Hantavirus su nave e quarantena, perché il 21 giugno è una chiave

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Hantavirus su nave  e quarantena, perché il 21 giugno è una  chiave

Il focolaio di hantavirus a bordo della nave da crociera Mv Hondius e il conseguente rimpatrio dei passeggeri sbarcati a Tenerife hanno portato l’Organizzazione mondiale della sanità a fare un punto operativo su quarantena e incubazione. L’attenzione resta concentrata su una data chiave: 21 giugno, indicata come termine dei monitoraggi avviati dopo l’ultima esposizione.

Nel corso del briefing, l’Oms ha sottolineato che, considerando il lungo periodo di incubazione, nelle settimane successive potrebbero emergere ulteriori casi.

oms e monitoraggio hantavirus: quarantena per 42 giorni fino al 21 giugno

L’Oms ha spiegato che la possibilità di altri casi nelle settimane successive deriva dalla durata dell’incubazione. In parallelo, ciascun Paese coinvolto nel rimpatrio dei passeggeri sta effettuando il monitoraggio dello stato di salute delle persone interessate.

Inoltre, l’Organizzazione continua attività di supporto e dichiara di approfondire segnalazioni relative a un piccolo numero di pazienti con sintomi compatibili con il virus Andes, coinvolgendo i Paesi di provenienza.

raccomandazioni oms sul conteggio: da 10 maggio fino al 21 giugno

Per chiarire durata e tempistiche, l’Oms indica che le persone esposte vengano sottoposte a monitoraggio attivo in una struttura di quarantena specifica oppure a casa per 42 giorni, pari a sei settimane.

Il periodo decorre dall’ultima esposizione, fissata al 10 maggio, data di inizio dello sbarco. La conclusione del monitoraggio è quindi prevista per 21 giugno.

virus andes e hantavirus: trasmissione e aree di rischio

Il responsabile del contagio è indicato nel virus Andes, descritto come una variante dell’hantavirus caratterizzata dalla possibilità, rara, di trasmissione da persona a persona. Gli hantavirus infettano naturalmente i roditori, mentre il passaggio all’uomo avviene tramite contatto con urina, escrementi o saliva contaminati di roditori infetti, oppure, in modo meno frequente, tramite morsi.

La trasmissione interumana, al momento, risulta documentata solo per il virus Andes nelle Americhe. Tra i diversi ceppi, soltanto un numero limitato è noto per causare malattie nell’uomo.

america: sindrome polmonare da hantavirus

Nei territori di Nord, Centro e Sud America, alcuni hantavirus possono causare la sindrome polmonare da hantavirus, una condizione a rapida progressione che coinvolge polmoni e cuore.

Il virus Andes appartiene a questa famiglia ed è descritto come associato a una possibile trasmissione limitata da persona a persona, attraverso un contatto stretto e prolungato. Questa modalità viene riportata soprattutto in Argentina e Cile.

europa e asia: febbre emorragica con sindrome renale

In Europa e Asia, invece, gli hantavirus possono causare febbre emorragica con sindrome renale, con interessamento principale di reni e vasi sanguigni. In queste aree, la trasmissione da persona a persona non risulta documentata.

Viene inoltre richiamata la nefropatia epidemica, indicata come una forma osservata in Europa e considerata una variante lieve della febbre emorragica con sindrome renale.

cosa sapere sulla gestione: prevenzione, diagnosi e misure sanitarie

Secondo le informazioni riportate, al momento non esiste una cura specifica né un vaccino per l’infezione da hantavirus. La sopravvivenza può migliorare grazie a un’assistenza medica tempestiva, basata su monitoraggio clinico e sulla gestione delle complicanze respiratorie, cardiache e renali.

La prevenzione è fondata principalmente su riduzione dei contatti tra persone e roditori e su igiene. In presenza di epidemie o di sospetto contagio, si indicano come determinanti tempestiva identificazione e rapido isolamento dei casi, insieme al monitoraggio dei contatti stretti e all’applicazione delle misure standard di prevenzione delle infezioni per limitare un’ulteriore diffusione.

tedros adhanom ghebreyesus: indicazione del periodo di quarantena

Nel briefing, il Direttore generale Tedros Adhanom Ghebreyesus ha chiarito le raccomandazioni relative al monitoraggio attivo: 42 giorni dall’ultima esposizione, con decorrenza dal 10 maggio e termine al 21 giugno.

Persone citate:

  • Tedros Adhanom Ghebreyesus
Categorie: Salute

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