Multa anti trap 50mila euro per mogol: cosa rischiano i cantanti e le accuse contro le donne

• Pubblicato il • 3 min
Multa anti trap 50mila euro per mogol: cosa rischiano i cantanti e le accuse contro le donne

Un tema acceso attraversa il dibattito pubblico: la possibilità di sanzionare testi musicali ritenuti volgari e capaci di offendere le donne. Mogol, paroliere e produttore discografico, interviene in collegamento con il salotto di Caterina Balivo e porta in primo piano una proposta concreta, insieme a riflessioni su responsabilità, norme e libertà d’espressione.

multa di 50 mila euro per i testi volgari contro le donne

Mogol propone una multa da 50 mila euro contro testi di canzoni considerati volgari e persecutori verso le donne, sottolineando che certi contenuti non dovrebbero mancare di rispetto. Nel collegamento con la volta buona, l’ospite spiega che, quando i testi insultano le donne, diventa necessario intervenire con misure specifiche, poiché l’offesa non può essere considerata accettabile.

limiti della sanzione per i più giovani e focus sugli adulti coinvolti

Nel ragionamento di Mogol entra anche la questione dell’età di chi crea i brani. Le canzoni indicate come riferimento sono quelle legate alla nuova scena trap, spesso scritte da giovanissimi. Secondo quanto affermato, i 12enni non possono essere multati; la sanzione andrebbe quindi indirizzata verso chi diffonde o rende circolanti tali testi.

siae e mancanza di una legge contro gli insulti alle donne

Un ulteriore punto riguarda il ruolo della SIAE. Mogol sostiene che, se il testo offende le donne, non dovrebbe essere ammesso neppure in ambito SIAE. La spiegazione fornita è legata a un passaggio normativo: manca ancora una legge capace di proibire l’insulto verso le donne. Da qui deriva l’argomentazione secondo cui non avrebbe senso favorire canzoni che offendono le donne e le mamme.

comune di lazise e libertà di espressione nella musica

Le posizioni di Mogol trovano eco in un’esperienza locale: il Comune di Lazise (Verona) ha adottato un bando relativo a musica definita “contro la morale”. In collegamento dal lago di Garda, l’ex assessora alle manifestazioni Elena Buio illustra il motivo per cui ritiene la norma eccessiva, precisando che la regola non risulta mai stata applicata.

libertà di espressione e tutela della musica

Secondo Elena Buio, la componente decisiva resta la libertà di espressione. La musica, nel ragionamento presentato, deve essere tutelata. Il problema non viene attribuito alla musica trap in sé, ma al contesto e alla mancanza di consapevolezza su ciò che porta alcuni giovani a scrivere testi con contenuti simili.

responsabilità educativa ed etica nella diffusione

Nel confronto tra le posizioni emerse, torna anche l’idea che non debbano essere multati i giovani. Le misure, invece, dovrebbero colpire chi permette la diffusione di canzoni con testi offensivi. È qui che viene richiamata la necessità di un’etica, indicata come elemento centrale per affrontare il problema.

ospiti e protagonisti del confronto

  • Mogol
  • Elena Buio
  • Caterina Balivo

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