Ricina fatta in casa: 100 testimonianze nel caso di Pietracatella

• Pubblicato il • 3 min
Ricina fatta in casa: 100 testimonianze nel caso di Pietracatella

La ricostruzione dell’ipotesi che la sostanza sia stata preparata in ambito domestico sta acquistando sempre più spazio mentre l’inchiesta sul duplice omicidio di Pietracatella prosegue con verifiche sempre più mirate. A fine dicembre sono morte avvelenate Antonella Di Ielsi, 50 anni, e la figlia Sara Di Vita, 15 anni, con tracce riconducibili alla ricina.

inchiesta sul duplice omicidio di pietracatella e ipotesi di preparazione casalinga

Gli accertamenti si concentrano su due direttrici principali: da un lato la possibile origine della sostanza dall’ambiente familiare, dall’altro la ricerca di elementi utili a spiegare relazioni, movimenti e possibili contraddizioni emerse nelle ricostruzioni dei giorni precedenti al malore. L’obiettivo resta l’individuazione di un movente che, al momento, non risulta ancora chiarito.

indagini della squadra mobile e interrogatori con oltre cento audizioni

Le attività sono svolte dalla Squadra Mobile, coordinata dalla Procura di Larino. Le verifiche riguardano i rapporti più stretti delle vittime e almeno cinque persone indicate come soggetti che avrebbero avuto contatti diretti con madre e figlia nei giorni immediatamente precedenti ai sintomi.

Le audizioni svolte in Questura a Campobasso hanno raggiunto quota oltre cento tra familiari, amici e conoscenti. La ricostruzione mira a integrare informazioni su frequentazioni, tempi e dinamiche relative al periodo considerato decisivo.

ascolto di gianni di vita e ruolo di parte offesa nel procedimento

Tra i passaggi più delicati dell’indagine rientra l’ascolto di Gianni Di Vita, marito e padre delle vittime. L’uomo è stato sentito per circa cinque ore come persona informata dei fatti, assistito dall’avvocato Vittorino Facciolla.

Nel corso dell’audizione, Gianni Di Vita avrebbe escluso la presenza di tensioni familiari o motivi di risentimento. Secondo quanto riferito agli inquirenti, non risulterebbero elementi utili per comprendere chi possa aver colpito la famiglia. Anche lui, insieme alla figlia maggiore e ai parenti di Antonella Di Ielsi, è indicato come parte offesa nel procedimento.

ricina e ipotesi di lavorazione dei semi di ricino: accertamenti tecnici

Sul piano tecnico-scientifico, gli investigatori privilegiano la ricostruzione secondo cui la ricina sarebbe stata prodotta artigianalmente a partire dalla lavorazione dei semi di ricino. La pianta è descritta come diffusa sul territorio e facilmente reperibile, elemento che indirizza l’attenzione sulla possibile presenza di conoscenze specifiche nella preparazione della sostanza.

Sono in corso accertamenti volti a individuare tracce dei semi o altri elementi capaci di collegare il veleno all’ambiente domestico o a persone entrate in contatto con le vittime.

analisi dei campioni biologici e dispositivi sequestrati il 4 maggio

Un contributo determinante potrebbe derivare dall’analisi dei dispositivi sequestrati il 4 maggio nell’abitazione di via Risorgimento. Oltre ai telefoni cellulari, l’attenzione si concentra sui router domestici, potenzialmente in grado di conservare i log delle connessioni alla rete wi-fi, utili a ricostruire eventuali accessi sospetti nei giorni ritenuti cruciali.

Le analisi tossicologiche condotte dal Centro antiveleni Maugeri di Pavia hanno intanto confermato la presenza della ricina nei campioni biologici prelevati dalle due vittime. Antonella Di Ielsi e Sara Di Vita sarebbero decedute dopo tre accessi al pronto soccorso dell’ospedale Cardarelli di Campobasso, dove inizialmente il quadro clinico era stato interpretato come una possibile tossinfezione alimentare.

due procedimenti paralleli: duplice omicidio volontario e omicidio colposo

L’indagine procede su un doppio binario: da un lato è attivo il fascicolo per duplice omicidio volontario contro ignoti; dall’altro risulta aperto un procedimento per omicidio colposo nei confronti di cinque medici che avrebbero avuto in cura le due pazienti.

persone coinvolte nelle fasi investigative e processuali

  • Antonella Di Ielsi
  • Sara Di Vita
  • Gianni Di Vita
  • Vittorino Facciolla
  • cinque medici indicati nel procedimento per omicidio colposo
Madre e figlia avvelenate, ricina “fatta in casa” e indagini nella cerchia familiare: oltre 100 testimoni per movente e killer

Per te