Sequestro di un bambino ex pugile mirco ricci la condanna e come dirlo a mio figlio

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Sequestro di un bambino ex pugile mirco ricci la condanna e come dirlo a mio figlio

Un ex pugile con una carriera promettente alle spalle e un percorso segnato da dipendenze e reati torna a parlare, senza filtri, di fatti che hanno cambiato la traiettoria della propria vita. Mirco Ricci si racconta a Belve Crime, programma condotto da Francesca Fagnani, ripercorrendo scelte, conseguenze e alcuni dei momenti più pesanti, fino al cuore di un caso che lo ha portato anche davanti alla Cassazione.

mirco ricci e belve crime: il racconto personale tra carriera e reati

Mirco Ricci, indicato tra i possibili migliori pugili della storia italiana, rivela che il legame con il proprio passato passa anche attraverso un desiderio di chiarimento. Il riferimento va al figlio: “Troverò un modo per raccontare tutto a mio figlio”, con l’aspettativa di sedersi un giorno con lui per spiegare “tutti gli sbagli”, definiti numerosi. Nel programma, Ricci ripercorre il passaggio da campione a persona travolta da dipendenza dall’alcol e da crimini.

La narrazione include anche un episodio che emerge come tra i più discussi della sua vita: il rapimento di un bambino. Per quel caso, Ricci indica di essere stato condannato in Cassazione e descrive la propria versione dei fatti, sostenendo di non comprendere come sia finito in quella vicenda. Secondo quanto riportato, la sua presenza sarebbe legata a un ruolo marginale: avrebbe portato dei soldi alla madre, 5mila euro, su richiesta, per poi trovarsi, a suo dire, in un “casino assurdo” di cui non avrebbe capito l’origine.

rapimento e condanna: la spiegazione di mirco ricci sul caso del bambino

Nel dialogo con Francesca Fagnani, viene richiamata la gravità degli eventi e si sottolinea come, oltre agli episodi già connotati da violenza, il caso del bambino rappresenti un salto ulteriore. La dinamica descritta nel confronto riguarda togliere e tenere un bambino per 48 ore collegandolo a un debito di droga. Ricci, pur riconducendo la propria entrata nella vicenda a una richiesta economica, non fornisce una giustificazione completa sul merito dell’accaduto; punta piuttosto a chiarire lo stato di confusione personale rispetto all’inizio della vicenda.

19 luglio 2014 e gambizzazione: dubbi e ipotesi sul movente

La conversazione si sposta poi su un episodio preciso: il 19 luglio 2014. Ricci racconta che, poche ore dopo aver conquistato il titolo di campione d’Italia, viene gambizzato mentre si trova in auto vicino allo stadio Olimpico. Il racconto introduce l’idea del movente e viene sollevata un’ipotesi legata a scommesse, con Francesca Fagnani che chiede se possa essere plausibile pensare che dietro l’aggressione ci fosse una storia di scommesse.

Ricci risponde escludendo quella pista. Secondo la sua ricostruzione, l’ipotesi viene accostata a “film americani” e, al contrario, avanza un’altra spiegazione: una persona che non avrebbe digerito una litigata con lui. A margine della domanda, Ricci dichiara di non voler approfondire ulteriormente, con una chiusura netta: “Che devo fare? È successo”.

dipendenza da alcol e adolescenza: l’inizio della caduta secondo mirco ricci

Prima dei passaggi legati alla criminalità, Ricci descrive un’adolescenza già complicata, associata alla dipendenza dall’alcol. Indica di aver iniziato a 15 anni e di riuscire a bere cinque o sei bottiglie di vino a sera senza accorgersene. Il racconto mette a fuoco un momento decisivo: Ricci, interrogato su dove sarebbe arrivato senza alcol, afferma di non poterlo stabilire. La formula utilizzata è sintetica e legata all’imprevedibilità della vita: “Non te lo posso dire” e “Nella vita possono succedere tante cose”.

Un ulteriore passaggio riguarda la percezione pubblica di allora. Quando Fagnani ricorda che Ricci era considerato un fenomeno, lui frena e chiarisce il proprio punto di vista: “Dicono così, ma io non mi sono mai sentito un fenomeno”.

personaggi e riferimenti presenti nel racconto

  • Mirco Ricci
  • Francesca Fagnani
“La condanna per sequestro di un bambino? Troverò un modo per dirlo a mio figlio. Portai dei soldi a mia madre e mi trovai in un casino assurdo”: parla l’ex pugile Mirco Ricci

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