Terziario, manageritalia 58% valore aggiunto dell’economia: cosa significa

• Pubblicato il • 5 min
Terziario, manageritalia 58% valore aggiunto dell’economia: cosa significa

Il terziario di mercato continua a rafforzarsi e a diventare sempre più centrale per l’economia italiana, con un peso crescente sul valore aggiunto complessivo e segnali di espansione legati soprattutto a servizi avanzati e digitalizzazione. Accanto alla crescita, emergono però criticità strutturali che frenano produttività, innovazione e capacità manageriale, delineando un quadro in cui i servizi non smettono di correre, ma necessitano di interventi mirati.

terziario di mercato e peso nell’economia italiana

Nel complesso, il terziario di mercato arriva a rappresentare il 58% del valore aggiunto dell’economia italiana, in aumento rispetto al 49% del 1995. Il progresso è sostenuto, in particolare, da servizi avanzati e da processi di digitalizzazione, mentre persistono ritardi strutturali su produttività, managerialità e innovazione.

crescita dei servizi, export e dinamiche occupazionali

La crescita del comparto è osservabile in diversi indicatori. Tra il 2019 e il 2024 i servizi ict aumentano del 21% e i servizi professionali del 30%. Sul fronte dell’export dei servizi, nel 2024 si registra un incremento del 5,34%, pur con una forte concentrazione: il turismo pesa per il 38% del totale e l’export resta legato a pochi mercati esteri.

In ambito occupazionale, nel 2025 il terziario di mercato conta oltre 16 milioni di addetti, con il traino di servizi alle imprese, turismo e trasporti. Il quadro include comunque una flessione nell’area finanziario e assicurativo, con una variazione pari a -0,6%.

osservatorio del terziario: analisi semestrale e supporto alle decisioni

La fotografia del settore proviene dal nuovo Osservatorio del Terziario di Manageritalia, presentato a Roma presso la sede di Comin & Partners. Con cadenza semestrale, l’Osservatorio si propone come strumento stabile per leggere le trasformazioni in atto nel settore dei servizi, definito come una delle colonne portanti dell’economia nazionale.

funzioni di monitoraggio e piattaforma di conoscenza

L’attività non si limita al monitoraggio: l’Osservatorio è anche una piattaforma di conoscenza orientata a interpretare i trend, individuare criticità e offrire elementi utili per scelte strategiche a imprese, manager e decisori pubblici.

orientamento verso politiche economiche e competitività

Accanto alla funzione analitica, l’impianto dell’Osservatorio punta a incidere sul processo decisionale, contribuendo alla definizione di politiche economiche più efficaci per sostenere crescita, innovazione e competitività. Nella prospettiva indicata, il settore non può restare immobile: la spinta verso il cambiamento richiede manager capaci di innovare e guidare l’evoluzione organizzativa.

digitalizzazione, occupazione e divari: indicatori chiave del quadro

I dati elaborati dai giovani curatori PhD Angela Dalmonte, Elia Moretti ed Emma Paladino evidenziano, accanto alla crescita del comparto, punti deboli rilevanti. In particolare, solo il 28% delle imprese italiane raggiunge un livello di intensità digitale molto alta, a fronte del 38% della media dell’Unione europea. Anche sul lavoro emerge uno scarto: il tasso di occupazione nel terziario si colloca al 62,6%, contro il 70,4% dell’UE, con divari di genere e territoriali.

produttività, imprenditorialità e managerializzazione nelle pmi

Il quadro include anche bassa produttività nei servizi ad alta intensità di conoscenza, scarso dinamismo imprenditoriale, difficoltà di accesso al credito e una managerializzazione ancora non adeguata. Secondo i dati, la presenza di competenze manageriali risulta concentrata prevalentemente nelle grandi imprese, mentre le pmi, considerate la componente portante del terziario di mercato, investono poco e in modo discontinuo soprattutto sul capitale manageriale.

export dei servizi, concentrazione e proprietà intellettuale

Per il mercato internazionale, oltre il 40% dell’export dei servizi italiani è assorbito da soli quattro Paesi: Germania, Francia, Stati Uniti e Regno Unito. Questa concentrazione espone il sistema a rischi legati agli shock esterni e rafforza l’esigenza di ampliare la prospettiva verso nuovi mercati, in particolare nel Far East, con attenzione a Cina e Sud America.

Nel contesto competitivo globale, risulta inoltre preoccupante il forte calo della proprietà intellettuale, indicato con una variazione pari a -7%, anche per effetto della crescente pressione concorrenziale associata all’intelligenza artificiale.

ruolo dei servizi di mercato e riflessioni istituzionali

Nel quadro interpretativo fornito da Mariano Bella, direttore dell’ufficio studi di Confcommercio, i servizi di mercato in Italia, nonostante il lungo processo di terziarizzazione, non risulterebbero sufficientemente valorizzati nel loro ruolo propulsivo per l’economia. Viene evidenziato che, negli ultimi trent’anni, i servizi avrebbero creato quasi 4 milioni di posti di lavoro, contrapposti a flessioni rilevanti in altri comparti: circa 500mila occupati in meno tra industria e pubblica amministrazione.

Ulteriore elemento richiamato riguarda il saldo export legato al perimetro definito come Sense of Italy, inteso come integrazione tra beni e servizi del meta-brand Italia: il dato indicato ammonta a 140 miliardi di euro. L’impostazione proposta mira a partire da questo per valorizzare il ruolo dei servizi.

tavola rotonda su managerializzazione delle pmi dei servizi

A chiusura della mattinata si è svolta una tavola rotonda dal titolo “Managerializzazione delle pmi dei servizi per la crescita dell’economia”. Il confronto ha coinvolto rappresentanti del mondo manageriale, associazioni di categoria, università e istituzioni, con l’obiettivo di mettere a fuoco come l’investimento in managerialità possa rafforzare la competitività delle pmi dei servizi, sostenere innovazione e promuovere una crescita più strutturata e inclusiva.

partecipanti alla discussione

  • Massimo Fiaschi (Manageritalia)
  • Guido Lazzarelli (Confcommercio)
  • Otello Gregorini (Cna)
  • Guido Radoani (Confartigianato)
  • Ylenja Lucaselli (FdI)
  • Silvia Fregolent (IV)
Categorie: EconomiaTecnologia

Per te