Studenti di bologna organizzano la gita a parigi per aggirare i tetti di spesa senza prof
Una gita di quinta superiore che smette di essere “appuntamento scolastico” e diventa progetto studentesco. Nel contesto di vincoli economici stringenti e procedure legate al coordinamento tra Ministero dell’Istruzione e del Merito e ANAC, alcune classi scelgono di organizzarsi autonomamente. L’esempio emerge dal liceo “Sabin” di Bologna, dove un gruppo di studenti decide di puntare su Parigi, Vienna o Madrid senza passare per l’impostazione proposta dalla scuola, riuscendo anche a contenere i costi.
gita di quinta superiore senza organizzazione scolastica: l’iniziativa nasce tra i ragazzi
La situazione riguarda le gite legate alla quinta superiore, con studenti che si auto-organizzano per ridurre la spesa e mantenere il viaggio entro i limiti economici previsti. A Bologna, la quinta P del liceo “Sabin” archivia la proposta dell’istituto: per rimanere nel tetto indicato, la scuola aveva puntato su un viaggio più vicino. In una fase successiva, la classe affronta la questione in consiglio di istituto, nei consigli di classe e con la dirigente scolastica, che chiarisce i vincoli normativi a cui l’istituto è sottoposto.
Superato questo passaggio, gli studenti decidono di procedere in autonomia. L’organizzazione viene costruita attraverso incontri tra i membri della classe, con una scelta condivisa in modo democratico della destinazione. Una volta individuato il percorso, il viaggio prende forma grazie a voli low cost e a competenze interne, consentendo il raggiungimento dell’obiettivo senza rinunciare all’idea originaria della meta.
parigi, itinerari culturali e logistica: come viene costruito il viaggio
La preparazione del progetto non si limita alla scelta della città. All’interno del gruppo, emerge una divisione dei compiti: qualcuno si occupa di individuare appartamenti dove dormire, mentre altri curano l’itinerario con tappe culturali pensate con lo stesso taglio di una gita accompagnata dai docenti.
Nel programma vengono indicati luoghi come Tour Eiffel, Museo d’Orsay, il Louvre e perfino una crociera sulla Senna. L’impostazione risulta coerente con l’età degli studenti: si tratta di maggiorenni, abituati a muoversi e a viaggiare anche senza la presenza continuativa di genitori durante gli spostamenti.
altre classi del “sabìn” seguono il modello: barcellona, valencia e siviglia
L’esempio della quinta P non resta isolato. Al liceo “Sabin” altre sei classi scelgono destinazioni analoghe per modalità e impostazione del viaggio, optando per Barcellona, Valencia e Siviglia. La dirigente scolastica, contattata per chiarire la situazione, indica che sul registro gli studenti risultano segnati come assenti.
Allo stesso tempo viene precisato che, in sede di valutazione, si procederà con buon senso e responsabilità durante gli scrutini, tenendo conto dei fatti e delle scelte compiute dagli studenti.
vincoli di spesa e procedure: il nodo dei 140mila euro e l’organizzazione tramite operatori
Il contesto in cui la vicenda si inserisce è determinato anche dalle regole connesse alla gestione delle risorse. La dirigente spiega che, quest’anno, le scuole possono affidare l’organizzazione della gita a un operatore senza dover indire una gara pubblica, entro il limite complessivo fissato a 140mila euro.
distribuzione delle risorse: competizioni in montagna e assenza di fondi specifici per i viaggi
Nel caso del liceo coinvolto, viene indicato che il totale gestito deriva da un’organizzazione interna con 75 classi e con 60mila euro dei 140 euro destinati a un liceo sportivo impegnato in gare obbligatorie da svolgere in montagna o in altri luoghi. Per i viaggi d’istruzione, secondo la dirigente, non sono previsti fondi a disposizione. Se i viaggi vengono effettuati, le risorse eventualmente reperite dovrebbero essere impiegate in base all’Isee delle famiglie.
La prospettiva indicata riguarda anche l’orizzonte temporale: l’anno successivo si prevede un cambiamento della situazione.
partita di giro tra famiglie e istituti: perché l’organizzazione diventa complessa
La vicenda mette in evidenza un meccanismo descritto come una sorta di partita di giro. I genitori coprono il costo dei viaggi d’istruzione, mentre la scuola, incaricata degli acquisti come bus e hotel, deve restare entro la cifra fissata. Questo assetto crea un ostacolo ulteriore per l’area amministrativa degli istituti, costretta a gestire procedure e limiti in parallelo.
La dirigente precisa anche un punto: gli studenti non ricevono l’indicazione di organizzare il viaggio da soli, ma non viene indicata la possibilità di impedire a maggiorenni di organizzarsi autonomamente secondo le loro scelte.
riepilogo delle classi e delle destinazioni scelte
- quinta P del liceo “Sabin” di Bologna: scelta di Parigi
- altre sei classi del “Sabin”: Barcellona, Valencia, Siviglia
