Ryanair pronta a tagliare voli: giorni e rotte a rischio

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Ryanair pronta a tagliare voli: giorni e rotte a rischio

La possibilità di una carenza di jet fuel negli aeroporti europei sta spingendo le compagnie aeree a mettere a punto piani di emergenza sempre più dettagliati. Nel mirino ci sono scali e rotte che, in caso di problemi di rifornimento, potrebbero subire tagli rapidi e mirati, con l’obiettivo di limitare l’impatto operativo e preservare la connettività più redditizia.

piani di emergenza compagnie aeree per jet fuel in europa

Le bozze dei piani di emergenza in discussione indicano ipotesi precise: cancellazioni dei voli di metà giornata, riduzione drastica delle rotte domestiche sostituibili con l’alta velocità ferroviaria e sforbiciate nei giorni a minor traffico, come martedì, mercoledì e sabato. Alla base dell’allarme c’è un fattore logistico esterno che ha inciso in modo diretto sui flussi di carburante.

lo stretto di hormuz e l’impennata del prezzo del carburante

A innescare la criticità è la prolungata chiusura dello Stretto di Hormuz, che ha azzerato di fatto i rifornimenti dal Golfo Persico. Contestualmente, il prezzo del carburante è arrivato a superare 1.500 dollari a tonnellata, in contrapposizione ai meno di 800 dollari registrati a fine febbraio.

strategia ryanair e settore: rotte sacrificabili e interventi tempestivi

Michael O’Leary, amministratore delegato di Ryanair, ha chiarito lo stato dell’attenzione: non risulta ancora una carenza concreta, ma con lo Stretto di Hormuz rimasto chiuso il rischio per le forniture diventa progressivamente più serio. In parallelo, la gestione del problema viene descritta come un’attività già avviata, con approfondimenti pronti a tradursi in misure operative nel caso in cui serva intervenire con rapidità.

Secondo quanto emerso da altri manager del comparto, sotto garanzia di anonimato, sarebbero già stati definiti i parametri e una prima lista di rotte sacrificabili disponibile per un’eventuale applicazione immediata.

tagli chirurgici basati su orari e impatto sui movimenti

La logica prospettata per le riduzioni segue criteri tecnici e di rendimento. O’Leary indica come prima scelta lo spostamento delle decisioni sui voli meno cruciali per l’operatività: “togliere i voli di metà giornata”. La motivazione riportata riguarda l’impatto minore sui movimenti rispetto ad altre fasce orarie.

L’obiettivo dichiarato è conservare la connettività delle ore di maggiore valore, con particolare attenzione a mattina e tardo pomeriggio/prima serata, includendo anche una specifica considerazione per la clientela business.

giorni e frequenze: quali tratte verrebbero ridotte

Le modifiche al calendario si presentano con un orientamento netto. I piani prevedono tagli nei giorni con meno traffico, con esempi espliciti di martedì, mercoledì e sabato. Al contrario, i voli programmati per lunedì, venerdì e domenica verrebbero considerati non intaccabili.

Tra le giornate potenzialmente sacrificabili compare anche il giovedì, indicato come meno performante per effetto della diffusione strutturale dello smart working.

assottigliamento rotte domestiche con alternative ferroviarie

Dal punto di vista geografico, le misure delineano un ridimensionamento delle rotte interne ai singoli Stati. Il criterio indicato è rivolto ai collegamenti dove esiste una alternativa di superficie, con particolare riferimento ai treni e, quando possibile, a quelli ad alta velocità.

Questa impostazione trasferirebbe una quota rilevante di domanda sulla rete ferroviaria, chiamata ad assorbire centinaia di migliaia di viaggiatori in tempi ristretti.

protezione hub e voli verso isole: continuità minima garantita

Nelle ipotesi più critiche, i vertici aziendali hanno disposto la protezione degli hub principali, considerati determinanti per sostenere i bilanci. Un’ulteriore direttiva condivisa dai ceo riguarda le zone insulari: in caso di carenza di cherosene, verrebbero protetti i voli verso le isole per evitare l’isolamento.

riduzione delle frequenze senza isolamento dei territori

La strategia contempla una riduzione delle frequenze giornaliere, mantenendo comunque una connettività di base per territori dove il trasporto via mare richiede tempi incompatibili con le necessità dei residenti. La misura, ad esempio con un passaggio da tre a un solo volo quotidiano, viene considerata tecnicamente complessa per le low cost, legate a riempimenti del 94-95%, che renderebbero più difficile la ricollocazione dei passeggeri rimasti a terra.

controllo istituzionale e valutazioni della commissione trasporti ue

La vicenda è seguita anche a livello europeo. Durante un’audizione presso la commissione Trasporti del Parlamento europeo, il commissario Ue ai Trasporti Apostolos Tzitzikostas ha indicato che, al momento, non risultano prove di una carenza di approvvigionamento di carburante per aerei. È stato però fornito un quadro di attenzione elevata, descrivendo la situazione come piuttosto critica e richiedente preparazione a tutti gli scenari.

Il commissario ha inoltre richiamato la necessità di coordinamento logistico tra governi e Stati membri, sottolineando che la situazione resta instabile e incerta e che la collaborazione è determinante.

personaggi e figure citate nella vicenda

Michael O’Leary Apostolos Tzitzikostas

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