Moni ovadia contro beppe sala gemellaggio milano tel aviv osceno e stato genocida israel e polemiche

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Moni ovadia contro beppe sala gemellaggio milano tel aviv osceno e stato genocida israel e polemiche

L’intervento di Moni Ovadia ha riacceso con forza il dibattito sul gemellaggio tra Milano e Tel Aviv, inserendosi in una cornice politica e internazionale già segnata da mozioni, tensioni e prese di posizione. Le parole dell’attore e regista teatrale di origine ebraica, veicolate tramite un appello diffuso sui canali del BDS Milano, puntano direttamente il dito contro la scelta dell’amministrazione cittadina di non interrompere il rapporto con la città israeliana, nonostante le richieste di stop emerse in sede consiliare.

Moni Ovadia e l’appello contro il gemellaggio Milano-Tel Aviv

Il messaggio di Ovadia, riportato in un appello social condiviso sull’account Instagram di BDS Milano, esprime un giudizio molto duro sulla prosecuzione del gemellaggio. L’attore si rivolge in modo diretto al sindaco Beppe Sala e descrive l’idea di mantenere un legame istituzionale con Tel Aviv come inaccettabile nel contesto attuale. Nel testo, la posizione viene formulata in termini netti, collegando la critica alla situazione in corso e alle conseguenze che coinvolgono il popolo palestinese.

contestazione della scelta del sindaco

Ovadia collega la propria presa di posizione alla decisione dell’amministrazione comunale di proseguire con il gemellaggio. L’intervento richiama la centralità della questione e mette al centro la necessità, secondo la sua impostazione, di un atteggiamento privo di mediazioni rispetto a ciò che definisce violenza e violazioni dei diritti.

mozione approvata e decisione di Sala: il mancato stop

La vicenda del gemellaggio tra Milano e Tel Aviv è sul tavolo da mesi. A ottobre 2025 il Consiglio comunale di Milano ha approvato una mozione che chiedeva esplicitamente di interrompere il gemellaggio, motivando la richiesta in seguito ai massacri israeliani a Gaza. Nonostante l’indicazione politica del Consiglio, il percorso non si è tradotto in un atto di rottura.

la prosecuzione decisa dopo il contatto con Tel Aviv

Il 16 aprile 2026 il sindaco Beppe Sala avrebbe preso una decisione pubblica contraria all’interruzione. In base a quanto riportato, dopo una telefonata con il sindaco di Tel Aviv Ron Huldai, Sala avrebbe confermato che il gemellaggio prosegue e non verrà interrotto. A sostegno della scelta, viene richiamata la motivazione secondo cui il gemellaggio resterebbe uno spazio di dialogo da mantenere.

tensioni in maggioranza e proteste in consiglio

La decisione viene descritta come assunta in un contesto non privo di criticità. Nel racconto della vicenda emergono tensioni interne alla maggioranza, con riferimenti a Pd e Verdi, oltre a proteste in Consiglio comunale. A sette mesi dalla mozione, risulta quindi che l’amministrazione abbia scelto di non darle seguito con un’azione concreta di interruzione.

argomenti di Ovadia: identità di Milano, condanna totale e no alle mediazioni

Nel suo intervento, Moni Ovadia riprende l’identità storica di Milano, richiamando il valore simbolico della città definita come “medaglia d’oro della Resistenza”. Il punto centrale della contestazione riguarda l’incompatibilità, secondo le sue parole, tra l’autorevolezza storica di Milano e la permanenza di un rapporto istituzionale con una realtà israeliana, descritta come terroristica e genocida.

rapporto istituzionale ritenuto intollerabile

Ovadia sostiene che, dati i fatti legati alla condizione del popolo palestinese, un gemellaggio di questo tipo risulti intollerabile. L’argomentazione si sviluppa attraverso un confronto con politiche di discontinuità: viene evocata la possibilità di “dire basta” a rapporti e scambi con uno Stato indicato come responsabile di crimini, facendo riferimento a esempi internazionali.

richiamo al coraggio politico e alla condanna senza mediazioni

Il messaggio include un appello affinché Sala si confronti con ciò che viene presentato come un genocidio, invocando una condanna totale e assoluta, priva di compromessi. Ovadia respinge l’idea di rinviare o attenuare la presa di posizione, sostenendo che non esiste un tempo di mediazione finché il popolo palestinese non sia descritto come libero e sovrano nel proprio territorio. Le parole chiudono con l’affermazione che ogni azione volta a confondere le acque rappresenterebbe, nella sua lettura, una forma di complicità.

chiusura con l’esortazione a fermare il gemellaggio

Verso la fine dell’appello, Ovadia usa un tono di urgenza: viene ribadita la richiesta di dire basta a qualsiasi livello, con un riferimento diretto al gemellaggio. La conclusione del messaggio è formulata come un invito a interrompere la prosecuzione del rapporto, accompagnato dalla richiesta di una posizione pubblica netta.

personalità citate nell’appello e nella vicenda

L’insieme dei riferimenti include le figure coinvolte nella decisione comunale e nel messaggio pubblico:

  • Moni Ovadia
  • Beppe Sala
  • Ron Huldai
  • Consiglio comunale di Milano

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