Obesità in calo nei paesi ricchi, in aumento in quelli poveri
Le dinamiche dell’obesità stanno cambiando direzione e la fotografia globale emersa da una grande ricerca scientifica racconta un quadro più complesso di quanto spesso si pensi: nei paesi industrializzati la crescita sembra rallentare fino a stabilirsi o persino invertirsi, mentre in molte aree a basso e medio reddito l’aumento resta costante e in diversi contesti diventa più rapido.
studio nature sull’obesità: dati di 232 milioni di persone
La ricerca, pubblicata su Nature, si fonda su informazioni raccolte da 232 milioni di individui provenienti da 200 paesi. Lo studio mette in discussione l’idea di un’epidemia globale di obesità inevitabilmente incontrollabile, evidenziando differenze marcate tra aree geografiche e fasce di popolazione.
All’analisi hanno partecipato circa 2mila ricercatori in tutto il mondo. La ricerca ha suscitato un forte interesse anche tra diversi professionisti italiani, con coinvolgimento di esperti di Istituti e Associazioni e con Università e centri tra cui Palermo, Torino, Padova, Salerno, Insubria, Catania, Ferrara, Firenze, Brescia, Aldo Moro di Bari, Pisa e Bologna.
majid ezzati e il segnale di rallentamento
Majid Ezzati, indicato come coordinatore dei ricercatori, ha evidenziato che l’andamento dei dati suggerisce un rallentamento del tasso di crescita dell’obesità e una stabilizzazione in molti paesi; in alcune aree potrebbe anche verificarsi una inversione del fenomeno.
bmi 1980-2024: cosa misura l’analisi
Lo studio ha utilizzato i dati relativi al bmi (Body Mass Index) di milioni di persone, includendo soggetti dai 5 anni in su. Il periodo considerato va dal 1980 al 2024, permettendo di osservare l’evoluzione nel tempo della prevalenza dell’obesità.
Il punto centrale emerso dagli indici è che nei paesi ad alto reddito la curva dell’obesità non cresce più; in diversi casi risulta in calo, con evidenze iniziate in bambini e adolescenti e poi proseguite negli adulti.
paesi ad alto reddito: crescita che si ferma o si inverte
Dal 1990 la prima tendenza a rallentare è stata registrata in Danimarca. Successivamente, a partire dagli anni 2000, il fenomeno ha riguardato la maggior parte degli altri paesi con traiettorie differenti ma complessivamente orientate a una frenata della crescita.
eccezioni: aumento costante in alcuni paesi
Le eccezioni segnalate riguardano i bambini in Australia, Finlandia e Svezia, dove l’obesità è risultata in aumento costante oppure ha mostrato un’accelerazione.
europa occidentale e giappone: prevalenza sotto il 10%
Per Europa occidentale e Giappone, l’aumento dell’obesità si è fermato o è stato invertito quando la prevalenza risultava ancora contenuta, con valori inferiori al 10% tra i bambini.
italia, stati uniti e nuova zelanda: soglie diverse per la stabilizzazione
In Italia la stabilizzazione è stata osservata quando il fenomeno interessava rispettivamente solo l’8% e il 12% dei bambini. Negli Stati Uniti e in Nuova Zelanda la fase di rallentamento sembra essere arrivata dopo livelli più elevati, compresi tra il 19% e il 23% della popolazione in età scolare.
paesi a basso e medio reddito: aumento e impennata della prevalenza
Accanto ai segnali positivi nei paesi ad alto reddito, l’analisi evidenzia una parte critica del quadro: nella maggior parte dei paesi a basso e medio reddito l’obesità continua ad aumentare e sta vivendo una grossa impennata.
In Brasile, Romania e Repubblica Ceca la condizione ha raggiunto una prevalenza del 30-40% tra gli adulti.
sanità pubblica e accesso al cibo sano come nodo centrale
Le differenze vengono ricondotte, almeno in parte, alla mancanza di adeguate politiche di sanità pubblica. Il focus, secondo i ricercatori, dovrebbe essere rivolto a misure in grado di assicurare disponibilità e accessibilità economica di alimenti sani.
persone coinvolte nello studio
Nel quadro della ricerca e delle attività di coordinamento citate nella descrizione dei risultati compaiono i seguenti nominativi:
- Majid Ezzati