Media contro trump: resistere sempre e non cedere

• Pubblicato il • 4 min
Media contro trump: resistere sempre e non cedere

La pressione sui media americani torna al centro del dibattito, con un appello rivolto alla stampa e alla sua capacità di difendere l’autonomia. A rilanciare il tema è l’editore del New York Times A.G. Sulzberger, che invita a resistere perché arrendersi anche sulle questioni minori finirebbe per alimentare una strategia volta a continuare ad attaccare la stampa.

resistere agli attacchi alla stampa: l’appello di a.g. sulzberger

Secondo Sulzberger, la risposta dei media deve restare ferma: capitolare davanti a contestazioni e pressioni, anche quando riguardano dettagli o episodi circoscritti, serve soltanto a incoraggiare l’amministrazione a proseguire su una linea aggressiva nei confronti del giornalismo. L’appello si inserisce in un contesto percepito come crescente tensione tra potere politico e spazi editoriali.

Il messaggio arriva dopo la puntata di addio del Late Show di Stephen Colbert, programma comico trasmesso per 33 anni, descritto nella fonte come espressione di ostilità verso il presidente.

cbs e le trattative con l’amministrazione: i punti contestati

Al centro dell’attenzione c’è il rapporto tra Cbs e l’amministrazione, con critiche rivolte alle aziende che hanno scelto di patteggiare in controversie che, secondo i critici, avrebbero potuto vincere. La fonte segnala che il network ha pagato 16 milioni di dollari all’amministrazione per chiudere una disputa nata dall’intervista di Kamala Harris a “60 Minutes” nel 2024.

pagamento e interpretazioni critiche: il via libera alle trattative

Il versamento viene interpretato da una parte dei commentatori come una manovra legata a un’altra trattativa in corso: l’idea riportata nella fonte è che si sia trattato di una mossa per ottenere il via libera dell’amministrazione alle nozze tra Skydance e Paramount. In questa lettura, il percorso sarebbe stato facilitato da accordi e decisioni ritenuti funzionali agli obiettivi politici.

il late show di colbert: spegnimento delle luci e clima politico

La fonte collega le dinamiche di proprietà e le scelte aziendali anche al destino del Late Show di Stephen Colbert. Con Skydance e Paramount la programmazione viene descritta come modificata, e viene indicato che Cbs avrebbe spento le luci sul Late Show. Il programma, nella ricostruzione riportata, non aveva risparmiato attacchi al presidente e alla First Lady, alternando battute e ironia.

pressioni della casa bianca e richiesta di licenziamento

Secondo la fonte, per mesi Colbert sarebbe stato nel mirino della Casa Bianca, che avrebbe chiesto il licenziamento. L’addio del programma, richiamato come fatto recente, viene presentato come un’ulteriore vittoria del presidente, collegata al ruolo di David Ellison.

cbs sotto nuova proprietà: le osservazioni di sulzberger

Nel suo intervento, Sulzberger formula una lettura complessiva che lega cambiamenti interni e strategie politiche. La fonte riporta che l’amministrazione avrebbe indirizzato Cbs e TikTok nelle mani di facoltosi sostenitori del presidente. In parallelo, sotto la nuova gestione, la fonte afferma che Cbs avrebbe già modificato programmazione e politiche in modo da allinearsi più strettamente alle preferenze dell’amministrazione.

abbandono delle norme giornalistiche: accuse e dettagli

Sulzberger aggiunge che, nel processo descritto, verrebbe abbandonata ogni parvenza di norme giornalistiche. Tra gli elementi citati compare l’organizzazione di un ricevimento finalizzato a rendere omaggio alla Casa Bianca di Trump, indicato come episodio emblematico delle scelte attribuite ai proprietari e al network.

cause legali e libertà di stampa: l’approccio del new york times

La fonte mette in evidenza che New York Times e altre testate, secondo Sulzberger, stanno facendo resistenza attraverso cause legali. L’obiettivo sarebbe contrastare “l’assalto alla libertà di stampa”, mantenendo un posizionamento orientato alla difesa del giornalismo.

Nel suo ragionamento, i media devono andare avanti con fiducia: nel potere del giornalismo, nel pubblico a cui serve e nell’idea dei padri fondatori secondo cui la verità manterrà un valore duraturo.

nomi citati: i protagonisti delle vicende

La fonte richiama diverse figure collegate alle dinamiche descritte:

  • A.G. Sulzberger
  • Stephen Colbert
  • Donald Trump
  • Kamala Harris
  • David Ellison
  • Larry Ellison
L’editore del New York Times: “I media vadano avanti, non capitolino a Trump. Lo incoraggia ad attaccare la stampa”

Per te