in spazi dedicati, mentre le madri possono effettuare gli esami.

emozioni, accoglienza e sostegno nel villaggio della race for the cure

Al centro del racconto di Di Leone compare la parola accoglienza. Viene associata sia a chi affronta le cure con timore sia a chi si trova a dover gestire l’iter legato alla malattia. Lo spirito permea l’ambiente del villaggio della Race for the Cure, includendo l’area delle visite e delle consulenze gratuite.

Personaggi e figure citate

  • Alba Di Leone
  • Riccardo Masetti
  • Maddalena Oliva
Race for the Cure a Roma, l’impegno di Komen Italia: “Portiamo la prevenzione dei tumori al seno nei luoghi dimenticati di carceri e periferie. Abbiamo fatto tanto, ma non è abbastanza. Un progetto anche per le donne caregiver”
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Categorie: NewsSalute

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