San marino sospende gli atleti condannati: la legge che l’italia non ha

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San marino sospende gli atleti condannati: la legge che l’italia non ha

Il caso del calciatore Manolo Portanova, con la condanna in secondo grado per violenza sessuale, ha riacceso l’attenzione in Italia sul delicato confine tra giustizia ordinaria e sport. Il confronto riguarda in particolare la permanenza in campo degli atleti coinvolti in procedimenti per reati gravi, accendendo un dibattito che mette al centro sia la presunzione di innocenza sia la necessità di misure immediate per tutelare immagine e sicurezza negli ambienti sportivi. In questo scenario si colloca la scelta della Repubblica di San Marino, che ha introdotto una disciplina particolarmente rigorosa sulla sospensione automatica degli atleti dopo una condanna di primo grado per violenza di genere e abusi su minori.

sospensione automatica dopo condanna di primo grado: la legge di san marino

La normativa sammarinese prevede la sospensione già dopo una condanna di primo grado, fissata per ipotesi con una pena di almeno un anno, riguardante violenza di genere e abusi su minori. La motivazione dichiarata è legata all’urgenza di intervenire in modo tempestivo, evitando tempi lunghi legati all’iter dei tre gradi di giudizio. L’impianto viene descritto come una misura di igiene morale e, soprattutto, come un atto di sicurezza preventiva.

Un elemento richiamato con forza riguarda la natura stessa dei centri sportivi sammarinesi: negli spazi dedicati all’allenamento, bambini, donne e adulti possono condividere ambienti comuni. In tale contesto, la sospensione viene presentata come un provvedimento necessario per garantire che i luoghi di pratica sportiva restino protetti e sicuri.

presunzione di innocenza e ordinamento sportivo: un piano distinto

La disciplina viene ricondotta a un criterio di separazione tra piani differenti. La presunzione d’innocenza viene indicata come un principio cardine dell’ambito penale, con piena validità nei tribunali. Nel caso della misura sammarinese, invece, si tratta di un provvedimento inserito nell’ordinamento sportivo, con finalità preventive e orientate alla tutela degli ambienti in cui si svolge l’attività agonistica.

obblighi di comunicazione e sanzioni: il meccanismo operativo

La legge stabilisce obblighi stringenti di comunicazione e un sistema sanzionatorio considerato particolarmente severo. Il punto centrale riguarda la chiarezza delle regole: la norma viene descritta come “cristallina” perché collega la punizione alla condotta contraria ai valori dello sport, senza dipendere da soli dettagli tecnici procedurali.

autocertificazione entro dieci giorni e squalifica automatica

In concreto, l’automatismo è collegato a un obbligo in capo al tesserato. In presenza di una condanna in primo grado ad almeno 12 mesi, il tesserato deve inviare una comunicazione scritta al Presidente della Federazione e al CONS entro dieci giorni.

Nel caso in cui questa autocertificazione non venga effettuata, è prevista una conseguenza di grande impatto: scatta una squalifica automatica di quattro anni, descritta come operante indipendentemente dall’esito finale del giudizio. La logica dichiarata mira a responsabilizzare l’atleta e a ridurre la possibilità di zone d’ombra.

intervento tempestivo del cons e sospensione entro cinque giorni

Il funzionamento del sistema non è limitato alla sola autocertificazione. È previsto che l’azione si attivi anche quando la notizia del provvedimento giunga tramite organi di stampa o comunicazioni da parte delle autorità. In tal caso, l’azione del CONS viene indicata come immediata: una volta acquisita la notizia, il Presidente dispone la sospensione entro cinque giorni.

federazioni pronte e contesto sportivo sammarinese

Secondo le indicazioni riportate, l’adeguamento da parte delle federazioni sarebbe avvenuto in tempi rapidi. Il sistema sportivo sammarinese viene descritto come storicamente sano, con un breve momento di disorientamento iniziale ricondotto alla perentorietà del testo, considerata tipica davanti a cambiamenti radicali.

La spinta all’implementazione viene collegata a un consenso condiviso sul fatto che la tutela dei minori e la lotta alla violenza di genere siano priorità assolute. In quest’ottica, l’orgoglio di agire da “pionieri” viene associato alla volontà di nobilitare lo sport tramite norme considerate coerenti con l’etica.

dimensione dello stato e ruolo del contesto: perché san marino approva in fretta

La rapidità legislativa viene ricondotta in modo determinante alla dimensione del Paese. La Repubblica di San Marino, grazie alla propria agilità decisionale, avrebbe la possibilità di muoversi con velocità superiore rispetto a Stati di maggiore ampiezza. Inoltre, il panorama sportivo è presentato come fortemente prettamente dilettantistico e vicino ai valori dello sport.

In un contesto in cui le persone tendono a conoscersi e in cui gli spazi possono essere condivisi, viene sottolineata l’impossibilità di ignorare determinate situazioni, elemento indicato come ulteriore leva per l’adozione di misure con decisione.

replicabilità internazionale: san marino come laboratorio

La possibilità di replicare approcci simili viene giudicata auspicabile, soprattutto in riferimento alla sicurezza dei luoghi sportivi. L’idea è che, pur con complessità differenti tra ordinamenti, il fine ultimo debba rimanere la protezione dei praticanti.

In tale cornice, gli Stati più piccoli vengono indicati come laboratori, capaci di offrire esempi concreti di riforme che i grandi sistemi potranno poi adattare alle proprie dimensioni. La Repubblica di San Marino viene inoltre descritta come potenziale bussola etica sul piano internazionale, pur riconoscendo che la replicabilità letterale non sarebbe automatica nei contesti più grandi.

oltre la legge: avvio di un percorso di riforme nello sport

La normativa non viene presentata come un punto di arrivo, ma come una fase di un percorso più ampio. L’idea espressa è che considerarla un traguardo sarebbe una forma di miopia politica, mentre viene indicata come un segnale di avvio. San Marino risulta già aderente ai principali protocolli internazionali, mentre viene descritta l’attivazione di una “stagione di riforme” senza precedenti.

Tra i temi citati figurano l’introduzione del Daspo, una normativa sulla sinergia tra pubblico e privato per il finanziamento dell’impiantistica e degli eventi, indicata come già depositata. Viene menzionato anche il cosiddetto “Co.Co.Sport”, descritto come un contratto volto a regolamentare in modo trasparente chi opera nello sport, eliminando ulteriori forme di tutela non più considerate necessarie.

Il quadro si chiude con l’indicazione di una nuova legge sullo sport che sarà depositata nei prossimi mesi, con un obiettivo dichiarato di integrità totale del sistema.

“Lo sport non può attendere i tre gradi di giudizio, serve una misura preventiva”, così San Marino sospende gli atleti condannati per violenza di genere
Categorie: Calcio e Sport

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