Inter lo scudetto che non doveva vincere crisi all’inchiesta fino al dominio
Lo scudetto dell’Inter prende forma quando tutto sembra andare storto: una caduta netta, un colpo difficile da assorbire e un clima che rischia di spezzarsi. In quel momento, Lautaro Martinez alza la voce e indica una linea chiara. Da lì in avanti, tra scetticismo iniziale, dubbi sul mercato e primi risultati altalenanti, si compone un percorso che porta la squadra a cambiare direzione e ad arrivare fino alla conquista del 21esimo scudetto della propria storia.
lo scudetto dell’inter nasce nel momento più sbagliato
La stagione prende avvio con un’ombra pesante dopo il Mondiale per club. La sconfitta contro la Fluminense, 2-0 senza appelli, spegne l’Inter e lascia segnali di fragilità. A rendere il quadro ancora più complesso contribuisce la fase di transizione: la squadra appare lontana dall’essere pronta a vincere e la fine del ciclo di Simone Inzaghi riapre interrogativi sul futuro immediato. In questo contesto, il tecnico Cristian Chivu non sembra la soluzione più scontata.
Eppure proprio lì, tra tensioni e incertezze, iniziano a posarsi i primi elementi di stabilità: il confronto interno voluto dall’allenatore, la scelta di tenere il gruppo unito e la conferma di giovani come Pio Esposito. Non si parla ancora di dominio assoluto, ma di un tentativo concreto di rimettersi in piedi. È da quel passaggio che prende avvio la corsa che porta lo scudetto.
inter tra scetticismo e mercato: i rinforzi non arrivano
Durante l’estate l’Inter non risulta favorita: nelle valutazioni dei bookmakers e tra molti osservatori, lo scudetto è attribuito soprattutto al Napoli di Antonio Conte, campione in carica e sostenuto da un mercato molto attivo. Nei primi impegni di campionato arrivano due sconfitte contro Udinese e Juventus, tra la prima pausa per le nazionali. A quel punto la possibile separazione da Chivu torna a essere un’ipotesi concreta.
La fase estiva successiva è attraversata dalle tensioni: si parla di necessità di repulisti, anche per svecchiare una rosa con età media intorno ai 29 anni. Tra le voci circolano cessioni come quelle di Calhanoglu e Dumfries, ma alla fine non parte nessuno. Al loro posto arrivano subito Petar Sucic (con accordo già chiuso a stagione in corso), Bonny e Luis Henrique.
Chivu chiede un profilo rapido, con dribbling come punto di forza, e inoltre un mediano fisico e dinamico. I rinforzi individuati sono Ademola Lookman e Manu Koné, ma nessuno dei due approda a Milano: per Lookman l’Atalanta alza un muro; per Koné la Roma dichiara incedibile. Il mercato si chiude con l’arrivo di Andy Diouf, accolto con scetticismo generale.
l’inter riparte vincendo: esordio a san siro da 5-0
Tra luglio e agosto cresce il malcontento. Le aspettative sui colpi mancati pesano sugli umori, e le amichevoli estive non convincono, nonostante tre vittorie. Il primo banco di prova a San Siro contro il Torino si gioca sotto lo stesso segno: scetticismo da una parte, necessità di risposte dall’altra.
La partita però riesce in modo netto: l’Inter vince 5-0 e chiude la sfida senza subire reti. A segnare sono Bastoni, Lautaro Martinez, Thuram con una doppietta e Bonny subentrando dalla panchina. La squadra macina gioco, produce occasioni e mantiene la porta inviolata, imponendo un primo messaggio chiaro.
prime sconfitte, pressioni e i segnali di esonero
Il successo iniziale lascia presto spazio ai mugugni. A soli sei giorni di distanza, il 31 agosto, a meno di 24 ore dalla chiusura del mercato estivo, arriva la prima sconfitta: l’Inter perde 1-2 contro l’Udinese, squadra cinica e solida nelle ripartenze. I fischi compaiono e l’attenzione si concentra sulle scelte e sui limiti mostrati.
Chivu richiama la squadra con parole dirette: Siamo leziosi. L’indicazione è quella di smettere di specchiarsi e puntare su un gioco più verticale. Nonostante ciò, i segnali non vengono recepiti in pieno. Al rientro dalla pausa per le nazionali l’Inter subisce un altro colpo, perdendo 4-3 in casa contro la Juventus. Le due sconfitte fanno emergere i primi problemi e le voci su un possibile esonero si intensificano, aumentando la pressione su Chivu, con particolare attenzione alle prestazioni in big match.
il problema dei big match: derby e scontri diretti
Da quel momento arrivano risposte concrete sul campo. Tra campionato e Champions, l’Inter mette insieme 11 vittorie nelle 13 partite successive. I due scivoloni restano però legati proprio ai confronti più delicati: sconfitta contro il Napoli per 3-1 al “Maradona” e 0-1 nel derby contro il Milan.
Nei tre big match, includendo anche la Juventus, l’Inter ottiene zero punti. L’interrogativo diventa centrale: può vincere lo scudetto una squadra che fatica contro le dirette avversarie? La fotografia della classifica, il 23 novembre, mostra l’Inter quarta, a tre punti dalla vetta, con un dato che alimenta l’incertezza: 13 gol subiti e già 4 sconfitte.
lautaro martinez trasforma la stagione: svolta alla tredicesima giornata
Uno dei punti discussi riguarda il rendimento del capitano. Lautaro Martinez realizza 4 gol nelle prime 11 giornate, un bilancio ritenuto insufficiente rispetto agli anni precedenti, nei quali ha superato quota 20 in tre campionati su quattro. Nella prima parte del torneo, anche per questo motivo, il capitano finisce sotto critica.
La svolta arriva alla tredicesima giornata, dopo il derby. L’Inter affronta il Pisa e non può più sbagliare: la partita finisce 0-2, con doppietta di Lautaro, segnata per la prima volta. Da quel momento il capitano accelera: segna per cinque sfide consecutive da titolare, totalizzando 6 reti in 6 partite includendo il Pisa.
Alla diciottesima giornata l’Inter risulta prima da sola a 42 punti, davanti al Milan fermo a 41. Il percorso verso la vetta si completa con un’azione determinante del capitano, che trascina la squadra fino al controllo della classifica.
delusione in supercoppa e risposta immediata
Nel cuore della stagione, tra un filotto di risultati e una lunga serie di vittorie in campionato, arriva la delusione in Supercoppa. Prima di Natale, Inter, Milan, Napoli e Bologna si affrontano in Arabia Saudita e l’Inter cerca il primo trofeo stagionale.
La squadra viene eliminata in semifinale ai calci di rigore dal Bologna di Vincenzo Italiano. Il match si apre con il gol di Thuram per l’Inter, mentre Orsolini pareggia su calcio di rigore. Dal dischetto l’Inter sbaglia con Bastoni, Barella e Bonny, mentre l’eliminazione lascia il segno. Il Napoli si laurea campione in finale contro il Bologna, mentre la squadra di Conte conquista il primo (e unico) trofeo stagionale.
La delusione, però, non produce conseguenze sul ritmo: come già accaduto dopo il derby, la Supercoppa non lascia strascichi e la squadra continua a costruire il proprio cammino verso la parte finale della stagione.
conquista della serie a: dalla ripartenza al 21esimo scudetto
Fuori dal campo, la stagione si intreccia con temi legati al futuro del calcio italiano: elezioni Figc e inchiesta sugli arbitri. Sul terreno di gioco, invece, conta la continuità: l’Inter dimostra di saper giocare meglio e segnare di più rispetto alle rivali, fino a cucirsi al petto il 21esimo scudetto della sua storia.
personaggi chiave citati nel percorso
- Cristian Chivu
- Lautaro Martinez
- Simone Inzaghi
- Antonio Conte
- Marotta
- Calhanoglu
- Dimarco
- Pio Esposito
- Pisa
- Fluminense
- Vincenzo Italiano


