John Travolta debutta alla regia e dirige la figlia Ella Bleu, la gioia più grande della sua vita

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John Travolta debutta alla regia e dirige la figlia Ella Bleu, la gioia più grande della sua vita

Dopo oltre cinquant’anni davanti alla macchina da presa, John Travolta compie un passo decisivo: arriva il debutto alla regia a 72 anni con “Volo notturno per Los Angeles”. Il film, presentato in anteprima mondiale al 79esimo Festival di Cannes, approda poi su Apple Tv dal 29 maggio. Al centro c’è un’ossessione personale e familiare, una dichiarazione d’amore per l’aviazione, passione coltivata fin dall’infanzia e sostenuta da un’esperienza di volo concreta, fatta di licenze, ore di guida in cielo e ricordi che tornano anche sullo schermo.

john travolta debutta alla regia con “volo notturno per los angeles”

Il progetto segna l’esordio dietro la macchina da presa per un attore che, nel corso della carriera, ha lavorato a lungo come protagonista davanti alla camera. La pellicola viene proiettata oggi nella cornice del Festival con accesso riservato al pubblico: alle 18.45 Travolta entrerà nella sala Debussy per assistere alla visione insieme agli spettatori presenti.

Il film nasce dall’esigenza di raccontare ciò che ha vissuto da bambino, con una prospettiva personale difficilmente sostituibile. Travolta ha spiegato che altri avrebbero potuto provare a dirigere e produrre il titolo, ma che mancassero elementi legati alla sua esperienza diretta: la regia, in sostanza, mantiene intatta una visione costruita su ricordi e dettagli percepiti in prima persona.

passione per l’aviazione e volo reale, tra licenze e ore di volo

“Volo notturno per Los Angeles” si presenta come un racconto che intreccia finzione e vita vissuta. La passione per l’aviazione accompagna Travolta fin da quando trascorreva ore ad osservare i decolli dall’aeroporto LaGuardia di New York. Da lì in avanti il legame non si è affievolito: l’attore ha iniziato a volare a 15 anni, ha ottenuto la prima licenza a 22 e ha accumulato oltre 9.000 ore di volo.

Questa competenza non resta confinata alla dimensione personale. Travolta ha pilotato aerei anche in due film: “Senti chi parla” (1989) e “Nome in codice: Broken Arrow” (1996), aggiungendo un’ulteriore stratificazione di autenticità al suo rapporto con il volo.

il progetto nasce dai risparmi e resta ancorato alla sua visione

Dietro la nascita del film c’è una scelta produttiva precisa. Travolta ha raccontato che, alla fine degli anni 90, voleva realizzarlo, ma gli impegni da attore lo tenevano lontano dal completamento del progetto. L’idea di affidare il finanziamento ad altri avrebbe comportato vincoli legati alla visione altrui, per cui ha preferito produrlo da sé: un passaggio che rende la regia un’estensione diretta dell’obiettivo artistico.

una storia in parte autobiografica e le scene ispirate all’infanzia

La narrazione ha una componente dichiaratamente autobiografica e attinge ai ricordi del suo primo volo nel 1962, esperienza che ha acceso una passione destinata a durare nel tempo. Nel film, il giovane Jeff guarda la madre Helen durante un momento di decollo e pronuncia una frase che risuona con quanto Travolta avrebbe detto da bambino: “Non posso credere di stare volando”.

Nel cast sono presenti interpreti specifici: Jeff è interpretato dall’esordiente Clark Shotwell, mentre Helen è interpretata da Kelly Eviston-Quinnett. La costruzione emotiva della scena appare collegata alla memoria dell’attore, trasformata in dialogo e reazione, con un’aderenza tra vita e rappresentazione.

ella bleu nel cast: lavoro familiare e sguardo da stella

Accanto al resto del gruppo di interpreti, nel film compare anche la figlia di John Travolta, Ella Bleu. L’attore ha espresso grande soddisfazione per l’esperienza sul set, definendola la gioia più grande della sua vita, e ha sottolineato quanto fosse desiderosa di mostrarla con l’immagine che aveva in mente. Per descrivere la performance, Travolta ha parlato anche di una predisposizione naturale, affermando che osservandola recitare penserebbe davvero che sia nata una stella.

un possibile secondo film da regista resta aperto

La porta per un’ulteriore regia non viene chiusa. Travolta ha indicato che tornerebbe dietro la macchina da presa solo se un progetto riuscisse a colpire quanto è accaduto con questa produzione: la prosecuzione dell’esperienza creativa viene quindi legata a un riscontro di intensità pari a quello che ha motivato “Volo notturno per Los Angeles”.

il libro per jett e il ricordo legato alla famiglia

La storia include anche un capitolo personale che richiama la presenza di Jett, figlio di Travolta, morto nel 2009 a 16 anni durante una vacanza alle Bahamas. Le circostanze riportate parlano di un colpo alla testa in seguito a una crisi epilettica. Quasi trent’anni prima, la passione dell’attore aveva spinto a scrivere e illustrare un libro per Jett, trasformando l’interesse per il volo in una forma di racconto destinata a un legame familiare specifico.

Jett era primogenito di John Travolta e Kelly Preston, morta nel 2020 a causa di un cancro. Secondo le informazioni riportate, il ragazzo era autistico e soffriva della sindrome di Kawasaki, condizioni rimaste riservate fino alla sua scomparsa.

In parallelo sono state richiamate reazioni e prese di posizione collegate a media internazionali: viene ricordato che Scientology, di cui Travolta avrebbe fatto parte per oltre quarant’anni, non riconoscerebbe i disturbi neurologici né il loro trattamento farmacologico. Nel 2009 sarebbero circolate voci su un presunto allontanamento dell’attore dall’organizzazione, mentre Travolta, in diverse occasioni, ha ringraziato la chiesa per il sostegno ricevuto dopo la perdita del figlio. Viene inoltre indicato che il distacco definitivo sarebbe arrivato dopo la morte della moglie.

personalità citate nel racconto

  • John Travolta
  • Ella Bleu
  • Jett
  • Kelly Preston
  • Clark Shotwell
  • Kelly Eviston-Quinnett
Categorie: TV e Spettacolo

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