Iran Usa, scontro sempre più vicino: Trump minaccia, Teheran si prepara a combattere

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Iran Usa, scontro sempre più vicino: Trump minaccia, Teheran si prepara a combattere

L’Iran si prepara a un possibile nuovo inasprimento militare con gli Stati Uniti, mentre la crisi resta alimentata dalle ultime minacce attribuite al presidente Donald Trump. Negli ambienti politici di Washington si è registrato un passo indietro, accompagnato però da condizioni precise: se non emergerà un’intesa, l’amministrazione americana indica la disponibilità a colpire Teheran con un’azione su vasta scala. Parallelamente, a Teheran aumentano le iniziative pubbliche filo-governative e le dimostrazioni che, secondo le ricostruzioni di stampa, includono anche addestramento all’uso di armi rivolto ai civili.

escalation iran-usa: trump sospende l’attacco, promette comunque una risposta massiccia

Donald Trump ha annunciato su Truth Social di aver sospeso un attacco militare contro l’Iran previsto per la giornata indicata come “oggi”. La decisione sarebbe arrivata su sollecitazione di alcuni leader del Golfo, secondo quanto riportato: l’emiro del Qatar Tamim bin Hamad Al Thani, il principe ereditario saudita Mohammed bin Salman e il presidente degli Emirati Arabi Uniti Mohamed bin Zayed Al Nahyan. La richiesta avrebbe riguardato la necessità di concedere un’ulteriore opportunità ai negoziati con Teheran.

Nel post, Trump ha indicato che i negoziati in corso sarebbero “seri” e che, a giudizio dei leader arabi alleati, si potrebbe arrivare a un accordo considerato accettabile sia per gli Stati Uniti sia per gli altri Paesi del Medio Oriente. Un punto centrale, secondo la versione del presidente, riguarderebbe l’inclusione di una clausola: nessuna arma nucleare per l’Iran.

pentagono e forze armate: istruzioni di stop e prontezza per un assalto completo

Trump ha spiegato di aver ordinato al capo del Pentagono Pete Hegseth, al presidente dei Capi di Stato Maggiori generale Dan Caine e alle Forze Armate statunitensi di non eseguire l’attacco previsto contro l’Iran. Allo stesso tempo, ha aggiunto l’esigenza di essere pronti a procedere con un assalto completo e su larga scala con un preavviso minimo, qualora non si raggiunga un accordo ritenuto accettabile.

Le valutazioni espresse da Trump includono l’affermazione che gli Stati Uniti avrebbero già “distrutto militarmente” l’Iran e che la ricostruzione richiederebbe, a suo dire, circa 25 anni, sottolineando anche l’esigenza di evitare che Teheran giunga a un’arma nucleare per uso operativo.

trump e il negoziato: nessuna apertura su concessioni e congelamento dell’arricchimento

Nel quadro delle pressioni diplomatiche, Trump ha lasciato intendere in precedenza una linea non flessibile dopo che funzionari statunitensi hanno giudicato deludente l’ultima proposta iraniana sul negoziato. In un’intervista al New York Post, il presidente ha evocato la possibilità di un irrigidimento e una possibile ripresa delle ostilità, affermando che l’Iran “sa cosa accadrà presto”.

Alla domanda su un eventuale congelamento ventennale delle attività di arricchimento dell’uranio, la risposta attribuita a Trump è stata netta: non sono aperto a nulla in questo momento, senza ulteriori dettagli sul contenuto di un’eventuale proposta.

teheran mobilita il paese: armi in strada, programmi d’addestramento e messaggi in tv

Secondo un reportage della Cnn, nelle ultime settimane nella capitale iraniana sarebbero comparsi chioschi improvvisati dove uomini e donne ricevono istruzioni di base sull’uso delle armi, con esempi che includono kalashnikov e AK-47. In Piazza Vanak, il racconto del giornalista indica una scena in cui una donna con il chador riceveva istruzioni su come smontare e rimontare un fucile d’assalto. Nello stesso spazio, a pochi metri di distanza, una bambina avrebbe maneggiato un kalashnikov scarico sotto supervisione, simulando movimenti di addestramento e puntando l’arma verso l’alto.

programmi televisivi iraniani e dimostrazioni d’uso dei fucili

La mobilitazione sarebbe sostenuta anche dalla televisione di Stato. Sul canale Ofogh, il conduttore Hossein Hosseini avrebbe esploso un colpo d’arma da fuoco in diretta verso il soffitto dello studio dopo una dimostrazione sull’uso dei fucili condotta da un membro dei Pasdaran a volto coperto. Sul canale Canale 3, la conduttrice Mobina Nasiri sarebbe apparsa in diretta mentre teneva in mano un fucile d’assalto, rivolta al pubblico, affermando: “Mi hanno inviato un’arma da piazza Vanak affinché anche io, come tutti voi, possa imparare a usarla”.

pezeshkian: dialogo con dignità, nessuna resa e difesa dei diritti del paese

In risposta al clima di tensione, il presidente iraniano Masoud Pezeshkian ha ribadito in un post su X che il dialogo non equivale a resa. Nella dichiarazione attribuita a Pezeshkian, la Repubblica Islamica dell’Iran conduce il negoziato con dignità e autorevolezza, nel rispetto dei diritti della nazione, senza rinunciare ai diritti legittimi del popolo e del Paese. È stato inoltre indicato che l’impegno sarebbe volto a servire il popolo “con razionalità” e “con tutte le nostre forze”, fino alla fine, con la finalità di salvaguardare interessi e onore dell’Iran.

difesa aerea attivata a qeshm e rete regionale nei negoziati

Nel frattempo, secondo quanto riferito dall’agenzia Mehr, sarebbe stata attivata la difesa aerea sull’isola iraniana di Qeshm, nello Stretto di Hormuz.

Sul piano diplomatico, una fonte regionale interpellata da Haaretz avrebbe indicato che il Pakistan sta assumendo un ruolo guida nei negoziati tra Iran e Stati Uniti. Qatar, Egitto, Turchia e Arabia Saudita risulterebbero coinvolti e attivi come parte di un supporto. Nello stesso tempo, la fonte avrebbe descritto l’interesse di Emirati Arabi Uniti e Bahrein a riprendere la guerra contro l’Iran e a sferrare un attacco decisivo, citando motivazioni distinte per ciascuno.

Le informazioni riportate includono anche un passaggio in cui la fonte avrebbe affermato che altri Stati del Golfo vedono gli Emirati Arabi Uniti come un “bambino viziato” che avrebbe perso calma e ragione. Secondo la stessa fonte, Teheran sarebbe disponibile ad accettare una moratoria di 10 anni sull’arricchimento dell’uranio, mentre gli Stati Uniti insistono per una durata di 20 anni.

Personaggi e figure citate

  • Donald Trump
  • Tamim bin Hamad Al Thani
  • Mohammed bin Salman
  • Mohamed bin Zayed Al Nahyan
  • Pete Hegseth
  • generale Dan Caine
  • Hossein Hosseini
  • Mobina Nasiri
  • Masoud Pezeshkian

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