Kedrion 150 milioni per triplicare la produzione di plasmaderivati per malattie rare

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Kedrion 150 milioni per triplicare la produzione di plasmaderivati per malattie rare

Un investimento industriale da circa 150 milioni di euro punta a rafforzare il polo produttivo di Bolognana, in provincia di Lucca, con l’obiettivo di aumentare in modo significativo la capacità di lavorazione del plasma e sostenere la crescente domanda di immunoglobuline a livello globale. Il progetto, presentato durante una cerimonia di taglio del nastro, coinvolge istituzioni locali e nazionali e prevede un percorso di espansione strutturato con nuove infrastrutture, interventi sull’efficienza produttiva e un ruolo attivo anche sul fronte della ricerca.

kedrion investe 150 milioni a bolognana per l’espansione produttiva

Kedrion, azienda biofarmaceutica leader nella produzione di terapie plasmaderivate per malattie rare e ultra-rare, ha annunciato il potenziamento del sito di Bolognana. La cerimonia di avvio si è svolta con la presenza del viceministro delle Imprese e del Made in Italy (Mimit), Valentino Valentini, insieme alle istituzioni territoriali e a parlamentari del territorio.

L’obiettivo dichiarato riguarda la capacità produttiva del sito: si punta al triplo, passando da 1,1 milioni a 3,3 milioni di litri di plasma lavorato ogni anno. Il programma è orientato a rispondere alla domanda crescente di immunoglobuline nel mondo.

bolognana x3 expansion program e nuova infrastruttura per il frazionamento

Il piano di sviluppo prende il nome di Bolognana X3 Expansion Program. La componente centrale prevede la realizzazione di un nuovo edificio dedicato al frazionamento del plasma. L’intervento sarà affiancato da un’ottimizzazione di un’area già disponibile all’interno del sito, così da integrare la crescita con la configurazione esistente.

Dei 150 milioni complessivi, 120 milioni di euro saranno destinati alla costruzione della nuova struttura per il frazionamento, mentre gli ulteriori 30 milioni serviranno a migliorare l’efficienza produttiva e a rafforzare il collegamento tra l’hub di Bolognana e l’impianto vicino di Castelvecchio Pascoli.

finanziamento mimit e destinazione delle risorse

Al programma partecipa il Mimit tramite un finanziamento di 14 milioni di euro concesso nell’ambito di un Contratto di sviluppo. Le risorse sono indicate come principalmente orientate all’ampliamento del sito, con una quota destinata anche ad attività di Ricerca e Sviluppo industriale.

posizione dell’italia nella filiera e ruolo dell’export

Nel corso dell’intervento istituzionale, il viceministro Valentini ha collegato l’espansione produttiva alla competitività del settore farmaceutico italiano. Il messaggio ha evidenziato che triplicare la capacità di Bolognana significa rafforzare il ruolo dell’Italia nella catena del valore delle terapie plasmaderivate, considerate ad alto contenuto scientifico e strategiche per la sicurezza sanitaria internazionale. La linea dichiarata riguarda il sostegno a partnership con imprese che uniscono visione, radicamento territoriale e capacità di competere su scala globale.

Marcello Cattani, presidente di Farmindustria, ha sottolineato l’esempio di una possibile “Plasma Valley” in Toscana, collegandola a innovazione, ricerca, manifattura hi-tech e radicamento territoriale. La stessa posizione ha posto l’accento sulla necessità di favorire la competitività del Paese con misure che rendano il contesto più attrattivo, citando la richiesta di superare il payback ed escludere i plasmaderivati dalla spesa soggetta a tetto, con l’obiettivo di assicurare continuità terapeutica e disponibilità di terapie salvavita.

cronoprogramma industriale e impatto su capacità e occupazione

Il cronoprogramma dell’investimento indica un passaggio autorizzativo con l’approvazione da parte della Food and Drug Administration (Fda) nel 2028, con il pieno regime produttivo previsto entro il 2031.

Nel polo di Bolognana sono oggi impiegate circa 700 persone. Il sito svolge tutte le fasi di lavorazione del plasma e produce le principali specialità terapeutiche dell’azienda distribuite in oltre 100 paesi, con gli Stati Uniti indicati come il principale mercato di Kedrion.

La realizzazione del programma comporterà anche un incremento occupazionale di circa 300 nuovi posti di lavoro, rafforzando ulteriormente la presenza dell’azienda nel territorio lucchese, dove Kedrion è stata fondata e opera da decenni.

tecnologie, processi e obiettivi di qualità lungo la filiera

Dal punto di vista industriale, il nuovo building è descritto come un insieme di componenti orientate a automazione avanzata, sistemi digitali di monitoraggio e processi innovativi. La finalità è migliorare efficienza, qualità e controllo lungo tutta la filiera produttiva.

sostenibilità e decarbonizzazione nel programma

Il programma risulta integrato nella strategia di decarbonizzazione del gruppo. Tra le soluzioni indicate rientrano recupero energetico, ottimizzazione dei consumi idrici e tecnologie innovative, tra cui la produzione “a freddo” di Water for Injection, con l’obiettivo di ridurre in modo significativo l’impatto ambientale complessivo.

dichiarazioni su obiettivi, domanda di immunoglobuline e sviluppo dei territori

Ugo Di Francesco, CeO di Kedrion, ha presentato l’espansione come un passaggio decisivo per rispondere in modo sempre più efficace alla crescente domanda globale di immunoglobuline e per offrire nuove opportunità di cura. Le indicazioni riguardano anche la sostenibilità industriale in Italia nel lungo periodo e l’impegno verso i pazienti in tutto il mondo. Nel suo intervento, è stato richiamato il contributo dell’azienda alla crescita dell’export italiano.

Paolo Marcucci, presidente di Kedrion, ha descritto il progetto come un segno tangibile di un percorso destinato a sostenere la crescita dell’azienda e a fungere da volano per lo sviluppo dei territori e delle comunità locali, evidenziando la collaborazione con il ministero delle Imprese e del Made in Italy.

personaggi citati

  • Valentino Valentini
  • Marcello Cattani
  • Ugo Di Francesco
  • Paolo Marcucci
Categorie: SaluteEconomia

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