Morto diego marmo, pm del caso tortora che chiese scusa nel 2014

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Morto diego marmo, pm del caso tortora che chiese scusa nel 2014

Un passaggio decisivo della storia giudiziaria italiana torna alla luce con la scomparsa di Diego Marmo, magistrato di 88 anni morto domenica. La notizia è stata comunicata solo oggi e riporta al centro le vicende legate al celebre processo contro Enzo Tortora, nel quale Marmo sostenne l’accusa. La vicenda giudiziaria, ricordata per la sua complessità e per le conseguenze durate nel tempo, si chiuse con un esito che segnò profondamente la carriera e la memoria pubblica del procedimento.

morto diego marmo: magistrato coinvolto nel processo contro enzo tortora

Diego Marmo è deceduto all’età di 88 anni. Il magistrato fu pubblico ministero nel processo di primo grado relativo all’inchiesta che coinvolse il conduttore televisivo Enzo Tortora e che si inseriva in un contesto di indagini sulla camorra. Nel quadro del procedimento, Tortora venne indicato come bersaglio di accuse di particolare gravità, formulate all’interno di una cornice processuale destinata a durare a lungo.

Il procedimento si tradusse in un’accusa specifica su cui si concentrò l’azione della magistratura. Tortora fu accusato, su richiesta dei procuratori Francesco Cedrangolo e dello stesso Marmo, dal giudice istruttore Giorgio Fontana per associazione camorristica e traffico di droga. Le accuse vennero sostenute da dichiarazioni di pentiti e da informazioni provenienti da ambienti criminali, circostanze che portarono all’arresto del presentatore il 17 giugno 1983.

le accuse nel processo: arresto e definizione dei pubblici ministeri

Nel corso del processo, i pubblici ministeri sostennero una caratterizzazione fortemente negativa della figura di Tortora, definendolo un “cinico mercante di morte”. Questa formulazione si inseriva nel tentativo di dare coerenza alle contestazioni presentate in aula, in un procedimento che avrebbe poi conosciuto sviluppi rilevanti nel corso degli anni.

assoluzione in cassazione e processo come errore giudiziario

La traiettoria della vicenda cambiò nel tempo, portando a un esito opposto alle accuse iniziali. Tortora venne assolto dalla Cassazione nel 1987, dopo un lungo e travagliato iter processuale. Nel corso di quel percorso, una parte importante del racconto storico e processuale indica anche l’impegno pubblico del conduttore: venne eletto al Parlamento Europeo nel 1984 con il Partito radicale e portò avanti un’attività legata alla difesa dei diritti umani.

In seguito, Tortora tornò in televisione con una nuova edizione di Portobello nel 1987, un anno prima della morte.

ammissione dell’errore e scuse alla famiglia tortora

Nel 2014 Marmo, in un’intervista, ammise l’errore giudiziario e chiese scusa alla famiglia Tortora. Le scuse furono respinte. Questo passaggio aggiunge un ulteriore elemento al racconto della vicenda, segnando un confronto pubblico tardivo rispetto all’esito conclusivo del procedimento.

carriera di diego marmo: ruolo al tribunale e incarichi pubblici

Oltre al ruolo svolto nel procedimento legato a Tortora, Diego Marmo ricoprì anche l’incarico di procuratore della Repubblica a Torre Annunziata. La sua attività professionale si colloca dunque in un percorso che include competenze e responsabilità d’ufficio rilevanti, mantenendo un legame diretto con contesti di indagine e azione giudiziaria.

esequie di diego marmo a napoli: giorno e luogo

Le esequie si terranno domani, 5 maggio, alle ore 11, nella Chiesa di San Giovanni dei Fiorentini, in piazza degli Artisti, a Napoli.

figure menzionate nelle vicende del processo

  • Diego Marmo
  • Enzo Tortora
  • Francesco Cedrangolo
  • Giorgio Fontana
  • Portobello
  • Partito radicale
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